Droni italiani alla ricerca di una svolta, impossibile lavorare in questo modo

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Droni civili italiani, serve una svolta: impossibile lavorare con queste regole

Venerdì 20 marzo 2015 a Milano è in programma un fondamentale confronto tra gli operatori di droni civili ed ENAC per tracciare la nuova Road Map che sblocchi il settore, mettendolo nelle condizioni di poter competere con il resto d’Europa e nel mondo. Per le circa 500 aziende italiane, tra cui molte startup composte da giovani, la posta in gioco è altissima: il rischio di interrompere le attività con la perdita degli investimenti fatti, è molto serio.
Non è veramente più possibile andare avanti così: un settore molto promettente, come quello dei SAPR, i droni civili, con enormi potenzialità di crescita secondo gli studi e le ricerche di mercato nazionali/internazionali, rischia di implodere prima del decollo per le troppe difficoltà poste dal Regolamento delle operazioni di volo emanato da ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.
Per cercare di sbloccare al più presto questa situazione ormai insostenibile, venerdì 20 marzo al Palazzo delle Stelline in corso Magenta 61, con orario 9.30-13
gli operatori del comparto dei droni per uso civile, i costruttori, le società di servizi, i piloti, le scuole di volo e gli utilizzatori professionali, si incontrano a Milano con le Associazioni per confrontarsi con ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, con l’obiettivo di tracciare una Road Map per la svolta: per questo è importante la partecipazione di tutti.
Dronitaly, principale manifestazione del settore che si svolgerà a Milano il 25 e 26 settembre prossimi, ospiterà l’incontro e Fabrizio De Fabritiis, amministratore della società organizzatrice spiega:
Monitoriamo costantemente il settore e negli ultimi tempi abbiamo raccolto tantissimi segnali di insoddisfazione e disagio da parte degli operatori. È necessario che la Politica si renda conto che quello dei droni è un nuovo comparto dell’aviazione che dà lavoro, e non un hobby“.

Gli operatori, pur consapevoli che il Regolamento ha disegnato la cornice giuridica entro cui esercitare le attività, lamentano oggi che la domanda di operazioni più frequente ricade in quelle che Enac definisce aree critiche. Le riprese foto-video, il controllo delle strutture civili e industriali e le riprese aero-fotogrammetriche avvengono quasi sempre nelle zone popolate, e questo blocca quasi del tutto il mercato a causa dei tempi lunghi delle autorizzazioni e dell’incertezza sull’esito e i costi delle stesse.

Drone vincolato, unico modo possibile per operare in certe condizioni.

 

Non tutti sanno che per gli operatori incombe il rischio di sanzioni, tarate sul settore aeronautico tradizionale, gravemente sproporzionate e in grado di portare alla chiusura delle aziende: ad esempio, per un drone del peso di 1 kg e del valore di un migliaio di euro si applicano le stesse sanzioni previste per un aeromobile dell’aviazione generale, che pesa varie tonnellate e ha un costo di decine di milioni.

In questa situazione, ormai critica, un settore di 500 aziende con molte startup che impiega soprattutto giovani, corre il rischio di bloccarsi vedendo svanire gli investimenti fatti.

All’incontro, promosso dalle quattro Associazioni di settore (Assorpas, UASIt, FIAPR e AIDroni) e moderato da Sergio Barlocchetti di Dronitaly, parteciperanno i presidenti delle stesse e l’Ing. Alessandro Cardi, Direttore Centrale Regolazione Tecnica di ENAC. Sono stati invitati a partecipare ai lavori anche l’On. Patrizia Toia, Vice Presidente della Commissione Industria Ricerca e Energia del Parlamento Europeo, l’On. Lara Comi, membro della medesima commissione, Antonio Panzeri parlamentare europeo, e i rappresentanti degli ordini professionali.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento di posti previa registrazione all’evento. Per aumentare l’audience del confronto, particolarmente atteso, l’evento verrà trasmesso anche in streaming web in collaborazione con il network di comunicazione Triwù.

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