La città di Chicago diventerà una no drone zone assoluta?

0

Chicago si appresta a diventare la prima grande città vietata ai droni, almeno per quanto riguarda i semplici appassionati e i piccoli operatori, viste le rigidissime norme contenute nell’ordinanza restrittiva approvata dalla Commissione Aviazione del Consiglio della Città.

edward-burke-chicago-no-drone-zonePrincipale promotore di questo approccio a tolleranza zero è stato l’assessore Edward Burke, che ha fatto leva sulle paure dell’opinione pubblica verso il terrorismo per guadagnare consenso per la sua proposta, sottolineando come i droni possano essere utilizzati dai terroristi per trasportare armi e ordigni.
Non so quale abilità sia per questi dispositivi quella di trasportare un payload, ma sembrerebbe che il potenziale di pericolo sia illimitato”, ha detto, aggiungendo che sebbene non egli non sia in grado di impedire ai terroristi di usare i droni per fini distruttivi, confida che la comunità diventi più consapevole sull’attività dei droni e più reattiva nel segnalarla alla polizia.

E a sorpresa c’è stato il rifiuto dei numerosi operatori invitati apertamente dal Consiglio Cittadino a presentarsi all’udienza per mostrare ai consiglieri i loro droni in funzione, gesto che ha definitivamente compromesso le residue speranze, già appese ad un filo, su un’ordinanza meno rigida. Forse, però, proprio l’idea di un inutile tentativo di fronte a una decisione già presa ed irreversibile non è piaciuta agli operatori. Colin Hinkle, proprietario della Soaring Badger Productions, ha commentato l’invito al volo indoor dicendo che “Suona come il momento Youtube della settimana”. La sua società, regolarmente autorizzata con licenza 333 della FAA, ha offerto più volte supporto alle istituzioni per impedire agli operatori illegali di entrare nel mercato. “Negli ultimi mesi – ha detto Hinkle – ho notato un aumento degli operatori abusivi a Chicago, persone che comprano un drone online e provano immediatamente a fare soldi. Non fanno richiesta di autorizzazione presso la FAA e non fanno l’assicurazione, si limitano a usarlo per fare tutti i soldi che possono.

Chicago no drone zone: le regole della città per i droni

Gli operatori non possono volare entro 5 miglia dai due aeroporti della città (O’Hare e Midaway), fuori dal controllo a vista dell’operatore, oltre i 400 piedi di altezza, nel periodo tra il tramonto e l’alba, e persino in caso di tempo cattivo (che in una città ventosa come Chicago significa nessun volo per circa 6 mesi l’anno).
Per di più, le attività con i droni sembrerebbero essere consentite solo all’interno degli spazi privati (ammesso di non risiedere entro le 5 miglia di distanza dagli aeroporti), dal momento che l’ordinanza stabilisce che “L’operatore non può volare sopra qualunque persona non consenziente o sopra qualunque proprietà che l’operatore non possieda”.

Originariamente, l’ordinanza prevedeva anche un lungo e dispendioso processo di registrazione, assieme ad una pesante copertura assicurativa, ma entrambi questi requisiti sono stati omessi nella versione definitiva che è stata approvata, visto il progetto della FAA di creare a breve un registro nazionale per i droni. Ad ogni modo, le restrizioni restano molto pesanti.

E le altre città americane?

L’ordinanza di Chicago, appena entrata in vigore, è fin d’ora destinata a sollevare molte polemiche e quasi sicuramente la faccenda non finirà qui, sia per via dei chiarimenti che inevitabilmente faranno seguito e in vista, soprattutto, del regolamento nazionale che entro poco tempo potrebbe portare un effetto mitigatore nel modo in cui affrontare la questione dei droni.

811 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: