Droni, integrazione tra UAV e USV, nelle missioni di ricerca e soccorso

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Una dimostrazione relativa al rapporto collaborativo tra droni marini e volanti, durante una missione di salvataggio in acqua.

Sentiamo sempre più spesso parlare di droni, ovvero robot volanti autonomi o semi autonomi, ma in alcuni casi la definizione di UAV – Unmanned Aerial Veichle (velivoli autonomi senza pillota)  è quanto mai la più indicata e corretta. Quando invece parliamo di droni marini o acquatici, dobbiamo chiamarli con il giusto nome USV Unammed Surface Veichle (veicoli  di superficie senza pilota umano).

drone marino u-ranger
Una demo svoltasi a La Spezia lo scorso autunno promossa dalla organizzazione internazionale di search and rescue ICARUS, mostra come sia possibile non solo utilizzare due tipologie di droni differenti: marino e aereo, ma trovare e successivamente inviare un primo soccorso ad un possibile naufrago.
Le prove sono state svolte presso il CMRE Nato (centro per ricerche e sperimentazioni marittime) a La Spezia nel mese di ottobre 2014.

drone ottocottero ascamm
I primi rilevi alla ricerca del disperso in mare, un figurante in questo caso, eseguiti da un drone ottocottero della compagna spagnola Ascamm con le immagini ricevute in diretta. Una volta individuata la posizione approssimativa, viene inviato un il robot acquatico U-Ranger della divisione italiana Calzoni che dotato di termocamera individua con precisione la posizione dell’uomo a mare. A questo punto scarica in mare una capsula automatica realizzata dalla portoghese Inesc che consegnerà un salvagente alla persona in acqua.
Ecco il video della missione di ricerca e salvataggio dimostrativa.

 

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