Un “effetto collaterale” (così lo definisce il vice direttore generale di ENAC) del regolamento di Agosto, attualmente in bozza, estende l’obbligo assicurativo anche ai droni usati solo per hobby. E persino ai micro droni sotto i 250 grammi. Nonostante noi siamo fermamente convinti che l’assicurazione obbligatoria per chi vola, anche per divertimento, sia un fatto assolutamente positivo, abbiamo però perplessità sull’estensione dell’obblio di legge anche ai micro droni usati per giocare. E abbiamo proposto all’Authority una modifica al regolamento in bozza, che almeno a parole ha ricevuto una buona accoglienza da parte di ENAC. Ecco da dove nascerebbe l’obbligo della polizza e perché siamo contrari.
Tutto nasce dal Regolamento di Agosto, attualmente in bozza (il 5 agosto prossimo cessa la fase di raccolta dei commenti e da quel momento in poi potrà entrare in vigore). Tra le novità più importanti, cambia la definizione di aeromodello. Nella nuova definizione, l’aeromodello è definito così:
Aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo automatico e/o autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi.
Tra volo autonomo e automatico
Una sola “parola magica” cambia tra regolamento attuale (edizione II) e regolamento di Agosto (edizione III in bozza). Ma una parola pesante, che cambia radicalmente lo scenario: la parola chiave è “volo automatico“, che non è presente nella definizione di aeromodello nel regolamento ENAC attualmente in vigore, mentre come abbiamo visto entra nelle bozze di quello di Agosto. Finora gli aeromodelli, tra cui i droni, potevano tranquillamente fare volo automatico, quello del return to home, delle rotte GPS, del follow me eccetera. Non potevano fare volo autonomo, ma quello è tutta un’altra cosa: il volo autonomo è quello dove il pilota non c’è e il drone vola da solo guidato da un computer senza un pilota in carne e ossa che possa prenderne il controllo, e quindi nessun drone commerciale ha mai potuto fare volo autonomo. Tutti i droni comuni invece possono fare volo automatico, compreso il minuscolo Tello, vero best seller tra i droni diciamo così “giocattolo” per usare una espressione assolutamente impropria che però aiuta a capirci. E quindi è un SAPR, con tutti gli obblighi che ne conseguono.
Aeromodelli e droni usati per hobby, gemelli siamesi bruscamente separati
Con il regolamento attuale, l’unica differenza sostanziale tra droni (SAPR) e aeromodelli, è l’uso che se ne fa. Solo hobby e sport per gli aeromodelli, qualunque altra cosa per i SAPR, e volo automatico per tutti. Questo impianto regolatorio, ci è stato spiegato dall’ingegner Enea Guccini di Enac, aveva esattamente lo scopo di mettere al riparo l’aeromodellismo tradizionale, che vanta settant’anni di storia, dagli obblighi del regolamento ENAC: niente patentino e niente obbligo assicurativo per gli aeromodelli. E così fino a oggi chiunque poteva usare il suo drone come aeromodello, volando in un’area scelta dall’aeromoellista stesso, lontana da persone, case, strade eccetera, fuori da spazi aerei controllati, e fare in santa pace le sue riprese private e postarle dove gli pareva.
Ora non sarà più così: il regolamento di Agosto non elimina del tutto, ma attenua moltissimo la differenza tra volo professionale e amatoriale. E cambiando anche la definizione di aeromodello in modo da escludere tutti i droni conosciuti salvo forse qualche microbo cinese, tutti i droni diventano SAPR. Con gli obblighi del caso.

Micro droni: niente patentino, niente registrazione ma assicurazione obbligatoria?
A questo punto tutti i droni sono assoggettati agli obblighi dei SAPR: in linea generale, patentino, registrazione a D-Flight, assicurazione obbligatoria. Anche se usati per divertimento e basta. Ma i micro droni sotto i 250 grammi nel regolamento di Agosto sono già esentati dagli obblighi più pesanti: niente patentino e niente registrazione a D-Flight (art.8 comma 1). Invece l’articolo 32, quello che specifica l’obbligo assicurativo, non fa distinzione né di peso né di utilizzo:
Art. 32: Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali minimi di cui alla tabella dell’art. 7 del Regolamento (CE) 785/2004.
