Drone Taser: sospeso tra le polemiche prima ancora di essere prodotto

La polemica sulle armi negli USA, mai sopita ma recentemente tornata fortemente alla ribalta in seguito alle tragiche stragi che si sono verificate nel Paese, investe sorprendentemente anche i droni.

Già, perché tra le varie misure proposte a caldo come possibili soluzioni idonee quantomeno a contenere il bilancio delle vittime in casi di violenza che coinvolgono le armi da fuoco c’è stata anche l’idea di Axon, un’azienda che sviluppa e commercializza soluzioni tecnologiche per la pubblica sicurezza, di impiegare un apposito drone-taser, inquadrato però in una più ampia ed organica risposta immediata in caso di necessità.

Axon propone un sistema coordinato basato su una rete diffusa di telecamere che controllino i luoghi pubblici e allertino immediatamente i droni dotati di taser per intervenire come prima risposta invece delle forze dell’ordine. Il taser però non verrebbe azionato in modo automatico dal drone e quindi da un algoritmo, bensì da un operatore remoto appositamente formato per valutare queste complesse situazioni caso per caso. Ovviamente il drone munito di taser servirebbe a stordire e mettere temporaneamente fuori gioco l’aggressore o gli aggressori, non per eliminarli.

La proposta di Axon, che ha anche dichiarato di prevedere l’uscita sul mercato dei primi droni taser già nel 2024, si è guadagnata le prime pagine di molti giornali negli Stati Uniti, suscitando però anche numerose polemiche sui rischi connessi all’introduzione di un nuovo tipo di arma per le strade. E proprio sull’onda di queste critiche provenienti dall’opinione pubblica c’è stata la notizia a sorpresa proveniente dal comitato etico della società, con ben 9 membri su 12 che hanno presentato le loro dimissioni in segno di profonda contrarietà al progetto, così il CEO e fondatore dell’azienda, Rick Smith, è stato praticamente costretto a sospendere il progetto.

D’altra parte c’era da aspettarselo, visto che non più di qualche mese fa, sul finire del 2021, la startup americana Brinc aveva già alzato un polverone per via di un video spot particolarmente mal riuscito nel quale il prototipo del suo drone taser colpiva un attore che impersonava il ruolo di un clandestino che aveva oltrepassato il confine. In quell’occasione il giovanissimo CEO Blake Resnick aveva provato a gettare sabbia sul fuoco attraverso una serie di dichiarazioni poco convincenti, che non avevano impedito al video di diventare virale e di finire nell’occhio del ciclone. A distanza di mesi, del suo progetto “Wall of drones” per il momento non si sente più parlare.

Chissà invece come finirà nel caso dei droni taser della Axon, un’azienda con spalle decisamente più solide che probabilmente continuerà a sviluppare questo suo progetto nell’attesa prima che si calmino le acque, e poi che arrivino momenti più favorevoli al suo rilancio.

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