Trieste: presentato il Drone della Polizia Locale per la Sicurezza urbana

La Polizia Locale di Trieste amplia la propria dotazione tecnologica con l’arrivo del primo drone del Corpo, acquistato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo, sottolineato nel comunicato ufficiale sul sito del Comune, è migliorare qualità ed efficacia dei servizi offerti ai cittadini, integrando le competenze dei vari Nuclei con strumenti di supporto evoluti.

Il nuovo UAS è stato presentato dall’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo, insieme al comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi. Presenti anche il commissario superiore Lucio Momic, il vice commissario del Nucleo Polizia edilizia Igor Kozman e il consigliere comunale Vincenzo Rescigno.

Formazione, costi e utilizzo condiviso tra Nuclei

L’assessore de Gavardo ha sottolineato il valore dell’investimento: il drone e la formazione dei sette operatori abilitati sono costati 29.000 €. Il percorso ha coinvolto personale di diversi Nuclei — Polizia Ambientale, Polizia Edilizia, Reparto Motorizzato e Polizia Giudiziaria — con l’obiettivo di permettere un utilizzo trasversale del nuovo strumento.

Lo stesso drone potrà inoltre essere messo a disposizione di altri enti, tra cui Protezione Civile e Vigili del Fuoco, in base alle esigenze operative.

Prestazioni e caratteristiche tecniche del drone

polizia locale trieste presenta primo drone
Credits: Comune di Trieste

Il drone è stato testato per resistere a temperature comprese tra -20° e +50° e dispone di un raggio d’azione di 25 km. Può essere pilotato direttamente o con l’aiuto di osservatori sul percorso di volo ed è custodito all’interno della Caserma. È previsto un ciclo costante di aggiornamenti, senza una data di scadenza operativa.

L’assessore ha inoltre evidenziato che l’impiego rispetterà il Regolamento di videosorveglianza comunale e un manuale operativo interno. Inoltre è  in corso la procedura per inserirlo tra i droni di Stato, così da ottenere autorizzazioni speciali per volare nelle aree interdette.

Dotazione a bordo e capacità operative

Il vice commissario Igor Kozman ha illustrato le specifiche tecniche:

  • foto-videocamera ottica con zoom
  • lente grandangolare
  • camera termica a infrarossi
  • telemetro laser
  • gimbal stabilizzato
  • fotocamera fino a 50 megapixel
  • schermo della consolle da 7,9 pollici
  • tre batterie per un’autonomia prossima a due ore
  • sensori anticollisione
  • memoria interna da 128 GB

Il peso è di 1645 grammi (1890 grammi al decollo), il tempo massimo di utilizzo è di 42 minuti — 38 in hovering — e la resistenza al vento arriva a 12 m/s. Le immagini possono essere trasmesse fino a 15 km.

Formazione dei piloti e sicurezza dei dati

Sette piloti — due Commissari, due Ispettori e tre Agenti — sono stati abilitati al volo anche in ambiente urbano, dopo corso, esame teorico e prova pratica previsti da ENAC. Il comandante Milocchi ha ribadito la collaborazione con il DPO del Comune per garantire pieno rispetto della normativa sulla privacy.

Impieghi operativi per il territorio

Il drone sarà utilizzato in via prioritaria per attività investigative, monitoraggio, ricerca e soccorso, controllo del territorio e indagini delegate dalla Procura. Potrà inoltre supportare altre forze di polizia o enti statali in operazioni specializzate.

L’impiego sarà sempre vincolato alle normative vigenti e alle procedure indicate nel manuale interno predisposto dal Corpo. Tra i campi operativi previsti rientrano sopralluoghi di polizia ambientale, controlli edilizi, rilievi incidenti, monitoraggio di aree difficili da raggiungere, ricerca di persone scomparse e supporto alla Protezione Civile.

Categorie News