La tutela dell’ambiente e il monitoraggio delle sue condizioni sono fattori sempre più basilari per assicurare un futuro a noi e alle altre specie viventi del nostro pianeta. Tra inquinamento, incendi di proporzioni enormi e disastri ambientali di vario genere ed entità, basta guardare anche solo agli ultimi anni della storia della Terra per rendersi conto di come la situazione sia subendo un netto e più veloce che mai peggioramento.
Sotto questo punto di vista i droni possono offrire un importante contributo nella tutela del patrimonio ambientale, ad esempio controllando i boschi con termocamere in grado di scovare pericolosi rischi o principi di incendio, ma anche monitorando l’inquinamento delle acque dei nostri fiumi e mari, le condizioni di salute di flora e fauna, etc.
Tra questi importanti compiti potrebbe aggiungersi presto quello del monitoraggio delle radiazioni, una nuova applicazione con cui i droni verranno impiegati per determinare se e quanto una zona è contaminata. Questa almeno è l’idea di un team di scienziati dell’Università Tecnica di Praga che, assieme ad alcuni loro colleghi dell’azienda ceco-finlandese Advacam, specializzata nei sistemi di visualizzazione, lavorano allo sviluppo di una piattaforma composta da un drone e un rilevatore di radiazioni di bordo, che sarà in grado di rilevare la presenza di radiazioni in aree come porti, aeroporti, luoghi colpiti da disastri, discariche e ovviamente impianti nucleari.
Dal momento che l’eventuale presenza di radiazioni può interferire pesantemente sulla strumentazione del drone fino a comprometterne il volo, gli scienziati mirano da un lato a schermare adeguatamente il velivolo, e dall’altro ad equipaggiarlo solamente con ciò che è strettamente necessario. Un esempio insolito, a questo proposito, riguarda il GPS, che di norma offre al drone un supporto fondamentale per orientarsi, ma che nel progetto per il monitoraggio delle radiazioni viene considerato meno utile (e perciò superfluo) rispetto a dei sensori per l’evitamento degli ostacoli, che ai fini del volo risultano fondamentali anche in caso di ispezioni all’interno di edifici, dove il GPS non avrebbe segnale.
Secondo gli sviluppatori, questo innovativo sistema di monitoraggio delle radiazioni sarà più sicuro, più economico e “100 volte più efficace” in confronto al metodo tradizionale con squadre dislocate sul luogo, senza considerare l’enorme quantità di rischi per la salute che verrebbero risparmiati.
Il programma prevede la messa a punto del primo prototipo già nel prossimo autunno (emergenza covid permettendo), mentre il lancio della piattaforma sul mercato dovrebbe arrivare un anno più tardi, nell’autunno del 2021.




