Un drone, due bici, voglia di avventura.
Così Naoki e Sara, poco più che ventenni, hanno avverato il loro sogno: girare in bicicletta per tutto il sudest asiatico, la terra dei loro genitori. E raccontare il loro viaggio con le foto riprese dal cielo.
Mi chiamo Naoki. E sono un cicloviaggiatore, appassionato di fotografia e videomaking. Sono nato in una famiglia multietnica, mio padre è italiano e mia madre è giapponese. E da qui viene il mio nome esotico.
Da cicloamatore ne avrai macinata tanta di strada, anche se sei così giovane.
Tra i sedici e i diciassette anni ho intrapreso i miei primi viaggi in bici, che e al tempo si limitavano tutti a percorsi asfaltati senza uscire mai dai confini europei.
Ma oggi, a 23 anni compiuti, ho deciso insieme alla mia ragazza Sori (che è coreana) di viaggiare per tutto il sud est asiatico per circa 8 mesi.
Il viaggio non è stato semplice, ci sono state molte difficoltà ma nel complesso è stata un’esperienza che ci ha formato molto e ci aiuterà ad affrontare meglio i viaggi in programma per il futuro. A giugno 2018 abbiamo deciso di volare verso la Nuova Zelanda con un visto lavoro vacanza.
Il nostro scopo era quello di mettere da parte i soldi necessari per sostenere con serenità le nostre prossime avventure.
E come avete deciso di documentare il viaggio con un drone?
All’età di quindici anni ho iniziato a girare i miei primi video con una piccola macchina fotografica compatta Sony. Ho capito immediatamente che montando video potevo creare dei contenuti visivi
molto più piacevoli di una semplice clip girata a caso. Di anno in anno la mia attrezzatura
si è ampliata fino ad avere una Canon 600D , sostituita poi da una 70D e successivamente da una Sony A7II. Giunto in Nuova Zelanda, ho deciso di passare alla A7III e di rimanere soltanto con una lente in quanto gli spazi in bici sono molto limitati.
Però ho capito che la qualità dei miei video era pessima, guardando molti cicloturisti su YouTube
ho subito notato che il drone poteva dare un tocco di professionalità ai miei video.
La spesa andava, ovviamente, ad incidere anche sul nostro budget di viaggio. Ma sapevo che in qualche modo ne sarebbe valsa la pena.
Ok, ma quale drone?
Fin da subito, la mia scelta è ricaduta sul Mavic Pro perché per il rapporto portabilità/prestazioni ai miei occhi risultava il numero uno sul mercato.
Ti sei trovato subito a tuo agio?
Imparare a far volare il drone è tanto semplice quanto farlo schiantare al suolo! (ride). Purtroppo così è accaduto in uno dei miei primi voli. Il drone si è schiantato a causa della perdita di un’elica, ma per fortuna non è finito in mare.
–La funzione active track è fantastica perché permette al drone di seguirmi in completo automatismo, rendendo così agevoli le mie pedalate. Bisogna però prestare le dovute attenzioni perché un semplice albero o un po’ di vento forte potrebbero ostacolare l’avanzata del drone.
Un accessorio che ho trovato molto utile è il quad lock.
Questo specifico attacco permette di agganciare il cellulare al manubrio in modo molto rapido e di avere le mani sul al manubrio in modo molto rapido e di avere le mani sul nostro manubrio quando facciamo volare il drone.

Hai avuto problemi con le leggi e le regole dell’altra parte del mondo?
Ogni Paese ha le sue regole. Generalmente per non avere problemi mi è bastato usare buon senso e rispetto:
-Non volare oltre 120 m
-Volare sopra 30 m dalle persone
-Non volare in prossimità di aeroporti (stare a una distanza
di 5.5 km)
-Non volare vicino ad animali selvatici
-Non volare dove ci sono divieti
In questo modo non sono mai finito nei guai. Ho notato però che, piano piano, a livello globale stanno iniziando a limitare l’utilizzo del drone, rendendo difficile per l’amatore filmare anche una semplice spiaggia!
Tirando le somme della tua esperienza, secondo te un drone dovrebbe sempre esserci nello zaino del cicloturista?
Il drone serve se pensiamo davvero di utilizzarlo, anche perché la somma che si impiega per acquistarlo è notevole. Io lo consiglio a tutti, specialmente ai viaggiatori. I video e le foto che si possono ottenere hanno un punto di vista veramente unico. A chi è incerto, consiglio di provarlo per capire se fa al caso suo. Se pensi di non utilizzarlo frequentemente, abbandona l’idea di acquistarlo perché sarà soltanto d’intralcio
E se si rompe mentre sei in capo al modo?
Consiglio di sottoscrivere la Dji Care, per essere coperti dalla garanzia estesa. Nel caso in cui non foste coperti dalla garanzia, evitate di aggiustare il drone da soli perché è facile peggiorare la situazione. Affidatevi a qualcuno con esperienza.








