Il Barone Rosso portale del modellismo, sbatte la porta in faccia ai droni

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Il forum del Barone Rosso www.baronerosso.it, il portale del modellismo in Italia attivo sin dal 1998, chiude la porta in faccia ai droni dividendo quindi la sua ampia comunità di appassionati internauti.

Un forum del modellismo, anzi “il forum del modellismo italiano”, una eccellenza attiva da oltre 18 anni, nato da una idea di Francesco Keitner, appassionato e storico modellista romano, ha deciso di tagliare i ponti con una certa tipologia di frequentatori separando e creando (forse) un altro forum per i droni. Questa è quanto si legge da un comunicato del forum manager nella apposita area destinata alle comunicazioni ufficiali.

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La community online, conta ad oggi 61.500 utenti, con oltre 4 milioni di messaggi, nasce romanticamente per una idea di Keiner nel lontano 13 giugno 1998.

“Inizialmente il sito ospitava quasi esclusivamente circuiti elettronici in tema modellistico, all’epoca in rete si trovava ben poca roba sull’argomento e la maggior parte in lingua inglese, quindi con grande spirito di “avventura” mi imbarcai nell’impresa di realizzare il primo sito italiano sull’argomento.”

Si legge nelle pagina della storia del Barone Rosso italiano. Perché quindi se si parte da un passato così all’avanguardia, nel 2016 si rifiutano i droni?
Le motivazioni sono tante e forse persino difficili da spiegare, pare che i modellisti, ma a quanto sembra le rimostranze nascono in seno alla cateogoria degli aeromodellisti, non vedano di buon occhio la tecnologia imperante ampiamente usata dagli attuali droni modelli e persino dal FPV, il pilotaggio in prima persona. Eppure il suo fondatore, oltre ad aver pubblicamente dichiarato una matrice altamente tecnologica, seppure in un conteso modellistico, aprì le porte nel 2006 alla sezione FPV e Riprese Aeree per la quale lo scrivente Stefano Orsi aka biv2533 sul forum divenne moderatore di tale sezione e nel 2008 promotore della apertura della sezione Multirotori (così i modellisti definiscono a giusta ragione gli impropriamente denominati droni).

DronEzine è nata nel Barone Rosso

La decisione ci colpisce anche personalmente: l’esperienza di DronEzine nasce infatti dal barone Rosso, su iniziativa di Stefano Orsi, pioniere dell’FPV e moderatore della sezione Multicotteri e Luca Masali, aeromodellista “di lungo corso” e anch’egli ex  moderatore della comunità. E non è un caso: l’aeromodellismo è, insieme alla aeronautiche militari, uno dei padri nobili del movimento dei droni civili; perché l’aeromodellismo adesso rinnega il suo frutto più interessante, la sua evoluzione più affascinante?

Droni e FPV una spina nel fianco per alcuni

Un cambio di direzione così repentino e sopratutto deciso non è chiaro, regna da diversi anni il malumore tra gli aero modellisti  che frequentano alcune zone del forum, prima sopportando con i denti stretti la disciplina del First Person View e in seguito quella dei droni multirotori.

Le recenti restrizioni derivante dal regolamento ENAC hanno imposto quote molto inferiori agli aliantisti che veleggiano in termica faticano a rimanere sotto ai fatidici 70 metri che diventano 150 con l’attestato di modellista. E in tutti i casi, avere i riflettori mediatici puntati contro non fa piacere a nessuno. Sorgono di giorno in giorno continue polemiche e attacchi alla comunità di FPVisti e Dronarolicosì vengono spesso etichettati i partecipanti a queste sezioni – anche se spesso e volentieri, sono fratelli dello stesso padre. Molti Modellisti, con la M maiuscola, hanno sicuramente provato almeno una volta un drone multirotore e in tantissimi sono rimasti affascinati dal pilotaggio in prima persona con il FPV. Quindi perché tanto astio?

