Come più volte annunciato in passato da altri dirigenti e recentemente ribadito anche dall’ing. Carmela Tripaldi di ENAC in occasione del workshop tenuto a Roma lo scorso 16 maggio, le aree di rispetto a prevenzione degli aeroporti e sotto la supervisione dei controllori di volo sono state ridisegnate.
Il che significa che la forma delle ATZ di parecchi aeroporti italiani non sarà più circolare. ma assumerà una figura che assomiglierà molto a una piramide azteca.
Anche la distanze e le quote da tenere nei pressi degli aeroporti e dei centri cittadini, spesso all’interno delle ATZ, sono state variate.
Roma 27 maggio – pubblicata sul sito dell‘Ente Nazionale Aviazione Civile una circolare denominata “ATM-09 del 24 maggio 2019 – Aeromobili a Pilotaggio remoto Criteri di utilizzo dello spazio aereo”, con validità esecutiva dal 1 luglio 2019.
All’interno del documento in formato pdf di 32 pagine si possono notare alcune sostanziali variazioni rispetto agli attuali vincoli normativi. Variazioni che si avvicinano al futuro regolamento europeo che attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea e le successive fasi di implementazioni da parte delle autorithy nazionali facenti parte dell’Europa Unita.
ATM-09 ridisegnate le ATZ vicino agli aeroporti e forse meno burocrazia per gli operatori di droni
Come premessa una apertura che specifica bene quali sono gli elementi che caratterizzano l’emissione di questa circolare: “Il crescente impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto (APR) ha reso necessario definire degli specifici criteri per l’utilizzo dello spazio aereo (in particolare quello nelle vicinanze degli aeroporti e negli spazi aerei controllati), allo scopo di semplificare le procedure di richiesta da parte degli operatori e di ottimizzare il processo di valutazione e di rilascio del nulla osta da parte dell’ENAC o dell’Aeronautica Militare, a seconda dei casi.”
Uno dei principali problemi da parte degli operatori professionali sino ad oggi, era costituito dalla lentezza burocratica nella fase della richiesta ed eventuale successivo rilascio dei permessi per poter volare in città all’interno di un ATZ, la maggior parte delle principali città italiane sono dentro alle suddette aree, e della approvazione da parte di ENAC e ENAV.
Spesso e volentieri i permessi venivano rilasciati, questo è vero, ma talvolta erano necessari sino a 45 giorni. Ora per le presentazioni sono richiesti almeno 35 giorni di anticipo.
Va da se immaginare che la maggior parte degli eventi o delle necessità operative non potevano attendere così tanto.
Questa situazione ovviamente gravava anche sul personale che doveva prendersi la responsabilità di approvare o meno una certa missione lavorativa con un drone.
La circolare ATM-09 risponde in pratica e forse risolve queste due problematiche.
Il documento riguarda quasi tutti gli APR alias droni, sia professionali sia ricreativi. ricordiamo che nel Regolamento Europeo suggerito da EASA, non esisterà più la distinzione tra volo amatoriale e a scopo di lucro. Non riguarderà allo stesso modo gli aeromodelli e i droni giocattoli, nonché ovviamente i voli eseguiti indoor. Tutti i droni, da 0a a 25 kg saranno assoggettati a queste procedure.
Altezze massime al di fuori di CTR e ATZ di 120 metri. Quindi 30 metri in meno per le attuali operazioni professionale condotte attraverso i SAPR.
Distanza massima di 500 metri dal pilota sul piano orizzontale.
Se all’interno delle aree di volo ristrette esiste un ostacolo più alto delle quote riportate entro 50 metri da esso, vale la sua altezza massima. Esempio uno torre o un grattacielo nei pressi del punto di volo.
Altro punto importante: Le operazioni con velivoli a pilotaggio remoto con massa al decollo superiore a 4Kg saranno consentite solo se e citiamo testualmente: “dotati di limitatore di quota e programma di recupero dell’APR in caso di perdita dicontrollo (es. “Return to Home” – RTH).”
Tutte le operazioni al di fuori dei criteri stabiliti dal paragrafo 6.1b sono considerate operazioni speciali e assoggettate al rilascio del nulla osta da parte di ENAC o dell’Aeronautica Militare.
In sostanza tutte le attività di volo con i droni che non rispettano le direttive meglio descritte nel capitolo 7 che definiscono per l’appunto i voli all’interno delle ATZ e CTR dovranno richiedere gli opportuni permessi essendo operazioni specializzate, volendo fare un paragone, come le attuali operazioni critiche fuori dagli scenari standard.
Nessuna variazione per le zone definite P (proibite), D (pericolose) o R, (regolamentate) che continuano a rimanere tali. Pertanto per il volo nei pressi o all’interno di tali aeree, sarà necessario richiedere le opportune autorizzazione agli enti preposti.
