Corriere sì, ma meglio se il corriere è un drone. Gli acquisti online si sono affermati negli ultimi anni come modalità preferita da tantissime persone, e all’orizzonte la possibilità che siano i droni a consegnare i prodotti direttamente nel giardino di casa promette di far crescere ulteriormente il giro d’affari di questo business, visto che già ora – lo dice un sondaggio dell’azienda Clutch – più di 1 consumatore su 3 (il 36% degli intervistati per esattezza) non sta nella pelle al solo pensiero.
Le meraviglie delle consegne via drone
Lo sa bene Amazon, forse il più noto store online del pianeta, che anni fa sorprese tutti e solleticò la fantasia dei propri utenti annunciando di essere pronta a lanciare il servizio Prime Air (salvo poi rimandare a oltranza il progetto, tra questioni tecniche e limitazioni normative), e lo sanno bene le altre aziende che si sono tuffate nel ricco piatto del drone delivery, tra cui Ups e Wing, una delle poche che ha iniziato il servizio (in modalità test).
Al di là della sensazione di assistere ad un servizio anni fa considerato fantascientifico, gli acquirenti online entusiasti delle consegne via drone si aspettano da questo genere di servizio vantaggi molto concreti: in primis la maggiore velocità (33%) e il minor costo (21%) rispetto agli altri metodi di consegna. Proprio il numero di persone che si aspettano questi vantaggi, però, denota quanto la percezione del delivery a mezzo drone da parte delle persone sia lontana realtà.
Non è tutto oro quello che luccica
La tecnologia è infatti ancora lontana dall’aver risolto tutti i problemi, tra i quali persino la banale operabilità del servizio in condizioni meteo avverse.
Insomma non è detto che i droni possano occuparsi sempre delle consegne, come non è detto, anche in condizioni di tempo ottimali, che siano sempre più veloci dei mezzi tradizionali. Certamente volando saranno immuni al traffico, ma con ogni probabilità dovranno muoversi lungo dei corridoi di spazio aereo ben delimitati, senza contare che saranno le posizioni del magazzino, dell’eventuale hub di scambio e quella finale dell’acquirente gli elementi più determinanti per abbattere i tempi di consegna.
Anche laddove i droni risultassero mediamente più veloci del trasporto su gomma, poi, siamo sicuri che saranno più economici? Probabilmente sì, ma solo in un secondo momento, quando le aziende potranno sfruttare economie di scala per abbattere i costi del servizio. Nel frattempo che ciò avvenga, al contrario, dovremmo probabilmente aspettarci che le consegne via drone rappresentino un servizio più costoso dello standard, una novità che – gioco forza l’autonomia di volo – non potrà nemmeno essere a disposizione di tutti, ma solo di coloro che avranno un indirizzo di consegna situato entro il raggio di consegna del centro di smistamento più vicino.
La verità è che le persone che acquistano online adorano l’idea di un futuro sempre più tecnologico e vicino, ma allo stesso tempo nutrono diversi dubbi e paure sulle garanzie e l’affidabilità di un servizio come il drone delivery. Il 20% degli intervistati teme che il pacco possa subire danni durante il trasporto, mentre il 19% ha paura che possa venire rubato o violato. C’è addirittura qualcuno (18%) che si preoccupa per i posti di lavoro degli attuali corrieri che verrebbero rimpiazzati dai droni, ma su questo punto Millie Radovic, analista di mercato presso Drone Industry Insight, conferma che “I furgoni sono ancora mezzi di consegna molto più economici ed efficaci rispetto all’utilizzo di un drone”.
Insomma, l’idea di dire addio ai cari vecchi furgoni e ai corrieri che ci consegnano il pacco facendoci firmare sul palmare affascina molti amanti del futuro e della tecnologia, ma di fatto siamo ancora ben lontani dal poterne fare a meno, perché al momento sono più affidabili, controllabili, probabilmente veloci e sicuramente economici.




