a cura di Michele Caffagni
Carissimi lettori di DronEzine, bentrovati.
Per quanti di voi che ancora non mi conoscessero, mi presento brevemente.
Sono Michele Caffagni, fondatore della società 360° Drone e mi occupo a tempo pieno di permessi di volo e normativa sui droni.
In questo articolo vedremo insieme come relazionarsi e confrontarsi con le forze dell’ordine o col vicino preoccupato, nel caso in cui venisse contestato il sorvolo con il nostro drone.
Se vi interessa date una occhiata anche a: Droni: vuoi volare vicino a un carcere? Guida per ottenere le autorizzazioni.
Per prima cosa, ricordiamo subito che in generale per volare in regola, è:
- obbligatorio avere l’assicurazione sul drone,
- registrarsi come operatore e apporre sul drone il codice operatore e il QR Code ottenuto dal portale www.d-flight.it e
- possedere, se richiesto, l’attestato corretto per poter condurre l’UAS in determinate aree e a seconda del peso o della marcatura di classe (C0-C1-C2 ecc).
- Inoltre, se si tratta di una zona rossa, consideriamo già di aver ottenuto i permessi perché in questo articolo non affronteremo i permessi di volo.
Un esempio pratico
Per entrare nel vivo dell’articolo creiamo una situazione generica: siamo nel giardino pubblico vicino a casa e, mentre stiamo volando, si avvicina una persona che supponiamo essere un agente di Polizia.
Se il drone è in volo, dobbiamo interrompere immediatamente l’operazione e, se l’agente ci sta parlando, possiamo tranquillamente far atterrare il drone prima di proseguire la conversazione dato che il drone deve essere a terra e in sicurezza mentre affrontiamo la conversazione.
La sicurezza prima di tutto!
Successivamente, sempre con gentilezza e disponibilità, cerchiamo di capire il problema che, nel caso specifico, potrebbe riguardare una persona che ha chiamato la polizia perché non vuole che il drone voli vicino a casa i crede dei malintenzionati.
Partendo dalla norma generale, il Regolamento europeo 2019/947 è essenziale per uscirne al meglio.
L’articolo 17 impone, a ciascuno Stato membro della comunità europea, di identificare una o più autorità competente e ne deve definire i ruoli.
Nel nostro caso ENAC è l’unica autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile, come riportato all’art. 687 del Codice della Navigazione.
L’articolo 18, sempre del Reg. EU 2019/947, descrive i compiti dell’autorità competente (ENAC, in Italia) e, tra altre cose, al comma 1, paragrafo f, l’autorità DEVE mettere a disposizione degli utenti le informazioni sulle zone geografiche UAS, individuate dal singolo stato membro e definite all’interno dello spazio aereo nazionale dello Stato.
Pertanto, il Reg. EU 2019/947 indica che deve essere designata un’autorità aeronautica per lo Stato e che tale autorità debba mettere a disposizione di tutti gli utenti le cartografie aeronautiche.
ENAC, in applicazione dell’art. 687 del C.d.N. (Codice della Navigazione) nel suo Regolamento UAS-IT ha designato D-flight come fornitore nazionale della cartografia e delle zone geografiche UAS.
Per rendere tutto ancora più chiaro, il Reg. EU 2019/947, all’art. 15, evidenzia i criteri per cui ogni Stato membro possa definire le zone geografiche e le relative limitazioni al volo.
Tutto questo, come sappiamo, è riportato graficamente su D-flight ma, dal punto di vista normativo, troviamo tutti i dettagli nel Reg. UAS-IT di ENAC e nella circolare ATM-09A di ENAC.
Il Reg. UAS-IT di ENAC, all’art. 1, dichiara espressamente che vige il Reg. EU 2019/947 e che il regolamento di ENAC deve disciplinare solo gli aspetti di competenza dello Stato membro.
La circolare ATM-09A di ENAC è sempre un documento ufficiale di ENAC e funziona come se fosse il “manuale di istruzioni” di D-flight, dato che tutto quello che è riportato sulla circolare è visibile su D-flight.
L’allegato “A” della circolare, ad esempio, esplicita graficamente le dimensioni delle zone geografiche degli aeroporti esattamente come vengono riportate su D-flight.
Giunti a questo punto, se tutto questo ancora non bastasse, potete citare l’art. 793 del C.d.N. (Codice della Navigazione) che chiarisce che solo ENAC può vietare il sorvolo su determinate zone del territorio nazionale e il divieto deve essere chiesto ad ENAC dall’amministrazione competente.
Se poi andiamo a leggere l’art. 792, ci sarà più chiaro come ENAC, per quanto compete la navigazione aerea, svolga addirittura funzioni di polizia e di vigilanza.
Appare sufficientemente chiaro come la posizione di ENAC, Ente statale a tutti gli effetti e normato dal Codice della Navigazione, risulti superiore al singolo privato o ad altri Enti nella gestione dello spazio aereo nazionale.
Specialmente se a sostegno di questo, applichiamo un regolamento comunitario, sovraordinato rispetto alle norme locali, regionali o nazionali.
E per i Parchi Nazionali o le aree protette?
Per la “famosa” legge Quadro (Legge 394/1991) ENAC si è espressa sul suo sito, ribadendo quanto già enunciato:
ENAC gestisce lo spazio aereo e la legge quadro deve rispettare “la norma sul volo”.
Si legge sul sito di ENAC che il generico divieto, privo della pubblicazione su AIP, non è sufficiente a negare il sorvolo ma è in realtà un divieto illegittimo e quindi non sanzionabile. In questo caso la legge 394/1991 non è sufficiente ad impedire il sorvolo con il drone, anche se la richiesta è stata inviata ma non pubblicata.
Ovviamente se la zona risulta pubblicata nella cartografia AIP e replicata su D-flight, tali divieti o limitazioni sussistono e sono perfettamente leciti.
In sintesi ecco i punti salienti da usare nella esposizione:
- Reg. EU 2019/947: gli Stati membri designano un’autorità aeronautica nazionale e pubblicano in formato chiaro le zone geografiche e le loro caratteristiche.
- Reg. ENAC UAS-IT: integra il Reg. EU 2019/947, impone l’uso di d-flight per la cartografia ufficiale, rende applicabile la circolare ATM-09A per l’uso di d-flight e la permeazione (possibilità di sorvolo) dei droni in zone vietate.
- Codice della Navigazione: definisce ENAC come unico Ente titolato alla gestione e alla regolamentazione dello spazio aereo nazionale. Regolamenta gli aspetti generali del volo e definisce i poteri e le responsabilità di ENAC.
- Legge 394/1991: Art. 11, comma 3, paragrafo h): “è vietato il sorvolo di velivoli non autorizzati, fatto salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo.
In conclusione, nel caso vi trovaste in difficoltà, citate ENAC e le fonti normative qui riportate e, nel caso l’agente di polizia volesse procedere al sequestro e siete nelle condizioni di non averne necessità per lavoro urgente, potete sempre far affidamento alla opzione “Tutela Legale” di DronEzine che vi fornisce l’assistenza di un legale di vostra scelta per queste situazioni, anche nel caso in cui non sia avvenuto un sinistro con il drone.
Nel caso di sequestro, viste le premesse qui indicate, potrete fare ricorso e probabilmente avrete ragione, dato che la norma vi supporta.
Se nessuno farà mai ricorso (io l’ho fatto nei confronti del parco del Colosseo) nessuno creerà mai la giurisprudenza che servirà a difenderci nei casi più semplici e creare quell’armonizzazione normativa che tanto ci auguriamo.





