Turista francese con drone accusato di spionaggio in Iran

Guai seri per Benjamin Briere, trentacinquenne francese, arrestato per aver volato con il suo drone nei pressi della frontiera tra Iran e Turkmenistan.

L’uomo, di nazionalità francese, è detenuto nella prigione della città di Mashhad, nel nord-est dell’Iran, nota come luogo di pellegrinaggio religioso. Secondo il suo avvocato, Saeid Dehghan, è “in buona salute fisica”, ma rischia una lunga pena detentiva se fosse ritenutosi colpevole. All’accusa di spionaggio, per aver volato in un’area proibita, si aggiunge quella di “propaganda contro il sistema“, a seguito di post sui social in cui Briere scriveva che “a differenza di altri Paesi musulmani, in Iran l’Hijab (velo allacciato sotto la gola utilizzato dalle donne per coprire il capo e le spalle, ndr) è obbligatorio”.

“I miei colleghi ed io crediamo che queste accuse siano false e prive di fondamento, ma dobbiamo aspettare che il giudice conduca un’indagine completa nei prossimi giorni e annunci il suo verdetto”, ha aggiunto l’avvocato Dehghan. Naturalmente la Francia segue con preoccupazione e attenzione la vicenda, come ha confermato il Ministero degli Esteri d’oltralpe, senza peraltro commentare le accuse della Corte iraniana.

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