Nel settore dei soccorsi, i droni hanno già dato ampie dimostrazioni di quanto il loro impiego possa fare la differenza soprattutto nelle tempistiche di intervento, un aspetto critico soprattutto nei casi in cui ci sono emergenze mediche come ad esempio in seguito ad arresti cardiaci, incidenti su strada o persino in mare. In altri casi, altrettanto importanti anche se meno sbilanciati verso una critica battaglia contro il tempo per salvare vite, ci sono però anche tanti esempi di droni utilizzati a supporto delle squadre di intervento, che migliorano la gestione delle operazioni e assicurano maggiore consapevolezza situazionale e quindi sicurezza alle squadre impiegate via terra, come ad esempio nel caso dei vigili del fuoco.
Tra questo tipo di applicazione dei droni, va annoverata senza dubbio anche la soluzione americana proposta dalla società Brinc, una tecnologia “drone-in-a-box” che la polizia potrebbe usare per raggiungere in pochissimo tempo il luogo dove è stata segnalata un’emergenza al 911, fornendo un primo quadro della situazione per gli agenti che potrebbero essere inviati subito dopo.
Infatti in questo caso il drone, denominato “Responder“, potrebbe essere inviato automaticamente dalla sua stazione di ricarica in meno di 5 secondi, garantendo l’arrivo sul luogo di un’emergenza in meno di 70 secondi. Naturalmente, per offrire una tale tempestività, c’è bisogno di una disposizione strategica delle varie unità “base+drone” nell’area urbana. In questo modo, secondo Brinc, potrebbe essere gestite in modo autonomo circa il 25% delle chiamate al 911, alleviando il carico sulle stazioni delle piccole città, spesso sotto organico, ed evitando l’invio di agenti di polizia sul posto in tutti casi (non pochi) in cui la segnalazione dell’emergenza risulta, dopo un primo controllo, un falso positivo (proprio il caso scelto nel video di presentazione del drone).
Il Responder però può anche essere impiegato per operazioni di pattugliamento o dispiegato manualmente, senza dimenticare la sua preziosa utilità come trasportatore di piccole forniture mediche essenziali, quali EpiPen, defibrillatori esterni automatici (AED) e dispositivi di galleggiamento personale. Infine, le sue avanzate funzionalità di comunicazione sono cruciali per interagire coi presenti, fornire istruzioni e favorire la de-escalation in situazioni ad alta tensione.
Come è fatto il drone Responder
Dotato di una telecamera con zoom potente 40x e un sensore termico da 640px, il drone di risposta 911 fornisce agli agenti di polizia informazioni visive cruciali, assiste i vigili del fuoco nell’identificazione di punti caldi, e supporta le missioni di ricerca e soccorso. Il design dell’aeromobile incorpora anche segnali visivi importanti per la risposta alle emergenze, come marcature personalizzate delle agenzie, luci distintive rosse e blu e una sirena integrata, potenziando la sua visibilità operativa e sottolineando il suo ruolo fondamentale nelle flotte di soccorso.
Con una resistenza all’acqua IPX4 e un’autonomia di volo fino a 42 minuti, il Responder può ricaricarsi completamente in soli 40 minuti presso la sua stazione. La piattaforma online BRINC LiveOps alimenta tutta la soluzione, permettendo il pilotaggio a distanza, la gestione del dispiegamento su larga scala e la comunicazione bidirezionale per gli incidenti critici. Le sovrapposizioni di realtà aumentata migliorano la consapevolezza situazionale, mentre l’integrazione della consapevolezza dello spazio aereo garantisce operazioni sicure. Un portale online dedicato alla trasparenza permette invece a chiunque di consultare i registri di volo, così da costruire fiducia nella comunità.
L’introduzione del drone DFR da parte di BRINC segna un momento decisivo nell’evoluzione della risposta alle emergenze. Come afferma Blake Resnick, fondatore e CEO di BRINC, “Il lancio di BRINC DFR rappresenta un momento cardine nell’evoluzione della risposta alle emergenze. La nostra iniziativa DFR è destinata a rivoluzionare il panorama della sicurezza pubblica, potenziando i primi soccorritori con capacità che migliorano significativamente i tempi e i risultati delle risposte alle emergenze.”
Se il nome dell’azienda e del suo CEO non vi suonano nuovi, è perché abbiamo già parlato di entrambi diversi anni fa, a proposito della controversa idea di un drone equipaggiato con taser che secondo Resnick avrebbe fatto la fortuna del governo USA contro gli immigrati che entravano di entrare illegalmente nel territorio americano, un progetto che suscitò enormi polemiche e che non vide mai la luce.




