Perù: Droni scoprono nuova figura nel deserto vicino Nazca

È incredibile come la prospettiva dall’alto offerta dai droni ci permetta, attraverso il loro nuovo punto di vista, di scoprire e capire meglio tutto ciò che per migliaia di anni abbiamo avuto sotto i nostri occhi, aiutandoci in alcuni casi a far luce su alcuni periodi del passato che ancora non abbiamo del tutto chiarito.

Il teatro dell’ultima scoperta è il deserto di Nazca, sito Unesco conosciuto in tutto il mondo e frequentato ogni anno da decine di migliaia di turisti per via dei disegni giganti (i cosiddetti “geoglifi”) presenti sul terreno. Nonostante milioni di foto scattate ogni anno dai turisti e nonostante le immagini si possano cogliere anche dall’alto grazie allo sguardo dei satelliti, ispezionare il terreno con un drone può ancora portare alla luce nuove linee giganti nelle zone circostanti, come già successo anni fa, quando 50 nuovi geoglifi furono scoperti dal progetto “GlobalXplorer”.

Più di recente, invece, l’archeologo Johny Isla è riuscito a scoprire con i droni una nuova figura lungo le pareti di una collina situata nella zona di Palpa, circa 30 miglia a nord di Nazca, nel Perù meridionale. La figura, grande 25 per 65 metri, consiste in una creatura mitologica e spaventosa, a metà tra un’orca e un essere umano, che sostiene delle teste mozzate come trofei di caccia, con teste simili che invece sono all’interno del suo corpo.

Gli archeologi ritengono che la figura antropomorfa, risalente probabilmente all’epoca dei Paracas (una civiltà andina vissuta tra il 500 a.C. e il 200 d.C.) possa essere uno degli anelli di congiunzione tra centinaia di altri geoglifi minori e le incisioni imponenti che si trovano nel deserto di Nazca.

Ora sta agli esperti vagliare le diverse ipotesi, con un occhio sui libri di storia e un altro sempre fisso sulle mappature avanzate e dettagliatissime effettuate dai droni.

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