Dopo qualche giorno di prove, siamo pronti a fornire le nostre impressioni di volo del Mini 2, il drone che si pilota senza patentino e che ha segnato un altro giro di boa per gli appassionati tecnologici e anche per gli utilizzatori professionali.
Pesa meno di 250 grammi, anzi oseremmo dire ben al di sotto, dato che ufficialmente il Mini 2 pronto al volo pesa 242 grammi, quindi ancora meno del suo predecessore Mavic Mini. Addirittura, nella versione destinata al mercato giapponese, dove il limite per una certa categoria di droni è di 200 grammi, il drone Mini 2 viene venduto con una batteria ancora più leggera, anche se meno performante.
Recensione completa con prova di volo del DJI Mini 2
Dopo averlo estratto dagli imballi realizzati nell’oramai tipico stile DJI, e presa confidenza con il diverso radiocomando, che però è uguale e anzi perfettamente interscambiabile con quello del drone DJI Mavic Air 2 e con il drone, che invece è davvero molto simile al fratellino nato un anno addietro, lo abbiamo finalmente librato in volo.
Prima come sempre occorre attivarlo tramite la sua applicazione di controllo DJI Fly, scaricare gli inevitabili aggiornamenti firmware per il drone stesso e talvolta anche per le batterie.

Nessuna paura in tal senso, ci pensa la app a segnalare cosa va fatto e come.
Operazione molto semplice che può essere svolta anche sulla zona di volo a patto di avere una connessione dati internet attiva sullo smartphone. Si può eseguire anche a casa o in ufficio con il DJI Assistant 2 e il Mini 2 connesso al computer, ma perché complicarsi la vita con cavi e cavetti?

Una volta eseguite queste operazioni, il collegamento a internet si può anche disattivare, se non interessano le mappe con le zone geo limitate segnalate da DJI attraverso il sistema da loro definito FlySafe e un database costantemente aggiornato che evita che il drone vada troppo a ridosso di alcune zone sensibili o aeroporti.
Una bella sicurezza per gli utenti meno informati.
[Per i dettagli sul unboxing e le prime impressioni consultare questo articolo]
Volare dappertutto e senza pensieri? Non proprio!
(Piccolo incipit legale dedicato alle persone con poca confidenza con i droni)
Sì, perché il Mini 2 viene definito dal costruttore asiatico come il drone perfetto per i principianti.
Beginner che in teoria, senza doverlo registrare (almeno sino a fine anno) e senza avere il patentino, alias Attestato di Pilota di APR per le Operazioni Non Critiche, possono volare dove vogliono.
O almeno questo è quello che credono, in realtà meglio informarsi bene e subito sulle limitazioni presenti nella area di volo. Limitazioni evidenziate dalla applicazione certamente, ma che vanno estratte dalla lettura della cartografia offerta dal portale D-Flight.it
Ritornando al piccolo e leggero Mini 2, una volta completate le procedure tecniche con le dovute accortezze circa la zona delle operazioni, si possono immediatamente apprezzare le sue doti di volo.
Per farlo decollare due semplici modi:
- o l’incrocio degli stick del radiocomando con la procedura denominata CSC e descritta sul manuale del Mini 2 o sulla applicazione
- oppure tappando sulla apposita icona della DJI Fly e poi tenendo premuto il dito per qualche secondo attendendo che il drone armi (avvii) i motori e si posizioni a 1,2 metri dal suolo.
Tutto questo dopo aver eventualmente calibrato la bussola seguendo le indicazioni comparse sullo schermo dello smartphone e aver atteso il fix dei satelliti. In poche parole un avviso sonoro e visivo annuncerà che è stato registrato il punto di ritorno Home Point e che è possibile decollare.
Tra l’altro il drone DJI Mini 2 riceve molti più segnali dai satelliti in orbita dato che adesso è abilitato anche alla costellazione dei satelliti europei. In poche parole il Mini 2 riceve i segnali dei sistemi GPS, Glonass e GALILEO. Una bella sicurezza in più anche nei famosi canyon urbani, ovvero in mezzo agli alti palazzi dove la ricezione satellitare spesso è compromessa.
Volo stazionario Hovering, come un drone di classe superiore
Una volta in aria, il Mini 2 rimane bello fermo e in attesa di comandi. Tra l’altro, il collaudato sistema di posizionamento ottico grazie ai sensori situati sulla pancia del drone permette al Mini 2 di stazionare in aria, cioè in hovering, anche in ambienti chiusi e senza ricevere alcun segnale dalle costellazioni sopra indicate.
