Archeologia: coi Droni tra le montagne della Spagna scoprono pitture rupestri di 7 mila anni fa

Torniamo a parlare di droni e scoperte archeologiche, stavolta nella vicina Spagna e più precisamente nella zona montuosa compresa tra le città di Alicante e Valencia. Proprio qui, infatti, Javier Fernandez Molina, ricercatore in geo-archeologia presso l’Università di Alicante, ha deciso di seguire un approccio innovativo nella ricerca di pitture rupestri preistoriche, affidandosi alle sue capacità di pilota di droni per lavorare più velocemente e senza inerpicarsi a piedi per un territorio difficile da praticare.

Tantissime foto grezze scattate dai droni nell’area di ricerca, infatti, sono poi state analizzate ed ingrandite con Photoshop, rivelando esattamente ciò che il team sperava di trovare. Nel primo tentativo di esplorazione aerea, il team di Molina ha esaminato 18 grotte, 2 delle quali contenevano pitture rupestri preistoriche risalenti a circa 7.000 anni fa. Più precisamente, nella prima grotta, situata in un burrone del Castellet-Barranc del Salt, sono state scoperte scene raffiguranti figure di circa 10 centimetri, tra cui arcieri, cervi e capre, alcuni colpiti da frecce; nella seconda grotta, invece, sono state rinvenute pitture simili, sebbene in condizioni peggiori. Alcune delle immagini scoperte, così come molte altre informazioni sulla ricerca, sono state pubblicate sulla rivista scientifica Lucentum a questo link.

Come riportato sul sito Artnet News, Molina ha dichiarato che l’utilizzo di droni per fotografare le pareti delle grotte è un metodo rapido e che questa recente scoperta suggerisce che ci siano molte altre pitture rupestri preistoriche da trovare. “Questo è solo l’inizio”, ha dichiarato la ricercatrice Virginia Gonzalez, “Una volta ottenuti i permessi, inizieremo il lavoro di documentazione nella prima grotta. L’idea è di estendere la ricerca ad altre aree vicine difficili da raggiungere.”

Non è la prima volta che i droni mettono ben più di uno zampino nella ricerca archeologica: tre anni fa, ad esempio, in Perù permisero di scoprire una nuova figura gigante nel deserto di Nazca. In quel caso il merito dei droni fu quello di offrire agli archeologi un punto di vista diverso da quello che la nostra condizione umana ci porta naturalmente a prendere in considerazione, mostrando ai ricercatori quello che da sempre avevano avuto sotto i loro occhi ma di cui non si erano mai accorti prima, mentre nel caso di queste nuove pitture rupestri scoperte in Spagna il vantaggio che hanno portato alle ricerche è stato ancora più basilare, ossia mettere a disposizione la loro affidabilità in volo per permettere ai ricercatori a distanza di indagare più da vicino dei luoghi altrimenti molto difficili da raggiungere fisicamente.

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