Torino è sempre stata all’avanguardia nel settore dei droni, addirittura hanno sostituito i tradizionali fuochi d’artificio nella patronale festa di San Giovanni.
Basti pensare agli spazi dedicati al Parco Dora, nella iniziativa denominata Doralab per favorire lo sviluppo dei mezzi a pilotaggio remoto e alla creazione della Drones Unit, in supporto alla Polizia Municipale.
Ciò nonostante alcuni operatori autorizzati riscontrano notevoli difficoltà per poter lavorare legalmente con i droni nel capoluogo piemontese.
Il vincolo nasce da una area regolamentata ovvero la “famigerata R34″ – così la definiscono alcuni piloti di droni piemontesi – ovvero una area a protezione di Torino città, istituita per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Sulle carte aeronautiche AIP si legge infatti: LI R34 Torino città “Zona vietata al sorvolo per motivi di sicurezza”.
Molti operatori riconosciuti da ENAC alcuni con attestato di pilota remoto di SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, alias droni) e altri solo operatori di mezzi volanti considerati inoffensivi quali i “trecentini” – cioè droni dal peso inferiore a 300 grammi, assicurati professionalmente e che devono rispondere a requisiti ben precisi – non riescono ad ottenere i relativi permessi per poter svolgere missioni all’interno della città di Torino dove insiste l’area regolamentata R34.
Paolo Bartone, un fotografo professionista, operatore riconosciuto, molto attivo con i suoi servizi all’interno della città Torinese, ha deciso di fondare un gruppo su Facebook “R34 Torino“ per raccogliere il maggior numero di persone, nella speranza che la Prefettura del capoluogo piemontese, possa velocizzare i processi di autorizzazione per il sorvolo con i droni a scopo professionale.
Pubblichiamo qui di seguito la lettera di Paolo Bartone:
Dopo aver inoltrato le domande per il rilascio delle autorizzazione all’interno della zona regolamentata R34, ci ritroviamo con una risposta che arriva sempre fuori tempo massimo. Faccio la mia richiesta con un notevole tempo di anticipo, verso i miei 94 euro – per la richiesta di segregazione di uno spazio aereo Notam – ma sono quasi certo che non riceverò risposte entro i tempi richiesti e spesso assenza totale.
Se ho un avvenimento da documentare fra 2 mesi, non cambia nulla, la questura risponderà alla prefettura solo 2 gg prima dell’evento quindi, non riceverò sicuramente per tempo la tanto agognata autorizzazione, non ci saranno i tempi tecnici per chiudere il cerchio.
Vista questa situazione, avevo pensato di chiedere aiuto a chi avrebbe potuto provare a mettere intorno ad un tavolo e discutere eventuali semplificazioni, Prefettura, Questura ed Enac oltre che naturalmente il comune di Torino.
Ha risposto alla mia richiesta la allora assessora Paola Pisano, oggi ministro dell’innovazione, che si stava confrontando proprio con Enac in vista di una possibile area di sperimentazione nella città di Torino.
Abbiamo creato un gruppo Facebook denominato R34 ed abbiamo iniziato, nel corso di un paio di incontri presso l’assessorato, ad esporre le nostre difficoltà e la richiesta di semplificazione delle procedure all’interno dell’area R34.
L’ Assessora Paola Pisano, ci aveva affidato alla competenza del comandate della polizia Municipale, Giafranco Todesco, che ha iniziato a raccogliere le nostre proposte e richieste da portare in discussione.
E’ passato inutilmente un anno in cui i tavoli si sono aperti e richiusi più volte, ma pare che la Prefettura e quindi la Questura non abbiano ritenuto opportuno partecipare a nessuno di questi incontri.
Tramontata la possibilità di una mediazione delle istituzioni cittadine, come gruppo abbiamo pensato di rivolgerci, e chiedere direttamente al Prefetto di Torino di riceverci.
La pec inviata a nome del gruppo con la richiesta di essere ricevuti e spiegare le nostre ragioni, non ha avuto alcuna risposta, non un no ma nemmeno un si, praticamente ignorati anche questa volta.
Siccome non pensiamo minimamente di arrenderci, l’idea è quella di fare arrivare al Prefetto, una valanga di pec con la stessa domanda e vedremo se di fronte ad una richiesta così forte, faranno ancora finta di niente.
In caso di assenza di risposta anche in questo caso, l’idea è quella di manifestare davanti alla prefettura. Una manifestazione pacifica per essere finalmente visibili.
Per fare questo, naturalmente abbiamo bisogno di essere in tanti, quindi, chiedo a tutti gli operatori dell’area torinese, che intendono far sentire la propria voce, di aderire al gruppo su FB denominato “R34 Torino” creato appositamente ed esclusivamente per questo scopo.
Quando avremo raggiunto un discreto numero di adesioni procederemo all’invio della nostra richiesta.
Però, poiché l’idea potrebbe essere esportabile, credo che non sarebbe una cattiva idea se ad aderire fossero anche operatori di tutta Italia.
Potremmo pensare di utilizzare, qualora fossimo un numero importante, la forza del gruppo per “aiutare” anche colleghi in altre realtà sparse per l’Italia.
Come si suol dire: L’Unione fa la forza. Meditate gente, meditate.





