Weekend ad alta tensione sulle Anguane, in provincia di Vicenza. Nel pomeriggio di sabato, infatti, un’escursionista è rimasta bloccata lungo una ferrata e si è reso necessario l’intervento di recupero da parte dei soccorsi, con l’operazione che, grazie anche al contributo determinante del drone, si è fortunatamente conclusa bene entro la sera.
La difficoltà nel tratto finale della ferrata
Come racconta il post sul profilo Facebook ufficiale del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto – CNSAS, l’escursionista, una 40enne residente a Villorba, in provincia di Treviso, aveva iniziato il percorso insieme a un amico. Arrivati però nel tratto nero, quello più strapiombante e fisicamente impegnativo, ormai verso la conclusione della ferrata, la donna non è più riuscita a proseguire.
Le mani non tenevano più la presa. Dopo aver perso un appiglio, si è ritrovata appesa al cavo di sicurezza grazie al dissipatore collegato all’imbrago, sospesa nel vuoto. L’amico, che si trovava più avanti sul percorso e non era in grado di aiutarla direttamente, è stato avvisato della situazione e così, intorno alle 17, è partita la richiesta di aiuto al 118, che ha immediatamente attivato il Soccorso alpino di Arsiero.
Il ruolo decisivo del drone nelle operazioni di soccorso
Una prima squadra di soccorritori è salita rapidamente dal basso, seguita da una seconda con l’attrezzatura necessaria. Non conoscendo con precisione la posizione e le condizioni dell’escursionista, e con il buio ormai sopraggiunto, il supporto tecnologico si è rivelato fondamentale.
Durante tutte le operazioni è stato utilizzato un drone, impiegato per illuminare la parete e consentire l’individuazione della donna sospesa nel vuoto. Grazie alle riprese e alla luce dall’alto, i soccorritori hanno potuto raggiungerla in sicurezza.
Una volta raggiunta, l’escursionista è stata calata per circa venti metri fino a una cengia, dove ha potuto finalmente riposare dopo essere rimasta a lungo immobile nella stessa posizione.
Rientro a valle senza conseguenze sanitarie
Nel frattempo, un’altra squadra aveva proseguito lungo la ferrata raggiungendo il compagno della donna. Insieme, sono poi scesi a valle.
L’escursionista non presentava problemi sanitari, se non un indolenzimento dovuto alla prolungata sospensione. Dopo aver percorso un ulteriore tratto di ferrata accompagnata dai soccorritori, è rientrata con loro fino alla macchina, concludendo così un intervento complesso ma risolto positivamente.




