Droni impiegati in esercitazioni interregionali antincendio

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Pare che sia possibile e anzi molto utile una collaborazione tra uomini e mezzi della protezione civile e i droni professionali. Una esercitazione interregionale che ha viste coinvolte Liguria, Piemonte e Lombardia, svoltasi al confine tra le provincie di Savona e Imperia ne ha dato conferma.

Imperia 13, 14 e 15 maggio – si è svolta ed è stata portata a termine con successo una esercitazione antincendio, voluta e organizzata da Regione Liguria, Assessorato Agricoltura, Dirigente del Settore AIB Dr. Valerio Vassallo e il Funzionario AIB Galardi Massimo e Giuseppe Salvo, con la collaborazione del CFS regione Liguria, Coordinamento volontari Protezione Civile provincia Imperia, Savona e Genova e la Partecipazione dei Sistemi Regionali Antincendio boschivo della Regione Piemonte, Dott.sa Cristina Ricaldone e dalla regione Lombardia Dr. Bruno Chiapparoli ha visto la partecipazione di oltre 100 volontari e esperti del settore, oltre all’elicottero della Heliwest che fornisce supporto AIB per la regione Liguria.

Stefano De Lorenzi corresponsabile di Neutech-Airvision, già precedentemente contattato dal Coordinamento Volontari di Savona per un sopralluogo con drone dell’area operativa e dopo aver appreso che sarebbe intervenuto anche un elicottero della protezione civile, ha proposto di estendere la collaborazione e l’utilizzo del APR, proprio nel contesto della missione.
Sono più di 1300 gli operatori riconosciuti ENAC e tantissimi di conseguenza anche i piloti autorizzati e in possesso del relativo attestato, alcuni formati dalla stessa Neutech-Airvision, ma a tutt’oggi non esiste un protocollo operativo per lavorare nelle aree di emergenza. Anzi al contrario esistono serie raccomandazioni, specialmente dedicate agli hobbysti di tutto il mondo di stare ben lontani da incendi o zone dove si svolgono operazioni di recupero o salvataggio.

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Questo tipo di sperimentazione è quindi un primo serio passo avanti per coordinare e sopratutto usare le risorse fornite dai droni professionali, i SAPR come vengono definiti per legge, all’interno di operazioni gestite dalla Protezione Civile o Vigili del Fuoco.
Molto spesso nelle operazioni d’emergenza i velivoli sono coordinati dal DOS (Direttore
Operazioni Spegnimento) al momento non ci sono né normative né protocolli per le attività
di volo effettuate con gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, il lodevole intento era quindi quello di  effettuare un primo passo, o meglio primo volo per valutare la possibilità di una effettiva collaborazione e sopratutto condivisione dello stesso spazio aereo tra SAPR e aeromobili veri impegnati nello spegnimento degli incendi boschivi di grandi dimensioni come nel caso di questa esercitazione.

Un velivolo a pilotaggio remoto in ausilio al DOS, può fornire una visione di insieme, ma servono caratteristiche particolari per poter operare in questo contesto. Il velivolo impiegato in questa delicata esercitazione era un Neutech NT6, un drone esarotore prodotto dalla stessa Neutech-Airvision, con una autonomia di volo di 40 minuti, foto videocamera con zoom comandabile da terra.

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Molto importante è stata anche la collaborazione di CISAR, che si occupava del reparto tele comunicazioni che riceveva le immagini trasmesse dal drone che passando per il satellite arrivavano sino alla centrale operativa situata presso il TLC Polo di Villanova.
Un drone che vola in un area operativa con elicotteri e Canadair può essere non solo di intralcio, ma persino davvero molto pericoloso e poco raccomandato, ecco perché  sono state effettuate puntuali riunioni tra i tecnici e piloti di Neutech con gli omologhi responsabili e piloti civili di  Heliwest e con Rosario Falzea specialista del 15° gruppo Elicotteri CC presso l’Aeroporto di Villanova di Albenga, al fine di  creare un preciso Piano Operativo di Sicurezza.

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L’esercitazione si è svolta in un clima meteorologico non particolarmente favorevole, vento e pioggia hanno disturbato i voli del drone, pilotato da Giuliano Bidussi sempre facente parte del team Neutech-AirVision e contestualmente hanno favorevolmente impressionato il Capo della Protezione Civile Nazionale, Curcio Fabrizio per la resistenza agli agenti atmosferici e la autonomia di volo. Altrettanto interesse ha sollevato un altro APR denominato Seagle, un drone completamente stagno in grado di sopportare pioggia o neve e decollare o atterrare in acqua.

Un vivo interesse e una certa curiosità sono stati espressi dai responsabili istituzionali quali ad esempio il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Vice Presidente Sonia Viale, l’Assessore all’Agricoltura Stefano Mai, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni accompagnato dall’Assessore lombardo alla Protezione Civile Simona Bordonali, che si sono soffermati a lungo presso la postazione dove operavano i tecnici della squadra di pilotaggio remoto.
I quali a loro volta sollevavano la preoccupazione per quanto sia necessario un protocollo operativo ben preciso sulla possibilità di volare con i SAPR in collaborazione con aeromobili, durante le operazioni di emergenza, ma al contempo dimostrando quanto possano essere di reale ausilio in un contesto operativo di pericolo a causa di calamità naturali.

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