Tutto questo sino a qualche metro dal suolo, ma basta alzarsi di una decina di metri per rendersi conto di quanto siano stabili anche le immagini, ricevute in tempo reale e con una bassissima latenza (ritardo). Il merito è della stabilizzazione eseguita magistralmente dal gimbal meccanico a 3 assi, un sistema di stabilizzazione che ha reso DJI differente da tutti gli altri concorrenti ponendola una o due spanne sopra a tutti i competitor.
Tra le altre cose, è possibile modificare i parametri della stabilizzazione del gimbal con parecchia precisione e per ogni modalità di volo: Cinesmooth, Normal e Sport, rendendolo più morbido o reattivo durante le imbardate o le picchiate del drone. La funzione si trova sotto il menu Comandi e poi ancora Gimbal e impostazione di stabilizzazione avanzate.
Da questo punto di vista, anche se potrebbe suonare strano scriverlo, non ci aspettavamo nulla di diverso. Dal punto di vista della stabilizzazione delle immagini e del comportamento in volo il Mini 2 si comporta proprio come ci aspettavamo, ovvero come il “nuovo erede del casato DJI” con tutti i cromosomi tipici del Know-How del leader di Shenzen.
Modalità di volo: Normale, Cinematica e Sportiva
Durante il volato abbiamo apprezzato, oltre alla modalità Normal che consigliamo ai principianti assoluti al fine di prendere confidenza con il mezzo volante a pilotaggio remoto, anche la modalità Cinesmooth, dove tutti i movimenti del drone sono più lenti e fluidi.
Non consigliamo di partire con questa modalità ai neofiti del settore, perché poi, muovendo il selettore centrale del controller del Mini 2 nelle altre posizioni, potrebbero rimanere spaventati dalla eccessiva reattività, sopratutto in Sport Mode.
Infatti nella modalità sportiva, quella più nervosa e veloce, il drone DJI Mini 2 sembra quasi un piccolo racer. Scattante e rapido, ma altrettanto sicuro nelle frenate, rilasciando lo stick o meglio ancora dando il comando al contrario.
Foto e video, ottimi risultati considerando il DJI Mini 2 come un drone per principianti
Avendo già provato il Mavic Mini e altri droni della famiglia DJI, non siamo rimasti stupiti dalla bontà delle foto e dei video registrati. Brutto da dire, ma tutto nella norma, il che vuol dire un buon livello, non diciamo ottimo per non esagerare. Innanzitutto per gli appassionati di fotografia ora è presente la possibilità di scattare e registrare sulla memoria esterna foto in jpg (con compressione) e in DNG (formato grezzo). Il che significa che la possibilità di lavorare i files con Lightroom o altri programmi per sviluppo fotografico permettono una post produzione degna di questo nome.
Lasciamo qui un file zip da scaricare con un paio di foto nelle due modalità.
[Scarica il file zip con le foto del Mini 2- peso 32Mb]
Video a 4K grande risoluzione per un piccolo drone
Sul fronte video, la presenza del formato a 4K anche qui amplia le opzioni per i videomaker, senza tralasciare lo zoom digitale che nel formato a 1080p cioè in FullHD permette un ingrandimento 2x senza perdita di risoluzione.
La funzione zoom comunque può arrivare sino a 4x, (quattro volte più grande) e risulta particolarmente comoda anche in fase di registrazione del video, osservando lo schermo dello smartphone, per ingrandire e scovare magari alcuni particolari che possano essere interessanti per l’occhio del fotografo o videomaker.
Si attiva con la pressione contemporanea del pulsante Function abbinata al movimento della rotellina laterale, oppure cliccando sullo schermo del cellulare con il simbolo 1x ecc, o con il movimento di Pinch sullo smartphone (due dita che da vicine si allontanano sullo schermo)
Principianti, attenzione! Un altro appunto normativo: non si deve mai perdere il drone dalla propria vista e non si deve pilotare guardando solo le immagini provenienti dal drone e mostrate sullo schermo del cellulare.
Foto a 12 Mpx in formato Jpg o Jpg+Raw
Il sensore da 1/2,3 pollici, lo stesso del Mavic Mini e Mavic Air 2, a quanto pare, restituisce foto sino a 12 Mpx (arrivano sino a 48 Mpx ma crediamo sia frutto di una interpolazione), sono molto simili a quelle prodotte dal Mavic Mini. Ci sentiamo di consigliare, per gli scatti particolarmente intriganti, di usare la funzione AeB nella quale, come per le macchine fotografiche standard, il Mini 2 eseguirà una serie di scatti (alcuni sotto esposti, altri sovraesposti) da miscelare poi assieme in fase di post produzione. E con il formato grezzo, produce risultati davvero gradevoli.
Simpatiche anche varie modalità di esecuzione delle foto in modalità Panoramica, nelle quali il drone scatta un certo numero di foto (da 9 o anche fino a 24) e poi la applicazione DJI Fly le elabora e aggrega, fornendo immagini di sicuro impatto.
Per quanto riguarda i video, nulla da dire se non che per lavorare le clip registrate a 4K, magari spingendoci in alto con il framerate espresso in fps (frame per second), occorrono computer carrozzati, soprattutto per il rendering di alcune scene.
Abbiamo notato in alcune occasioni un leggero blocco o movimento inaspettato e non voluto da parte del gimbal che ha rovinato alcune scene. Non sappiamo se sia stato un caso o se si tratta di un difetto risolvibile magari con un aggiornamento firmware.
Quickshot già collaudati e di sicuro effetto per i novizi del drone

Sono funzioni di riprese e foto rapide e preimpostate, utili per chi pilota il drone Mini 2 per le prime volte, e forniscono risultati eccellenti considerando che sono svolte in completa autonomia dal drone. Bisogna stare molto attenti alla zona dove vengono avviate in quanto il Mini 2, non avendo alcun tipo di sensore ad eccezione di quello inferiore, potrebbe sbattere su pareti di muro, alberi o altre ostruzioni nei paraggi.
La applicazione di controllo spiega bene come attivarle e quali risultati ottenere.
Radiocomando uguale a quello del Mavic Air 2 con trasmissione OcuSync 2; il pezzo forte del Mini 2
La trasmissione Ocyusync 2, il vero jolly che si è giocato questo neonato DJI Mini 2 è ovviamente molto robusta e stabile, ma anche qui abbiamo beccato un paio di blocchi o lag inaspettati a distanze ampiamente entro i limiti legali. Solo volo a vista ricordate?
Analizzando con attenzione questo spezzone ci si accorge di un paio di blocchi o lag del video ricevuto sullo smartphone esattamente al minuto 0:05 e ancora allo 0:09. Data la vicinanza del drone, certamente non si tratta di un problema di segnale radio e la causa potrebbe essere imputabile alla applicazione DJI Fly.
La cosa strana è che se si osserva con attenzione, lo streaming video ha delle interruzioni, mentre la telemetria con i dati relativi alla velocità del drone espressa in metri al secondo continua ad avanzare. Quindi probabilmente non si tratta nemmeno di un problema della applicazione, dato che in effetti si continuano a vedere i numeri cambiare.
In teoria potrebbe essere stato un problema della applicazione, ogni tanto succede ed è capitato anche con vecchie versioni della app per il controllo del drone. Nulla di imperdonabile, per l’amore del cielo, ma dato che si acquista il Mini 2 anche e sopratutto per avere la certezza di non perdere mai il segnale radio di controllo, questa sbavatura è proprio fastidiosa. Sopportabile, ma decisamente migliorabile.
Applicazione di volo DJI Fly

Abbiamo già parlato molteplici volte della app DJI Fly usata per il Mavic Mini e il Mavic Air 2. Per chi proviene dal mondo dei droni e in particolare ha già avuto esperienze con i droni DJI, è stato fatto un piccolo passo indietro, lasciando al pilota/utente minori possibilità di interagire con il sistema drone.
Esteticamente rinnovata e priva di alcune funzioni presenti nelle vecchie DJI GO4, la applicazione DJI Fly alla fine risulta essere molto comoda e fruibile per i principianti e persino gli esperti ci dovranno fare l’abitudine (per forza). Purtroppo dallo scorso novembre, quando fece la sua prima comparsa insieme al Mavic Mini, ha avuto esiti altalenanti, un susseguirsi di release aggiuntive e sostitutive che correggevano alcuni bachi anche importanti ma in alcuni casi ne creavano di altri. Ecco perché consigliamo sempre di prestare molta attenzione prima degli aggiornamenti, leggendo magari in internet i vari commenti di chi li ha già installati.

Per il Mini 2 la versione minima della applicazione DJI Fly è la 1.2. Ma se usata per esempio con il Mavic Mini introduce alcuni difetti che prima non erano presenti. Confidiamo in una rapida risoluzione di questi bug da parte del team di ingegneri informatici di DJI.
Per fortuna sono state introdotte e potenziate le funzioni di editing video e foto, che permettono a tutti i beginner, ma anche agli utenti evoluti, di modificare direttamente sul campo i filmati registrati dal Mini 2 e condividerli immediatamente sui social network.
Foto e video immediatamente sullo smartphone grazie a QuickTransfer

Simpatica anche la nuova funzione QuickTransfer che permette di ricevere i file provenienti dal drone direttamente sullo smartphone, senza collegare il radiocomando.
Per farlo occorre assicurarsi di avere le connessioni Wifi e Bluetooth accese sul telefono, accendere il drone, attendere la diagnostica e poi premere per 2 secondi il bottone (che funge anche da led posteriore del Mini 2) sino a che diventa blu e il drone emette qualche suono di avvertimento. A quel punto non resta che lanciare la applicazione DJI Fly e seguire le indicazioni sullo schermo.
