Registrazione Droni professionali, così non ci siamo!

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E’ partito oggi il servizio obbligatorio  di registrazione online dei droni professionali i SAPR, a fronte del quale verrà rilasciato un codice QR, uno speciale codice a barre che identificherà il possessore del drone in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine.

Come anticipato da un nostro precedente articolo, da oggi 1 luglio è possibile iniziare il processo di registrazione per gli operatori professionali. Complice forse l’eccessiva visibilità mediatica, i server di d-flght.it saranno stati presi d’assalto dai professionisti ligi alla normativa che avrebbero voluto adempiere alla normativa.

Purtroppo non tutte le ciambelle riescono con il buco, il portale oggi è attivo, ma riceviamo dai nostri lettori parecchie segnalazioni sull’effettivo mal anzi NON funzionamento.
La registrazione dell’APR è possibile solo previa iscrizione al sito d-flight.it, ma tale iscrizione è di fatto inibilta

accesso-inibito

 

Il portale si presenta graficamente ben realizzato, ma oltre ai problemi tecnici iniziali, e si può ben comprendere come nelle fasi sperimentali questo possa accadere, mancano comunicazioni importanti.
Secondo le informazioni in nostro possesso, la gestione della registrazione dei nominativi degli operatori è passata di mano da ENAC a ENAV. Sarebbe quindi necessario che sul portale stesso, fossero ben presenti i loghi di questi due importanti Enti Pubblici che regolano la navigazione aerea nel nostro paese.
Mancano inoltre ben evidenti i contatti telefonici e anagrafici completi di partita iva, nonchè un disclaimer bello chiaro sulle finalità dei dati acquisiti, come recitano le attuali normative stabilite dal Garante della Privacy e che riguardano per l’appunto tutti i siti web.
Attualmente infatti si legge che:

La partecipazione alle attività sperimentali, inclusa la sottoscrizione al sito, l’accesso ai suoi contenuti, la fornitura di dati, viene fatta su base volontaria, senza alcuna assunzione di responsabilità da parte dell’esercente il sito. Il sito fa uso di cookies per migliorare la navigabilità.

Sarebbe stato gradito evitare una doppio lavoro, semplicemente travasando i dati già in possesso da ENAC visto che  ha certamente già disponibili tutte le anagrafiche degli operatori, evitando un esborso economcoi che ricade certamente sul portafoglio dei comuni cittadini e sul tempo degli operatori professionali.
Senza voler sparare a zero su ENAV che probabilmente si è trovata in mano una patata bollente, molto più grande e molto più calda di quello che si aspettavano, forse varrebbe la pena sistemare le cose, magari creando una pagina di cortesia istituzionale con in evidenza i loghi di ENAC e ENAV che spiega le motivazioni del ritardo dovuto a cause tecniche, magari indicando una data di attuazione realistica, piuttosto che vedersi intasare la casella elettronica per le segnalazioni di guasti.

 

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