Ecco DJI RS 5: tante novità con tracking touch, briefcase handle, Z-axis e ricarica rapida

Chi lavora con un gimbal lo sa bene: spesso non è la stabilizzazione il problema, ma tutto quello che le gira intorno. Tempi di setup, tracking macchinosi, riprese in low-mode poco comode, camminate che rovinano l’inquadratura. Con RS 5, appena presentato anche pe il mercato europeo dopo averlo visto apparire giorni fa in Cina, DJI prova a risolvere proprio questi punti, spingendo su controllo diretto, velocità operativa e feedback per l’operatore.

Tracking “touch” con modulo dedicato: meno passaggi, più controllo

Una delle novità centrali di RS 5 è l’Enhanced Intelligent Tracking and Composition, basato sul nuovo RS Enhanced Intelligent Tracking Module. L’idea è semplice: selezionare e tracciare il soggetto direttamente dal touchscreen del gimbal, senza passaggi esterni o configurazioni complesse.

Secondo quanto dichiarato da DJI, il modulo consente di inquadrare e tracciare soggetti come persone, veicoli o animali direttamente dal display. Il tracking opera a una distanza compresa tra 0,5 e 10 metri e richiede un’illuminazione superiore a 20 lux. L’attivazione può avvenire tramite touchscreen, gesti o grilletto, e sono incluse gesture per avvio e stop del tracking, start e stop della registrazione e regolazione dell’inquadratura.

Nel lavoro reale questo si traduce in un vantaggio concreto per chi opera da solo, per vlog, eventi, backstage o riprese run-and-gun. Rispetto a soluzioni di tracking più esterne o articolate, qui il controllo resta sul gimbal, con meno passaggi e meno possibilità di errore.

Electronic Briefcase Handle: ergonomia e riprese low-mode

DJI introduce anche una nuova Electronic Briefcase Handle, una maniglia “a valigetta” con joystick e pulsanti integrati per controllare gimbal e camera con una sola mano. È pensata per facilitare le riprese ad angolo basso e i movimenti rapidi, senza dover cambiare impugnatura o postura.

Con un peso dichiarato di circa 230 grammi, l’accessorio punta a migliorare l’ergonomia nelle situazioni più scomode, come carrellate rasoterra, follow dinamici o passaggi rapidi da una posizione all’altra. È uno di quegli accessori che incidono meno sulla scheda tecnica e molto sull’esperienza reale di ripresa.

Bilanciamento più fine: meno frustrazione, setup più veloce

Chiunque abbia bilanciato un gimbal conosce la sensazione: micro-slittamenti, tentativi ripetuti, piccoli aggiustamenti che fanno perdere tempo. RS 5 interviene su questo fronte con manopole di fine-tuning su ogni asse e interlayer in Teflon™, pensati per rendere lo scorrimento più fluido e il bilanciamento più preciso, anche con setup più pesanti.

L’obiettivo è ridurre il numero di tentativi necessari e rendere il setup più rapido e ripetibile. Un upgrade poco appariscente, ma molto concreto per chi monta e smonta spesso la camera.

Indicatore Z-Axis: cosa fa e cosa non fa

Tra le novità più interessanti c’è l’indicatore Z-Axis, che fornisce un feedback immediato per aiutare l’operatore a rendere più stabili i passi durante la camminata. DJI lo descrive come uno strumento per migliorare la stabilità verticale.

Secondo una review di CameraJabber, però, è importante chiarire un punto: non si tratta di una correzione automatica. L’indicatore non “stabilizza da solo”, ma funziona come una sorta di guida visiva, una “quarta dimensione virtuale” che aiuta l’operatore a correggere il proprio modo di camminare.

È un dettaglio fondamentale per evitare aspettative sbagliate: il beneficio c’è, ma dipende sempre dalla tecnica di chi riprende.

Axis Locks automatici di seconda generazione: workflow più rapido

RS 5 adotta blocchi automatici sugli assi di seconda generazione. I motori si bloccano automaticamente allo spegnimento o in sleep mode e si sbloccano rapidamente all’accensione, semplificando trasporto e transizioni.

Nel flusso reale significa: arrivo sul set, accensione, sblocco automatico, calibrazione e si registra. Meno passaggi manuali e meno tempo perso, soprattutto in contesti dinamici.

Batteria e ricarica: cosa dicono i numeri (e le condizioni)

DJI dichiara una ricarica completa in circa un’ora e un’autonomia fino a 14 ore di standby, con miglioramenti rispetto a RS 4. Nel materiale store si parla di +60% di velocità di ricarica e +15% di runtime.

In comparazioni retail emergono però valori più legati alle condizioni reali: circa 14 ore di runtime in condizioni specifiche (gimbal bilanciato, fermo, con grip BG33) e tempi di ricarica intorno a 1 ora e 42 minuti utilizzando un caricatore USB-C PD compatibile.

È importante chiarire che tempi e autonomia variano in base a caricatore, carico e modalità d’uso. I dati dichiarati vanno quindi letti come riferimenti, non come valori assoluti.

Porte e integrazione: pensato anche per rig e produzioni

RS 5 non guarda solo ai creator. DJI parla di porta di comunicazione RSA e di supporto all’open RS SDK, pensati per funzioni avanzate, accessori e integrazioni custom. Nelle specifiche compaiono anche porte RSA/NATO, cold shoe e porte USB-C per controllo camera e funzioni multifunzione.

È una base solida per configurazioni più complesse, ring handle e workflow avanzati, non solo per riprese leggere.

Specifiche chiave: quelle che contano davvero

Tra i dati più rilevanti troviamo un payload testato di 3,0 kg, un peso del gimbal di circa 1193 g con piastre incluse e un grip da circa 274 g. La velocità massima di rotazione controllata arriva a 360°/s su pan, tilt e roll, con rotazione continua a 360° sull’asse pan. La temperatura operativa dichiarata va da -20° a +45°C.

Per il modulo tracking, i parametri utili restano distanza 0,5–10 m, luce minima superiore a 20 lux e supporto a gesture e selezione touchscreen.

RS 5 vs RS 4: vale l’upgrade?

Le differenze principali si concentrano su tre aree. L’indicatore Z-Axis è presente su RS 5 e assente su RS 4. I blocchi automatici di seconda generazione puntano a velocizzare ulteriormente il workflow. Sul fronte batteria e ricarica, RS 5 spinge su tempi più rapidi e circa 14 ore di standby dichiarate.

Anche il tracking evolve, con un approccio più centrato sul touchscreen e un modulo enhanced pensato per un utilizzo più immediato e flessibile.

Per chi è pensato DJI RS 5

Per creator e operatori run-and-gun, il tracking touch e il setup più rapido sono i veri game changer. Per chi lavora con rig e produzioni strutturate, la presenza di porte RSA e il supporto RS SDK rendono RS 5 una piattaforma più aperta e integrabile.

La scelta dipende meno dai numeri e più dal tipo di lavoro: chi cerca velocità operativa e controllo diretto trova qui gli upgrade più concreti.

DJI RS 5 non rivoluziona il concetto di gimbal, ma lavora sui dettagli che fanno la differenza sul set. Tracking più immediato, migliore ergonomia in low-mode, feedback sulla camminata e workflow più rapidi. È un aggiornamento che parla soprattutto a chi usa il gimbal ogni giorno e vuole perdere meno tempo prima di iniziare a girare.

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