I droni del CNR in Norvegia per studiare i cambiamenti climatici

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Un drone del CNR nel mare Artico per studiare lo scambio termico tra mare e ghiacciai, un’interazione molto importante per capire e prevedere i cambiamenti climatici.

Norvegia (giugno 2015) – Sul fronte marino dei tre ghiacciai situati nelle isole Svalbard: Kronebreen, Kongsbreen e Conwaybree, un team del Issia-CNR composto da biologi ed ingegneri, svolgeranno fondamentali indagini per studiare e comprendere le variazioni del clima che stanno preoccupando tutto il mondo scientifico.
Con l’aiuto di Shark, un drone marino autonomo semi sommergibile, potranno raccogliere dati e immagini senza rischi, pilotandolo da remoto a bordo della loro nave di appoggio.
Le dotazioni tecniche del robot nuotatore sono composte da un pirometro che misura la temperatura dell’acqua e una sonda “multi-parametrica” in grado di misurare la salinità, il pH,  l’ossigeno disciolto e un ecoscandaglio per mappare i fondali.
Completano la dotazione di Shark, che misura meno di 1 metro per 1 metro: una sistema radio per la telemetria e una telecamera per la visione in prima persona.

Il drone semi sommergibile trascinerà una zattera con a bordo un sistema campionatore con 8 contenitori sterili. La missione che non durerà più di due settimane, sarà coadiuvata da un drone aereo, un multirotore ad 8 motori, che sorveglierà dall’alto la rotta del batiscafo. Munito di foto e videocamera e pilotato remotamente, garantirà che piccoli iceberg non inibiscano la traiettoria programmata dai ricercatori di Shark e al contempo immortalerà con imperdibili immagini, l’esito della missione.

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