Non solo ROMO: DJI entra nella CSA e punta forte sugli aspirapolvere, ma i Droni si confermano “core”

DJI, conosciuta in tutto il mondo per i suoi droni civili e le soluzioni di imaging aereo, ha ufficialmente aderito alla Connectivity Standards Alliance (CSA). La mossa arriva a pochi mesi dal lancio della sua prima serie di robot aspirapolvere di fascia alta, DJI Romo, segnando un ulteriore passo nell’espansione dell’azienda verso l’ecosistema smart home.

Negli ultimi anni DJI ha progressivamente ampliato il proprio portafoglio, affiancando ai droni videocamere palmari, componenti ottici Hasselblad e sistemi di accumulo energetico portatile. L’ingresso nella CSA porta all’alleanza un produttore hardware di primo piano, con nuove risorse industriali e competenze tecniche che potrebbero contribuire allo sviluppo degli standard per la casa connessa.

DJI, Matter e il mercato dei robot aspirapolvere

Con l’adesione alla CSA, è naturale attendersi che DJI concentri i propri sforzi di integrazione Matter sulla sua nuova linea di robot aspirapolvere. Questa categoria è stata introdotta con la specifica Matter 1.2 ed è stata ampiamente supportata dai principali ecosistemi lo scorso anno, proprio nel periodo in cui DJI ha fatto il suo ingresso a sorpresa nel mercato con il lancio della serie ROMO in Cina.

La scelta allinea DJI ai suoi principali concorrenti, come Dreame, Roborock ed Ecovacs, che hanno già presentato modelli compatibili con Matter o annunciato aggiornamenti per le linee esistenti. Nel mercato cinese, la certificazione Matter è sempre più vista come una porta d’accesso all’ecosistema Apple Home, un elemento di forte attrattiva per i dispositivi premium. Allo stesso tempo, rappresenta una caratteristica chiave anche per i mercati globali, dove interoperabilità e attenzione alla privacy sono fattori molto apprezzati.

Supporto Matter: cosa aspettarsi dalla serie ROMO

Al momento non è chiaro se DJI intenda aggiornare l’attuale serie ROMO con il supporto Matter tramite firmware o se questa funzionalità sarà riservata a nuovi modelli. Nel caso di una collaborazione con fornitori di soluzioni già affermati, come Tuya, l’adozione potrebbe essere rapida grazie al programma di trasferimento delle certificazioni.

Attualmente non risultano nuove certificazioni Matter da parte dell’azienda, ma considerando la tempistica dell’adesione alla CSA, non è escluso che modelli compatibili con Matter possano arrivare già entro la metà del 2026 (sebbene DJI non abbia ancora fornito risposte ufficiali sulla sua roadmap).

La serie ROMO e la tecnologia di navigazione DJI

La serie ROMO rappresenta il primo tentativo di DJI di applicare la propria tecnologia di navigazione al contesto domestico. I dispositivi integrano un sistema di rilevamento di precisione derivato dai droni di punta dell’azienda, con l’obiettivo di garantire un’evitazione degli ostacoli a livello millimetrico e una navigazione autonoma in ambienti complessi.

Tra gli elementi distintivi spicca il design con doppio braccio meccanico flessibile, pensato per raggiungere angoli difficili. Il robot dichiara una potenza di aspirazione di 25.000 Pascal e utilizza un sistema a doppio rullo “zero-tangle” progettato per ridurre l’accumulo di capelli. La stazione di ricarica integra un sistema di autopulizia ad alta pressione, con l’obiettivo di automatizzare l’intero processo di manutenzione, dalla pulizia fino alle operazioni di auto-ripristino.

Dal punto di vista sensoristico, la serie ROMO utilizza un’architettura modulare con sensori binoculari fisheye ad alte prestazioni e tre unità LiDAR solid-state grandangolari. Questo insieme garantisce un ampio campo visivo e riduce il rischio che il robot rimanga bloccato in punti ciechi o tra le gambe irregolari dei mobili. La fusione dei dati provenienti da più sensori consente una percezione tridimensionale dell’ambiente, permettendo al ROMO P di operare anche in condizioni di scarsa illuminazione e di riconoscere correttamente oggetti trasparenti o neri, spesso problematici per i sistemi di navigazione laser tradizionali.

L’ingresso di DJI nella CSA e il possibile supporto a Matter segnano quindi un passaggio interessante per l’evoluzione della smart home, soprattutto per un brand che porta con sé un’importante eredità tecnologica dal mondo dei droni.

Queste scelte di impegno in settori “laterali”, però, non devono trarre in inganno: DJI non sembra avere la minima intenzione di dirottare le energie profuse nel comparto droni o delle riprese video in senso ampio, visto che la frequenza di lancio di nuovi modelli UAS non accusa alcuna battuta d’arresto. Dopodomani, ad esempio, è attesa la presentazione ufficiale sul mercato europeo della RS 5.

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