I dronisti, figli di un dio minore, non sono modellisti

La risposta arriva dalle pagine del forum, Il dronista deve per forza essere un modellista figlio di un dio minore, incapace di costruire, di progettare e sopratutto completamente ignorante delle più comuni e basilari leggi delle aerodinamica. Infatti i droni sono modelli già fatti, non costruiti.
Questa è ovviamente una falsità: ancora oggi sono moltissimi i droni modello auto costruiti, certo magari non si usa più il seghetto da traforo, ma una macchina CNC o una  più moderna stampante 3D.
Facendo un viaggio all’indietro nel tempo, non è forse vero che la stessa diatriba nacque decine di anni orsono, quando i puristi che progettavano i propri aeroplani in miniatura, disegnandolo su  carta carta, lavorando il legno di balsa, costruendo le centine alari, si trovarono a dover fronteggiare i modelli ARF o addirittura gli RTF (Ready To Fly – modelli pronti al volo)?
Si leggono ancora gli improperi e le battute goliardiche per la comparsa sul mercato dei modelli realizzati in polistirolo che ha progressivamente intaccato lo strapotere dei modelli in legno a favore di quelli a matrice petrolifera: i “mollicozzi” come vengono spesso chiamati.

Un altro preconcetto del forum è quello che: il dronista è colui che ha fatto accorgere l’Ente Nazionale Aviazione Civile, della presenza degli aeromodelli sugli azzurri cieli nazionali.

Ma è solo colpa di ENAC?

Probabilmente no, anzi quella dell’Ente Nazionale Aviazione Civile è una scusa, un comodo ombrello sotto il quale rifugiarsi per non assumersi le proprie responsabilità. Si pensi che non più tardi di tre mesi fa, qualche utente del forum del Barone Rosso propose di creare una “Rappresentanza politica per tutti gli aeromodellisti”. Iniziativa lodevole e di tutto rispetto; fermo restando che non è chiaro cosa si intenda per “politica”, quando una semplice associazione senza dopo di lucro sarebbe stata sufficiente.
Certamente partendo dal presupposto che si abbia a disposizione una base di 60.000 utenti e che anche solo il 10% sia ragionevolmente convinto di associarsi, ci si troverebbe di fronte ad una realtà di peso alla quale le istituzioni in un qualche modo devano gioco forza dare ascolto. Viene quindi in seguito  proposto un sondaggio nel quale però solo 140 persone dichiarano nel totale anonimato, di essere favorevoli alla costituzione di una associazione.

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Probabilmente le aspettative dei promotori della creazione di questa onlus, vengono un pochino a mancare, anche perché bisogna considerare che la community è costituita anche da appassionati di automodellismo, di navimodellismo, di ferromodellismo. L’aeromodellismo, ovvero la parte lesa della affilata scure di ENAC mossa senza ombra di dubbio dai dronisti e fpvisti irresponsabili, è certamente solo una minima parte dell’intero mondo modellistico.

Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Rimane anche un serio dubbio sulla scelta della tempistica per la costituzione di questa rappresentanza del mondo aeromodellistico, dato che la prima bozza del regolamento ENAC fu presentata il 24 dicembre 2012, sarebbe stato congruo aspettarsi qualche mossa nei primi mesi del 2013 e non a metà 2016 quando oramai i giochi e sopratutto le decisioni sono state prese.

La scissione della community del forum

Ora lo staff del Barone Rosso ha deciso e con buone probabilità tale scelta verrà portata a termine subito dopo l’estate, si propende quindi per dividere il forum in due parti, una dedicata ai dronisti e l’altra al resto del mondo modellistico.
Non è chiaro se gli elimodellisti, gli appassionati di automodellismo e navimodellismo, vorranno stare da una o dalla altra sezione, sorte ben peggiore toccherà a coloro che frequentano la sezione Radiocomandi, Circuiti Elettronici, Batterie e Carica Batterie che dovranno scegliere se stare con il vecchio forum del Barone o con quello nuovo per i dronaioli (altro termine naif per non dire dispregiativo con il quale vengono etichettati i malpensanti utenti del primo portale modellistico italiano):

