Droni monitorano le condutture di Sydney

Per ogni 10 litri d’acqua che arrivano agli abitanti della città di Sydney, 8 litri di questi provengono da una diga costruita a ovest su una stretta gola del fiume Warrangamba, dalla quale partono due grandi condutture fuori terra che superano i 27 km di lunghezza.

Ovviamente questa infrastruttura, così cruciale per il fabbisogno idrico degli oltre 5 milioni di abitanti della città australiana e al tempo stesso particolarmente a rischio per via della grande distanza che copre, lungo la quale è esposta a crepe, corrosione e perdite per ogni suo centimetro, richiede un’attenzione massima da parte delle squadre che si occupano della relativa manutenzione, un compito che tempo fa veniva svolto fisicamente da numerosi tecnici impiegati sul campo per controllare palmo a palmo le condutture.

Negli ultimi anni invece il lavoro è passato in mano alla società australiana AUAV, specializzata in rilievo, ispezione e 3D modelling, (con sede nella “rivale” città di Melbourne). “Questo progetto era una sfida. Stava definitivamente spostando i confini della raccolta dati di macro-livello a un livello micro” ha ammesso il direttore di AUAV James Rennie.

E infatti negli ultimi 8 anni l’azienda ha condotto oltre 50 mila voli coi droni, specializzandosi nella gestione di enormi moli di dati, visto che alla fine del lavoro di raccolta avevano 118 mila foto, ognuna delle quali di poco sopra i 20 megapixel di risoluzione. Terabyte e terabyte di dati che sono serviti per creare un modello 3D completo delle condutture, sviluppato per la loro intera lunghezza e con un livello di accuratezza submillimetrico. Parliamo dei lati superiori, di quelli inferiori, e di tutto ciò che di fatto circonda i tubi.

Un lavoro enorme che ora è utilizzato dall’azienda idrica NSW Water come base di riferimento per effettuare i confronti con i futuri rilievi, individuando velocemente e con massima precisione i punti in cui eventualmente si presenteranno delle criticità da riparare.

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