Drone di contrabbando sul carcere di Trani, arrestato pilota 29enne

L’arresto è stato effettuato nella serata di sabato dalla Polizia Penitenziaria di Trani. Stando a quanto riportato da Ansa.it, il pilota criminale sarebbe un ventinovenne di origini brindisine che ha usato il drone per tentare di introdurre nell’istituto penitenziario un notevole quantitativo di droga di vario tipo, sei mini telefoni cellulari e uno smartphone.

Secondo quanto riferito dal delegato pugliese del sindacato Osapp, Nunzio Bruno, il drone utilizzato volava a luci spente ed è stato individuato dalla polizia penitenziaria prima che raggiungesse la sua destinazione, con le autorità che in seguito hanno proceduto all’arresto del pilota e al sequestro sia del velivolo che dei dispositivi mobili.

L’evento mette in evidenza la continua preoccupazione per l’uso sempre più diffuso dei droni per introdurre sostanze illegali e oggetti proibiti all’interno delle carceri, con la polizia penitenziaria che è in grande difficoltà nell’individuare e peggio ancora contrastare questo genere di attività illegali.

Una situazione sottolineata pochi giorni fa, anche da quest’altro articolo su Ansa, dove la nota in cui Fabio Pagani (UilPa), sottolineava l’attuale incapacità della polizia penitenziaria di affrontare queste violazioni, in questo caso facendo riferimento non ai fatti di Trani, bensì ad un episodio simile accaduto nel carcere genovese di Marassi. In quell’occasione, a seguito dell’avvistamento di alcuni droni, la direzione della casa circondariale aveva disposto l’installazione di una rete di protezione che impedisse di lanciare o sganciare droga e telefonini all’interno degli spazi sorvegliati.

La nota recita “Nulla può contro i droni la Polizia penitenziaria, visto che non è dotata di alcun dispositivo per individuarli e inibirne le frequenze che consentono il pilotaggio da remoto. Eppure le strumentazioni esistono, sono poco costose, portatili e di semplice e immediato posizionamento. Perché allora, non acquistarne un certo numero e dislocarle presso quelli che possono essere gli obbiettivi più sensibili?”.

È ormai da tempo che i sindacati dei lavoratori coinvolti nella sicurezza delle carceri chiedono a gran voce che vengano messe a loro disposizione ulteriori risorse e soprattutto mezzi tecnologicamente adeguati a contrastare le più innovative tecniche di violazione della sorveglianza, e sotto questo aspetto si inquadra per fortuna anche la recente intesa firmata tra Enac e Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), che ha per l’appunto lo scopo di migliorare la sicurezza nelle strutture penitenziarie attraverso l’impiego di tecnologie avanzate e innovative come i droni.

Adesso non resta che vedere quando queste iniziative cominceranno a produrre risultati concreti.

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