E di conseguenza, anche i micro da 250 grammi sarebbero assoggettati all’obbligo assicurativo. E si badi bene, non di una polizza generica, ma di una polizza “adatta allo scopo“, quindi esplicitamente valida per i SAPR, che lo ricordiamo sono aeromobiii, e in generale le polizze generiche escludono i danni da aeromobile (e da auto, moto eccetera) e che rispetti i minimi previsti dal regolamento CE per le assicurazioni degli aeroplani (veri). Insomma, un bello scalino per chi vola con un giocattolo.

La proposta di DronEzine: rivedere l’articolo 32 e liberare dall’obbligo Tello e soci
Intendiamoci subito: noi in generale siamo assolutamente favorevoli all’assicurazione obbligatoria per tutti i droni, anche se volano solo per divertimento: volare assicurati è una questione di semplice buonsenso, mette al riparo sia il pilota sia gli eventuali danneggiati da conseguenze che potrebbero essere irreparabili, anche se naturalmente solo sotto il profilo patrimoniale. Nessuno dovrebbe volare senza, legge o non legge.
E allora perché siamo contrari?
Non vogliamo certo che ci sia una marea di incoscienti che volano con droni non assicurati che alla fin fine pesano sempre due etti e mezzo e vanno a decine di km/h di velocità, seminando danni a destra e a manca e cercando di sfuggire alle proprie responsabilità civili. Però riteniamo che sia ancora più importante che si venga a creare una fascia di facilissimo accesso al mondo dei droni sotto quella soglia fatidica dei 250 grammi che l’Europa ha fissato come limite di sicurezza: niente patentino (e questo c’è nel regolamento di Agosto), niente registrazione (e anche questo c’è), niente assicurazione (e questo invece al momento non c’è). La fascia diciamo “protetta” sotto i 250 grammi, dove non siano presenti le più impegnative richieste regolamentari, assicurazione compresa, è per noi importantissima per diversi motivi:
- E’ l‘entry level dove le persone possono avvicinarsi al volo coi piedi per terra senza dovere investire immediatamente tempo e denaro in corsi, registrazioni e (aggiungiamo noi) polizze obbligatorie;
- Con la sostanziale liberalizzazione in Europa, Canada e USA arriveranno certamente droni potenti e leggeri sotto i 250 grammi che renderanno possibile lavorare seriamente in A0, quindi in città e sulle persone, senza problemi burocratici, senza patentini, senza registrazioni, di giorno e di notte: una cosa che fatalmente allargherà la base di interesse del mondo dei droni, e ne beneficierà tutta la filiera;
- I droni sotto i 250 grammi sono intrinsecamente sicuri, discreti, silenziosi: se, come tutto lascia intendere, saranno usati quotidianamente anche per lavoro e in città, le persone si abitueranno ai droni e ai loro vantaggi e li accetteranno più volentieri che non i droni più pesanti. E la nostra comunità, non più guardata con sospetto, potrà esprimere al meglio il suo potenziale.
Riteniamo vantaggio per tutti se il peso medio dei SAPR scende dal chilo dei Mavic di oggi ai 250 grammi dei futuri euroduecentocinquantini; maggior sicurezza intrinseca, minor disturbo alle persone non coinvolte nelle operazioni, minori danni in caso di incidente, anche nel malaugurato e più unico che raro caso di un urto con un aeromobile. Riteniamo che le Authority dovrebbero favorire al massimo la diffusione dei droni micro, rimuovendo tutte – e ripetiamo tutte – le limitazioni al loro utilizzo. In un mondo perfetto vorremmo veder eliminate per loro anche le restrizioni delle zone proibite, dei CTR, delle ATZ e degli spazi regolamentati, ma accontentiamoci dell’ipotesi di liberarli dall’assicurazione obbligatoria: il primissimo effetto è che le mamme potranno regalare senza pensieri ai loro ragazzi (e ragazze, ovvio) questi meravigliosi giocattoli volanti, alimentando una futura generazione di piloti e operatori di SAPR.
