Come scrivere contratti per l’uso di SAPR nelle operazioni specializzate e nel noleggio

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L’esperto legale Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi la domanda riguarda i I contratti con la committenza: la responsabilità verso terzi nel contratto di servizi e nel contratto di noleggio.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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La contrattualizzazione delle operazioni specializzate svolte in favore di terzi è una fase estremamente delicata ed importante nelle attività economiche dell’operatore di SAPR e necessita di una fase di studio e di contrattazione che deve tenere conto delle specifiche esigenze della clientela e delle peculiarità delle operazioni specializzate da svolgersi in concreto.

il Regolamento tace sul tipo di contratto da adottare, ma prescrive che nel caso di operazioni specializzate per conto terzi, deve essere stipulato un accordo con il committente nel quale le parti definiscano le rispettive responsabilità e concordino sull’idoneità del SAPR per la specifica operazione di volo e sulle eventuali limitazioni e condizioni connesse, anche con riguardo alle disposizioni in materia di protezione dati personali (art. 6.3 del Regolamento, art. 7 della bozza della seconda edizione del Regolamento). Il Regolamento pertanto prescrive un contenuto minimo del contratto, in cui le parti devono:

  1. concordare le rispettive responsabilità;

  2. ritenere idoneo il SAPR per la specifica operazione di volo e concordare le eventuali limitazioni e condizioni connesse;

  3. devono tener presenti le disposizioni previste dalla normativa in materia di protezione dei dati personali.

Di seguito dunque, procederemo all’analisi di due tipi di contratto, quello di servizi e quello di noleggio, con un’attenzione particolare alle disposizioni normative e gli orientamenti giurisprudenziali che disciplinano la responsabilità dell’operatore e del cliente nei confronti dei danni subiti da soggetti terzi, estranei al rapporto contrattuale.

  1. Il contratto di servizi

Il contratto tipo con la committenza che sembra aver avuto un’ampia diffusione tra gli operatori e gli esperti del settore è il contratto di servizi che appare riconducibile alla categoria dei contratti d’opera previsti e disciplinati dagli artt. 2222 e ss. del codice civile. Ai sensi dell’art. 2222 c.c. tale contratto ha luogo quando “una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”. La dottrina prevalente aveva già ipotizzato la presenza di tali forme contrattuali nel campo dell’aviazione civile anche in epoca risalente, come strumento di realizzazione in favore di terzi di una certa attività o servizio, definendoli come contratti di lavoro aereo che integrano particolari forme di contratto di servizi o appalto di servizi (locatio operis) diverse dal trasporto di passeggeri e merci dietro remunerazione.

1.2 Contratto di servizi e appalto di servizi

È importante distinguere il contratto di servizi dall’appalto di servizi, anche perchè il codice civile rinvia alle disposizioni previste per il contratto di appalto nel caso in cui “il rapporto [contrattuale] abbia una disciplina particolare” (art. 2222 c.c.). Il contratto di servizi differisce dal contratto di appalto di servizi in relazione all’organizzazione imprenditoriale. Nell’appalto è presente un’organizzazione di media o grande impresa in cui l’operatore è preposto mentre invece nel contratto d’opera o di servizi è prevalente lavoro dell’operatore pur se coadiuvato da componenti della sua famiglia e da qualche collaboratore, secondo il modulo organizzativo della piccola impresa. Anche in giurisprudenza (Cassazione n. 819/1997 e 7606/1999) la differenza è indicata da due elementi distintivi, l’uno soggettivo l’altro oggettivo: il primo consiste nella natura di media o grande impresa dell’assuntore dell’opera o del servizio, il secondo consiste invece nel realizzare il servizio attraverso il dispiego di «una complessa organizzazione di fattori produttivi» (Cassazione n. 819/1997) presente nell’appalto ma non nel contratto di servizi. In sostanza, quello che cambia tra i due tipi di contratto è l’organizzazione dei fattori produttivi: se ci si mette solo la “testa e la tasca” si avrà contratto di appalto di servizi, se invece il lavoro è prevalentemente personale si avrà il contratto di servizi.

