Francia: BeBop Parrot approvato per l’uso professionale

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Proprio come da noi, anche in Francia i droni usati a scopi ricreativi e sportivi son considerati aeromodelli e non hanno nessun obbligo di certificazione, il pilota non è tenuto a seguire corsi e gli operatori non sono obbligati a certificarsi presso DGAC, l’Enac francese. Le cose cambiano quando il drone è usto a scopi professionali: in questo caso, in Francia come in Italia, il drone deve essere certificato e il pilota brevettato.

Nei giorni scorsi il piccolo drone di Parrot (ne parliamo diffusamente nel numero 9 di DronEzine Magazine, scaricabile gratis) ha ottenuto la certificazione DGAC per il suo impiego fino a 1.000 m di distanza dall’operatore; ricordiamo che con lo skycontroller, il micro drone francese ha una portata radio di 2 km.

Il Parrot, in Francia come in Italia, è molto apprezzato dagli utenti professionisti grazie al peso contenuto (poco più di 4 etti), la robustezza, i numerosi sensori e la telecamera full HD in grado di scattare immagini a 14 megapixel: in Italia sappiamo di almeno un operatore che lo utilizza per il controllo delle antenne della telefonia mobile, e anche noi di DronEzine lo troviamo insostituibile per fare riprese indoor in occasione di fiere e manifestazioni e postare subito su Facebook i filmati per i nostri lettori.

Per i professionisti italiani interessati a certificare il Parrot attraverso la fase sperimentale, la buona notizia è che l’ingegner Giorgio Castellano, country manager di Parrot per l’Italia, ci ha promesso di dare tutte le informazioni necessarie per la documentazione tecnica da sottoporre a ENAC.

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