D’altronde, l’esperienza dei trecentini italiani dimostra quanto positiva sia stata la mossa di liberarle i droni più leggeri dal patentino e dalle restrizioni delle aree critiche: più di metà dei SAPR registrati in Italia per lavoro sono proprio macchine inoffensive sotto i 300 grammi, e mai, ripetiamo mai c’è stato un problema grave causato da questi droni piccoli, silenziosi, discreti e sicuri.
La proposta di DronEzine

In considerazione di tutto ciò, in occasione del workshop del 23 luglio scorso per la presentazione del regolamento di Agosto, abbiamo sollevato il problema dell’obbligo di polizza per i micro droni usati per divertimento al tavolo dei lavori, ed ENAC nella persona degli ingegneri D’Urso e Tripaldi si è dimostrata molto aperta e disponibile a considerare la materia, ribadendo pubblicamente che è anche convinzione di ENAC che i micro droni debbano restare fuori dalle richieste più pesanti del regolamento. Incoraggiati da questo sostegno, abbiamo quindi formalizzato la nostra proposta inviando il commento secondo i canali richiesti da ENAC, chiedendo di riformulare così l’articolo 32:
La proposta di DronEzine per l’articolo 32 (in grassetto e rosso la modifica): Non è consentito condurre operazioni con un SAPR *DI MASSA AL DECOLLO SUPERIORE A 250 GRAMMI* se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali minimi di cui alla tabella dell’art. 7 del Regolamento (CE) 785/2004.
Comma 2
L’ASSICURAZIONE PREVISTA AL COMMA 1 E’ SEMPRE RICHIESTA ANCHE AGLI APR SOTTO I 250 GRAMMI SE IL SAPR NON E’ USATO ESCLUSIVAMENTE A SCOPO RICREATIVO O SPORTIVO.
Il secondo comma l’abbiamo proposto come seconda istanza, se fosse respinta la modifica proposta al primo comma, liberando almeno i micro droni usati dagli hobbisti e lasciando l’obbligo solo per il volo professionale.

Insomma, niente assicurazione? No, niente obbligo. E’ diverso.
Ribadiamo che DronEzine ha sempre premuto sul tasto dell’assicurazione dei droni, tanto è vero che per facilitare i nostri soci abbiamo creato da subito, appena ci siamo nati, delle convenzioni assicurative convenienti per i nostri soci, ritenendo inaccettabile il rischio di volare senza. E in questi anni abbiamo avuto parecchie migliaia di adesioni alle polizze per hobbisti, che – lo ricordiamo ancora- non sono obbligati a volare assicurati, mentre lo sono da sempre i professionisti.
Migliaia di adesioni volontarie quindi, che indicano chiaramente come chi vola per hobby è conscio del rischio e della responsabilità che si assume, e giustamente non è disposto a giocare d’azzardo con la propria sicurezza economica. Un drone da 250 grammi fuori controllo può far cadere un ciclista o un motociclista, può ferire un bambino, può colpire il parabrezza di un’auto in corsa e causare un incidente stradale, può finire (per errore) su una folla e scatenare il panico. L’assicurazione la consigliamo calorosamente, anche a chi vola per hobby con i micro droni. Ma vorremmo che il nostro possa restare un consiglio, non diventare un obbligo di legge.
Perché la libertà di scelta è un valore a cui teniamo anche più del vantaggio di avere qualche socio in più che ci viene a cercare solo per il dovere di assicurare il micro drone con cui vuole solo giocare.
Quanto costano le polizze per i droni? Dipende da cosa ci devi fare e da quanto pesa il tuo drone
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