1.3 Contratto di lavoro autonomo e non subordinato

La disciplina fondamentale del contratto di servizi si connota per lo svolgimento di un attività da parte del prestatore che svolge i propri servizi in completa autonomia. I criteri per distinguere l’autonomia dalla dipendenza e quindi il contratto di servizi dal contratto di lavoro subordinato sono molteplici. Il dipendente ha il dovere di osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro per la disciplina e l’esecuzione della prestazione ed è inserito nell’organizzazione produttiva del datore stesso. Inoltre egli presta le proprie energie lavorative, laddove con il contratto di servizi il soggetto si obbliga a pervenire ad un certo risultato (art. 2225 c.c.). Infine il rischio dell’attività produttiva è tipico del contratto di servizi mentre è ignoto al contratto di lavoro dipendente. E’ comunque previsto che per la prestazione del servizio il committente disponga una serie di direttive, alle quali il prestatore deve attenersi, senza però che queste siano tali da inficiare l’autonomia dello stesso nello svolgimento della sua attività.

1.4 Cenni sulla disciplina

La disciplina del contratto d’opera o di servizi per larga parte è identica a quella dell’appalto. Ci riferiamo soprattutto al potere di verifica in corso d’opera da parte del committente e il relativo diritto di recedere se il prestatore d’opera o di servizi non si conforma alle condizioni contrattuali (art. 2224 c.c.), la possibilità per il committente di recedere unilateralmente (art. 2227 c.c.); o in relazione all’ipotesi di impossibilità sopravvenuta dell’esecuzione dell’opera (art. 2228 c.c.).

Il contratto d’opera o di servizi si ritiene estinto, oltre che con l’adempimento delle reciproche obbligazioni, nel caso di recesso del committente o per impossibilità sopravvenuta di esecuzione dell’opera. In entrambi i casi, il prestatore ha diritto al compenso per il lavoro effettuato.

    1. La responsabilità verso terzi nel contratto di servizi

Al di là delle reciproche responsabilità (eseguire il servizio a regola d’arte e pagarne il prezzo), occorre verificare cosa disponga la legge quando durante l’esecuzione dei servizi vi siano danni provocati ad altre persone, i così detti terzi, ossia i soggetti estranei rispetto allo specifico rapporto contrattuale. Per consolidato orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, di regola il prestatore di servizi risponde dei danni provocati a terzi durante l’esecuzione del contratto, attesa l’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità e obbligandosi a fornire alla controparte il servizio, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all’accertamento e alla verifica della corrispondenza del servizio affidato con quanto costituisce l’oggetto del contratto. Ciò non vuol dire che il committente sia esente da eventuali richieste risarcitorie derivanti da terzi Esso, infatti, è condannabile in via solidale quando a suo carico sono addebitabili specifiche violazioni del principio del neminem laedere riconducibile all’art. 2043 c.c. sia quando l’evento dannoso gli sia addebitabile perché il servizio è stato affidato ad un operatore che palesemente difettava delle necessarie capacità tecniche e organizzative per eseguire correttamente le prestazioni dedotte in contratto sia, ancora quando in base ai patti contrattuali o nel concreto svolgimento del contratto, sia stato un semplice esecutore di ordini del committente e privato della sua autonomia sia, infine, quando il committente si sia di fatto ingerito con singole e specifiche direttive nelle modalità di esecuzione del contratto o abbia concordato singole fasi o modalità esecutive (Cass., 17 febbraio 2012, n. 2363).

  1. Contratto di noleggio

Tale tipo di contratto è disciplinato specificamente dal Codice della navigazione agli artt. 940 e ss., tant’è che alla precisa definizione ed alla regolamentazione normativa contenuta nel codice della navigazione non fa riscontro nessuna tipologia contrattuale contenuta nel codice civile e nella legislazione speciale, poiché le ipotesi correntemente (ma impropriamente) definite come “noleggio” (di auto, bici, DVD etc.) sono in realtà riconducibili ad altre tipologie contrattuali.

Il noleggio è il contratto con il quale l’esercente-operatore (il noleggiante), in corrispettivo del nolo pattuito si obbliga a compiere con un aeromobile (o un SAPR), uno o più viaggi, oppure si obbliga a compiere, entro un periodo di tempo convenuto, i viaggi prestabiliti, per conto di un altro soggetto (il noleggiatore) alle condizioni stabilite dal contratto. La qualità di operatore rimane sempre in capo al noleggiante, quindi chi prende in noleggio il SAPR non è riconosciuto dalla legge come operatore, ma semplicemente come colui nel cui interesse sono compiuti i voli. Ovviamente il noleggiante, e questo è il caso che più interessa nell’ottica dei SAPR, può servirsi dei viaggi per scopi diversi dal semplice trasporto e quindi anche per attività di lavoro aereo (riprese, rilevamenti, ricerca scientifica etc.).

Il vantaggio di tale formula contrattuale è che le spese variabili derivanti dall’uso del SAPR sono a carico del noleggiatore (si pensi ad esempio alle spese per la messa in sicurezza dell’aerea etc.) mentre quelle relative al corretto funzionamento del SAPR ed alla sua manutenzione sono a carico del noleggiante/operatore.

La responsabilità verso terzi nel contratto di noleggio

Anche la responsabilità verso terzi ha una disciplina particolare. Ai sensi dell’art. 940 quater cod. nav. le parti sono in solido responsabili verso i terzi per i danni causati durante il periodo di noleggio. L’ulteriore specificità del contratto di noleggio è che i rapporti interni fra noleggiante e noleggiatore, il noleggiante assume i rischi che derivano dell’esercizio e il noleggiatore quelli relativi all’impiego commerciale dell’aeromobile. Sul punto occorre ribadire che la dottrina prevalente ha avuto modo di chiarire che l’art. 940 quater cod. nav. si applica ad ogni tipo di noleggio, anche al noleggio di aeromobili per attività di lavoro aereo.

Tale particolarità appare di indubbio vantaggio per l’Operatore, per due semplici ragioni.

La prima è che eventuale richieste risarcitorie avanzate da terzi saranno addebitabili sia all’operatore che al noleggiatore, la seconda ragione è invece da trovarsi nei rapporti interni tra operatore e il noleggiatore: l’operatore non risponde delle finalità commerciali del noleggiatore poste alla base del noleggio. L’esonero del noleggiante per colpe commerciali sancito dal Codice della navigazione, manifesta una configurazione dei rapporti che s’instaurano fra noleggiante, comandante e noleggiatore molto particolare. Secondo il Codice, il fatto che il noleggiante non sia responsabile dell’impiego commerciale dell’aeromobile, vuol dire che rimane ad esso estraneo, non assumendo alcun obbligo relativo verso il noleggiatore, ma piuttosto, tale obbligo appartiene al comandante/Pilota del SAPR che dovrà invece eseguire le richieste del noleggiatore.

In sintesi, la responsabilità verso terzi nel contratto di noleggio è sempre solidale, mentre nei rapporti tra le parti l’operatore non è tenuto a verificare lo scopo “commerciale” per cui viene utilizzato il drone, e semmai, tale verifica potrebbe compito del pilota di SAPR, ma in ultima analisi il noleggiante sarà responsabile delle ragioni specifiche che lo hanno portato a noleggiare lo specifico SAPR. Compito dell’operatore/esercente rimane quello di mettere a disposizione il SAPR armato ed equipaggiato ed in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie e farlo pilotare da un pilota in possesso di tutti i requisiti di legge per svolgere i propri compiti.

Conclusioni

Il contratto di noleggio e il contratto di servizi hanno in comune il fatto che il SAPR viene messo (indirettamente o meno) a disposizione del cliente del SAPR, con la variante che nel contratto di servizi, l’operatore si obbliga non solo a far volare il drone, ma anche a svolgere un’ulteriore attività specializzata (la ripresa, il rilevamento, la fotografia, etc.) mentre nel noleggio il compito dell’operatore è mettere a disposizione il mezzo con pilota, rimanendo estraneo alle finalità oggetto del volo.

Diversa inoltre è la responsabilità verso i terzi. Nel contratto di servizi, eventuali danni a terzi saranno a carico dell’operatore con poche possibilità di coinvolgimento del committente. Nel noleggio invece, la responsabilità verso i terzi è sempre solidale, nel senso che sia l’operatore che il noleggiatore sono entrambi responsabili dei danni provocati dal drone.

Non è facile stabilire quale sia la formula contrattuale più idonea anche se il mercato appare ormai direzionato verso un maggior utilizzo del contratto (o appalto) di servizi, mentre invece il contratto di noleggio ha avuto un minore riscontro, forse anche perché la stragrande maggioranza degli operatori di SAPR sono anche piloti e quindi non vi sono strutture aziendali estremamente complesse. La scelta tra le due soluzioni contrattuali è in ultima analisi sempre relativa alle concrete operazioni da svolgersi ed al ruolo effettivo che riveste l’operatore nell’organigramma aziendale. L’ipotesi è che in un futuro, quando saranno presenti sul mercato operatori con flotte piuttosto consistenti di SAPR e una certa moltitudine di piloti alle proprie dipendenze, il noleggio diventerà lo strumento contrattuale più idoneo a tutelare gli interessi della categoria, permettendo di far leva su un istituto contrattuale ideato e pensato per la navigazione aerea e quindi più adattabile agli operatore di SAPR.

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