Lo sceriffo più cattivo d’America vuole il drone secondino

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Lo sceriffo Joe Arpaio della Maricopa County a suo modo è un personaggio: un duro alla maniera di John Waine, definito da Famiglia Cristiana “lo sceriffo più cattivo d’America”, ha rischiato di finire in galere per discriminazioni razziali nel suo mestiere. E adesso si è innamorato dei droni, con cui potrà diventare ancora più cattivo.

joe3_2848043_696788Per rendere più dura la vita di chi è incarcerato, Arpaio ha organizzato la Tent City, un’enorme prigione di tende nel deserto, dove gli ospiti sono obbligati a portare magliette e mutande rosa («Perché la odiano, perché se scappano di prigione sono immediatamente riconosciuti, perché mi piace vedere che non vogliono portare questo colore, ma non ci possono fare nulla” ha detto al giudice che lo processava per le sue continue vessazioni sui galeotti) e sono nutriti con mortadella praticamente verde, perché scaduta. Anni fa nel corso di un’intervista lo sceriffo si è vantato di non spendere più di un dollaro al giorno a testa per il vitto dei prigionieri. Insomma, non esattamente un bel personaggio.

E adesso vorrebbe i droni per sorvegliare gli “ospiti” della sua terrificante gattabuia. “Ne vorrei un paio, ovviamente on armati” ha detto, e immaginiamo che gli piacerebbero di più con un paio di fallici missili sotto le ali, ma tanto sa che non glie li daranno mai. Lo sceriffo non ha detto che drone vorrebbe, ma ha parlato di prezzi tra 5 e 20 mila dollari e li vorrebbe equipaggiati di camere ad alta risoluzione e all’infrarosso, con un’apertura alare attorno al metro. Sogna di vederlo volteggiare come un avvoltoio sulla sua galera nel deserto, ha spiegato: “abbiamo qualche problemuccio con la gente che lancia droga oltre il filo spinato”.

Arpaio è finto sotto processo anche per i modi brutali con cui gestisce il problema dell’immigrazione, ha dovuto ammettere davanti al giudice di avere divulgato la voce che i messicani sono portatori del virus dell’influenza suina e di essersi vantato di riconoscerli dalla puzza, quindi ha dovuto promettere solennemente che non userà i droni per fare qualche giochetto sporco agli immigrati clandestini: “li useremo solo contro chi varca la frontiera con la droga. siamo solo a 70 miglia dalla frontiera col Messico”, e a malincuore ha dovuto promettere di “non guardare agli immigrati necessariamente come a dei delinquenti”, immaginiamo che dopo aver pronunciato queste parole avrà fatto un gargarismo con l’whisky.

A chi gli faceva domande sulla privacy, lo sceriffo aveva la risposta pronta: “Il governo già mi sorveglia con i droni e di sicuro sanno anche dov’è il cesso di casa mia” ha detto. “E poi, Privacy in galera? privacy per criminali, per spacciatori? Gli teniamo gli occhi addosso, altro che privacy”.

Quanto al costo dei droni, per Arpaio non  ci sono problemi: è ben pasciuto e sponsorizzato dalle lobby delle armi, che lo adora, e dalle donazioni  della destra repubblicana pro-armi, anti-immigrati e anti-Obama, di cui lo sceriffo è nemico dichiarato. “E poi useremo i l denaro e i beni sequestrati agli spacciatori. Non è grandioso? Sbatteremo in galera i criminali con i soldi dei criminali”.

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