ll drone a energia solare della US Navy volerà per 90 giorni di fila

Un grande drone ad ala fissa in grado di volare in modo pressoché ininterrotto sopra le nuvole, alimentato solo dall’energia solare, è un sogno che affascina da almeno vent’anni moltissime organizzazioni in tutto il mondo. Tra queste, giusto per fare il nome delle poche che, avendo le risorse economiche adeguate all’impresa, ci hanno provato negli ultimi anni, troviamo la NASA col suo drone Helios, Google col suo prototipo Solara 50 e persino Facebook, con il drone Aquila di cui abbiamo parlato anche noi diverse volte.

Cos’hanno in comune questi progetti, oltre all’audace idea di partenza? Semplice: il fallimento! Purtroppo infatti uno ad uno i prototipi, anche quando sono effettivamente riusciti a prendere il volo e a raggiungere le quote programmate, hanno poi ceduto per via della eccessiva fragilità del telaio, coi progetti che sono stati infine accantonati (l’ultimo caso in ordine di tempo riguarda proprio il fallimento del progetto Aquila di Facebook nel 2018, del quale parlammo qui).

A distanza di qualche anno, però, qualcuno sembra essersi fatto di nuovo coraggio. È il caso della Marina Militare USA, che all’interno del suo programma Autonomous Maritime Patrol Aircraft (Velivoli da pattugliamento marittimo autonomo) sta sviluppando un drone a energia solare che sarà in grado di volare almeno per 90 giorni di fila. A bordo ci saranno moltissimi sensori all’avanguardia e software avanzato (ad opera della Palantir Technologies) per raccogliere, processare e trasmettere in diretta, durante il volo un’enorme quantità di dati che riguarderanno gigantesche porzioni di oceano.

Il drone della US Navy avrà come nome Skydweller, dal momento che verrà sviluppato dalla Skydweller Aero, società ispanico-americana che per risolvere il problema della fragilità del mezzo ha deciso di non creare un nuovo telaio ad hoc, bensì di utilizzare il telaio dell’aereo Solar Impulse 2, già rodato visto che nel 2016, con pilota a bordo, compì nel 2016 il giro del mondo a tappe.

Il CEO di Skydweller Aero, Robert Miller, ha detto “L’aereo Skydweller è significativamente più robusto, avendo volato intorno al mondo alla stessa quota media dove i precedenti aerei ad energia solare hanno fallito a causa di problemi con l’aeroelasticità”.

L’idea, molto semplice, è quindi quella di prendere il telaio del velivolo “manned”, che si è già dimostrato resistente, e modificarlo (aggiornandolo) per adattarlo alle necessità di un velivolo molto simile ma unmanned, che ovviamente permette di liberare moltissimo spazio e peso per via dell’assenza della cabina di pilotaggio.

“Quando eliminiamo la cabina di pilotaggio, stiamo consentendo una vera persistenza e fornendo l’opportunità di installare fino a circa 400 chilogrammi di capacità di carico utile”, conferma Miller.

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