Contrabbando via Drone sul carcere di Asti: arrestate 3 persone e sequestrati 5 smartphone

Venerdì scorso, ad Asti, nuovo episodio di droni usati per traportare prodotti di contrabbando all’interno di un istituto penitenziario. A leggere quello che riporta il sito di notizie locali LavocediAsti.it , è stato venerdì scorso un membro del personale dell’istituto ad individuare un drone che sorvolava l’area, facendo scattare un’operazione di intercettazione che, alla fine, ha portato all’arresto di tre persone che pilotavano il drone dall’esterno delle mura carcerarie, assieme al sequestro di 5 dispositivi mobili destinati ai prigionieri.

Quanto accaduto riaccende i riflettori su un fenomeno, purtroppo in corso ormai da anni e in tutto il mondo, che al momento in Italia non si riesce a contrastare adeguatamente, perché, come hanno più spesso sottolineato gli esponenti principali dei sindacati di polizia penitenziaria, il personale di sicurezza non può contare su risorse tecnologiche idonee alla prevenzione di questo genere di tentativi di intrusione all’interno del perimetro carcerario.

E infatti, nonostante l’introduzione di telefoni cellulari in carcere sia punita penalmente, gli episodi di sequestro non sono diminuiti, anzi. Il segretario per il Piemonte del SAPPE, Vicente Santilli, su questo punto ha dichiarato: “Il problema dell’introduzione di telefoni in carcere è da tempo noto, e conosciamo bene la sua portata che, al giorno d’oggi, è davvero significativa e continua a crescere giorno dopo giorno. Ci preoccupa non solo il loro utilizzo per scopi illeciti all’esterno del carcere, ma anche il vero e proprio commercio che avviene all’interno delle mura. Uno smartphone ceduto tra detenuti moltiplica vertiginosamente il proprio valore, diventando fonte di ingenti guadagni illeciti per chi riesce a gestirne il commercio.”

Santilli fa appello alla necessità di adottare misure concrete che modernizzino il concetto di pena e della sua esecuzione, tenendo conto delle nuove tecnologie e della realtà carceraria odierna, caratterizzata da detenuti sempre più inclini alla violenza. In risposta a tali sfide, il Segretario Generale SAPPE, Donato Capece, evidenzia invece come l’evento non faccia altro che confermare le ipotesi investigative precedentemente formulate sul traffico tramite drone e sull’importanza di una strategia mirata e di un potenziamento della formazione e delle attrezzature per il personale penitenziario. Affrontare questa minaccia in modo efficace significa anche dare vita a squadre specializzate nel monitoraggio e gestione dei droni, con l’obiettivo di prevenire e scoraggiare simili tentativi di introduzione illecita di oggetti nelle carceri.

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