Per quanto riguarda gli ATZ ovvero le operazioni di volo sviluppate nei pressi degli aeroporti e spesso e volentieri come si accennava prima, all’interno di molti città italiane sono ben descritte specifiche distanze e geometrie in base al tipo di aerodromo. La principale differenza consiste nel fatto se l’aeroporto abbia le fasi di decollo o atterraggio adeguate per gli approcci strumentali o meno, se sia un eliporto, se sia militare o civile.
Prima di addentrarci nelle specifiche procedure riassumiamo brevemente che rispetto alle attuali configurazioni, in molti casi nei lati lunghi vicino alla piste di decollo e atterraggio ovvero i corridoi, le distanze si allungano di parecchio e si possono estendere sino a 15km dal punto ARP (Aerodrome reference point – Punto di riferimento dell’aeroporto).
Sui fianchi invece si accorciano moltissimo e in ogni caso spesso e volentieri, il volo dei droni è concesso a patto di rimanere entro certe specifiche quote. Mentre prima senza autorizzazioni concesse era assolutamente vietato.
Richiesta di Notam, la circolare ATM-09 sostituisce la ATM-05
La circolare ATM-09 specialmente nell’allegato “C” sostituisce il documento attuale per la richiesta di segregazione dello spazio aereo. In poche parole per richiedere un Notam nel caso di un volo con un drone, dal prossimo 1 luglio 2019, sarà necessario compilare tale richiesta.
Lista delle direzioni aeroportuali e degli aeroporti italiani
Sempre all’interno del file pdf, è presente una lista delle Direzioni Aeroportuali alle quali rivolgersi per una segregazione o l’inoltro delle domande di riserva degli spazi aerei e una lista con le coordinate geografiche degli aeroporti presenti in Italia – Allegato “E.”
Voli con i droni all’interno delle ATZ e CTR come funzionano e a quali altezze
Per i voli nelle immediate vicinanze degli aeroporti, sono presenti alcuni schemi esplicativi contenuti nella circolare ATM09 allegato A e riportiamo qui di seguito le immagine con didascalia esplicative.
Primo caso A1 voli nei pressi di Aeroporti civili con procedure strumentali
– Il rettangolo rosso è NoFlyZone (in realtà si tratta di zone soggette a nulla osta) sulla quale in ogni caso non si può volare salvo particolari eccezioni e richieste. Tale rettangolo di colore rosso in questo caso ha un lato lungo di 6 km e un lato corto di 2,5Km dal punto ARP – Nel rettangolo di colore arancione con lati di 10 Km e 4 Km dal punto ARP – l’altezza massima consentita è di 25 metri AGL a livello del suolo.
– Nel rettangolo di colore giallo con lati di 15 km per 8 Km dal punto ARP, l’altezza massima consentita sarà di 45 metri AGL
Meno restringente la situazione nel caso A2 Aeroporti civili senza procedure strumentali.
– Il rettangolo rosso è NoFlyZone (in realtà si tratta di zone soggette a nulla osta) sulla quale in ogni caso non si può volare salvo particolari eccezioni e richieste. Tale rettangolo di colore rosso in questo caso ha un lato lungo di 3 km e un lato corto di 1 Km dal punto ARP.
– Nel rettangolo di colore arancione con lati di 6 Km e 2,5 Km dal punto ARP, L’ altezza massima consentita è di 25 metri AGL a livello del suolo.
– Nel rettangolo di colore giallo con lati di 10 km per 4 Km dal punto ARP e l’altezza massima consentita sarà di 45 metri AGL.
In ogni caso per i voli con i droni dentro alle CTR altezza massima di 60 metri AGL.
Caso A3 Eliporti civili senza procedure strumentali
Rimangono le attuali forme circolari con una NoFlyZone (in realtà si tratta di zone soggette a nulla osta) nel cerchio rosso che avrà un raggio di 1 Km dal centro del cerchio rosso
Nel cerchio arancione che avrà un raggio di 2,5 Km sarà possibile volare con un altezza massima di 25 metri AGL.
Nel cerchio giallo che avrà un raggio di 3,5 Km sarà possibile volare con un altezza massima di 45 metri AGL.
Caso A4 Aeroporti Militari
Qui invece troviamo forme geometriche miste: con una NoFlyZone (in realtà si tratta di zone soggette a nulla osta) nel cerchio rosso che avrà un raggio di 6 Km.
Nel cerchio arancione che avrà un raggio di 10 Km sarà possibile volare con un altezza massima di 25 metri AGL.
Nel rettangolo giallo che avrà un lato lungo di 15 Km e un lato corto di 8 Km dal punto ARP sarà possibile volare con un altezza massima di 45 metri AGL.
Rimandiamo a una lettura completa del documento ATM-09 scaricabile da qui.