Resistenza al vento del Mini 2
Un altro cavallo di battaglia per il piccolo drone pieghevole Mini 2 è la sua resistenza al vento, o meglio è il miglioramento della sua resistenza al vento rispetto al suo predecessore Mavic Mini. In effetti con velivoli a pilotaggio remoto dal peso inferiore a 250 grammi, non ci possiamo aspettare una grossa stabilità di fronte a raffiche o a vento sostenuto.
Tutti i possessori del Mavic Mini sanno bene cosa significhi la scritta “Vento Forte abbassarsi di quota e atterrare”. Ebbene gli ingegneri di DJI hanno fatto miracoli anche in questo senso. Il drone Mini 2 ora resiste sino a un vento di quasi 38 Km/h. Che non sono tanti è vero, ma quasi 10 km/h in più del fratellino più anziano.
Accoppiata eliche e motori migliori?
Sui social network e in rete in generale si leggono molte supposizioni su come possano aver fatto i tecnici cinesi a migliorare queste perfomance: c’è chi dice che abbiano cambiato i motori, chi sostiene che abbiano cambiato le eliche e chi invece è convinto che abbiano cambiato entrambi.
La nostra personale opinione sui motori è che effettivamente potrebbero essere stati sostituiti, perlomeno ragionando sul numero degli avvolgimenti delle spire degli statori, ma senza smontarli e misurarne la lunghezza e il diametro è difficile da affermare. Le dimensioni del motore e della cassa rotante sono simili (per non dire uguali), cambia solo l’attacco alle eliche che ora ha una sola barretta di metallo, sulle cui estremità sono avvitate le eliche.
Pale che sono installate su un unico traversino centrale più largo che conferisce maggiore stabilità all’attacco delle stesse, che per inciso hanno cilindro forato più alto di qualche millimetro rispetto alla precedente versione delle eliche del Mavic Mini.
Anche la lunghezza della vite è diversa in effetti. Alcuni sostengono che pesando 1 grammo di più le eliche siano più robuste. Provando a piegarle leggermente o ad effettuare una leggera torsione ci sembrano uguali a quelle del Mavic Mini, ma anche qui, senza strumenti adeguati, è difficile fare una comparazione.
Di una cosa siamo certi, che sono uguali per profilo, diametro e passo (sono entrambe della 4,7x 2,6) il che significa che dal punto di vista aerodinamico si comporteranno allo stesso modo con la stessa efficienza.
Al massimo, se veramente più robuste, avranno un rendimento maggiore e produrranno (forse) meno vibrazioni.
Il vero aumento di resistenza al vento a nostro avviso è dovuto alle batterie ai Polimeri di Litio rispetto a quelle precedenti agli Ioni di Litio. A parità circa di potenza, dati come rapporto tra Volt per Ampere, hanno una maggiore capacità di scarica (valore C) il che significa una maggiore forza e reattività trasmessa attraverso gli ESC ai motori del Mini 2.
Finiti i tecnicismi una brevissima considerazione con i nostri personalissimi consigli per l’eventuale acquisto di un Mini 2
Dovreste comprare un drone il DJI Mini 2?
– Sì, se non avete nessun drone ed è il primo vostro acquisto
– Sì, anche se avete già un drone, ma non ne avete dal peso inferiore ai 250 grammi
Avete già un Mavic Mini dovreste acquistare comunque il Mini 2?
– Sì, se durante l’uso avete avuto problemi di interferenze con i segnali video e radio
– Sì, se i 2,7K non vi bastano oppure volte le foto in formato grezzo e non solo in jpg
Chiariti questi semplici punti, in questi giorni e anche in futuro si troveranno sul mercato ottime occasioni o vere e proprie svendite del Mavic Mini, per cui se volete spendere poco, tutto questo movimento potrebbe fare al caso vostro. Se siete oramai decisi vi lasciamo qualche indicazione su dove poter svuotare leggermente il vostro portafoglio o carta di credito.
Prezzo e dove comprarlo
Il Mini 2 può essere comprato presso tutte le insegne della Grande Distribuzione Specializzata, direttamente sul sito internazionale DJI oppure su GoCamera.it
DJI Mini 2 Standard + Bonus Volare Facile euro 459,00
DJI Mini 2 Fly More Combo + Bonus Volare Facile euro 599,00
o rimanendo sempre in Italia sul sito di Dji-Store.it
Il drone DJI Mini 2 al prezzo di € 459 [link per l’acquisto].
oppure il Mini 2 Fly More Combo al prezzo di € 599 [link per l’acquisto].
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