Arriva il drone portaerei

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I bacini idroelettrici italiani si stanno interrando: il limo portato dai fiumi riempie i laghi artificiali di fango rendendo inefficaci le dighe e impedendo loro di produrre energia elettrica.  Ma quanto velocemente procede questo fenomeno? Si può ancora correre ai ripari? In diverse dighe italiane naviga un imbarcazione robot prodotta dalla torinese aerRobotix, un vero e proprio drone acquatico con eliche aeree in modo da poter operare senza problemi anche in acque difficili, invasi dalle alghe.  “Una grande diga che abbiamo esplorato è quella  Santa Carterina di Auronzo, nel Cadore, sott0 le tre cime di Lavaredo” ci dice Pierliugi Duranti di aerRobotix. Il drone percorre automaticamente il bacino, guidato dal GPS, in misisoni che dorano svariate ore: durante la navigazione, un sonar legge la profondità delle acque consentendo di creare la mappa tridimensionale del fondale.
E come può il drone marino aiutare le dighe?
“Se l’interrameno – anzi, l’interrimento, come lo chiamano i geologi, non è eccessivo si può intervenire dragando. Se invece è eccessivo occorrono interventi ben più complessi, come lo svuotamento parziale dell’invaso per poter togliere il limo in eccesso” spiega Duranti.

E il drone aereo a che serve?
“Visto che le missioni durano diverse ore abbiamo pensato di accoppiare al natante un multicottero. In questo modo decollando e atterrando sul ponte può esplorare il terreno attorno all’invaso, in modo da creare la mappa tridimensionale anche della parte emersa, e avere così una completa analisi 3D di tutto il bacino, sopra e sotto la superficie. In futuro vorremmo fare in modo che possa ricaricarsi dalla piazzola di atterraggio a bordo dell’imbarcazione”.

 

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