Una seconda casa per una seconda famiglia

“se ci sono due famiglie debbono esserci due case.”, assicura in un messaggio successivo il Forum Manager, ma questa scelta così radicale, farà forse bene a un piccolo gruppo di appassionati ma creerà un danno ben maggiore a tante altre persone. Ipotizziamo per un momento la provenienza di questi “nuovi e loschi figuri” che hanno appena acquistato un  drone con fotocamera al supermercato o in uno negozio di una catena di una grossa distribuzione o piuttosto che in uno store elettronico di origine asiatica.
Avranno presto bisogno di assistenza, i prezzi sono più bassi rispetto ad un oramai rarissimo negozio fisico di modellismo, ma l’assistenza è poca per non dire nulla.
Quindi dove reperire informazioni, dove capire e conoscere le regole… ma ci sono regole?

Dare informazioni e fare formazione, una strada che vale più del regolamento

Una delle prima azioni svolte da Dronezine, che è nata nel luglio del 2013 è stata quella di creare una comunità e contestualmente diffondere le informazioni sul mondo dei droni. Ora più che mai siamo impegnati per fare formazione. Insegnare a questi nuovi appassionati che i droni non sono giocattoli o meglio per alcuni versi lo sono, ma possono diventare pericolosi e arrecare danni a se stessi e per gli altri. Se invece sono usati con criterio e responsabilità, possono essere utili, divertenti e sicuri.

Chiudere la porta in faccia a nuovi potenziali modellisti

E’ quindi giusto che il portale del modellismo online italiano sbatta la porta in faccia a una nuova generazione di utenti che potrebbero anche diventare modellisti in un prossimo futuro?
Sicuramente molti di questi nuovi acquirenti avrà ambizioni per diventare un professionista, ma dove potrà reperire le prime informazioni che lo guideranno nelle sue scelte future?
Certamente in rete e il Barone Rosso vito l’ottimo posizionamento sui motori di ricerca è sicuramente  una prima base di atterraggio.
Dronezine nonostante sia molto più giovane raggiunge comunque una comunità di 35.000 utenti perlopiù appassionata di solo droni. Se mettiamo a confronto i 61000 utenti del Barone Rosso raccolti in 18 anni di attività e i 35000 di Dronezine in soli 3 anni, si capisce immediatamente quali siano le direzioni del mercato, che partendo da una base modellistica può arrivare anche a sbocchi professionali.

Separare e non coinvolgere, una scelta sbagliata

Separare, dividere o contingentare coloro che dopo aver aperto la confezione del loro drone con la voglia magari di fare FPV Racing, non è una scelta corretta.
Lasciare queste persone al loro destino, senza informarle, senza spiegare cosa si può e non si può fare è sbagliato e creerà solo una massa di “cani sciolti” altri termine slang usato sul forum, che potenzialmente potrebbero fare un uso improprio di questi nuovi strumenti tecnologici, che sono i droni.

Ricordo che a metà maggio a Roma in occasione di una importante manifestazione capitolina intitolata Roma Drone, Francesco Keiner e lo scrivente di questo articolo Stefano Orsi, hanno parlato con un responsabile di AeCi, Federico Ciacchella, il quale si è raccomandato di instradare correttamente tutte le nuove leve che si vogliano avvicinare al Drone FPV Racing.

Dronezine, promuove da sempre un uso consapevole dei droni, con una serie di iniziative, quali: il VolaSicuro, con la pubblicazioni di libri e manuali,con la rivista bimestrale anche in edizione gratuita e con la sua presenza costante sul web e sui social network.
Viene tesa una mano ai professionisti, ai modellisti, agli appassionati in genere.
Il Barone Rosso cosa fa, ci vuole dare un aiuto o nasconde la testa sotto alla sabbia?

 

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