La guerra in Ucraina e il conseguente aumento dei costi energetici si ripercuote sul settore agricolo, che oggi più che mai ha la chance di puntare su tecnologia, droni e robot per accelerare quel profondo e per il momento singhiozzante processo di trasformazione che da anni mira a portarlo verso maggiore produttività, efficienza e salvaguardia dell’ambiente. Ed è proprio nell’ottica dell’innovazione tecnologica, anche attraverso metodi e sistemi ICT, che Coldiretti Puglia ha siglato un importante accordo con “Laboratorio Informatico”, Laboratorio Competenze Digitali, Formazione, Certificazione del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica.
Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, spiega “Abbiamo l’obiettivo di promuovere strumenti funzionali a rafforzare il trasferimento delle tecnologie per favorire lo sviluppo dell’agricoltura di precisione e dell’agricoltura 4.0 e di realizzare, attraverso l’uso delle ICT, oltre a percorsi virtuosi, fortemente innovativi, di formazione e approfondimento presso le imprese agricole e agroindustriali per l’individuazione di circuiti di produzione di energia green e un utilizzo sostenibile dell’uso dell’acqua per l’irrigazione e la lavorazione di prodotti”.
Le innovazioni tecnologiche per l’agricoltura
E se parliamo di tecnologia innovativa in agricoltura parliamo di stazioni meteo di ultima generazione, trappole smart con videocamera, sistemi di irrigazione connessi a internet, ma ovviamente parliamo anche e soprattutto di droni terrestri, pensati per svolgere lavori pesanti ma in modo molto preciso, e droni aerei, ideali con le loro telecamere e i loro sensori per tenere sotto controllo tanti aspetti diversi delle condizioni delle colture. In questo panorama non vanno dimenticati i software in grado di analizzare i dati raccolti in gran quantità e di suggerire, incrociandoli tra loro, interventi mirati in caso di necessità, con conseguente risparmio di tempo, fertilizzanti e apporto idrico, tematiche che giocano un ruolo cruciale nella sostenibilità ambientale.
Per ora questa sterzata in favore dell’agricoltura più moderna in Italia è seguita soprattutto dai giovani. Infatti un’analisi Coldiretti (sulla base del Rapporto del centro Studi Divulga) evidenzia come le tecniche di agricoltura di precisione siano seguite quasi da un’impresa agricola giovanile su tre (31%) come anche più di un giovane su tre (37%) usa i social network per promuovere le proprie attività, con Facebook che rimane il canale preferito (71%). Numeri che da un lato sono incoraggianti, ma che dall’altro fotografano uno scenario ancora arretrato, nel quale molte aziende soprattutto al centro e al sud Italia sono penalizzate da infrastrutture carenti che accentuano il digital divide, problemi che l’impegno e la formazione non possono contrastare da soli.




