“Il diritto di uccidere”, i droni militari tornano al cinema

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I letali droni da guerra dell’esercito americano tornano sul grande schermo dopo il successo (e le relative polemiche) del film “Good Kill, uscito lo scorso febbraio. Questa volta “Il diritto di uccidere” non si focalizza solo sulla vita del pilota di droni da combattimento, ma allarga lo sguardo sullo scenario bellico di oggigiorno, profondamente trasformato dallo sviluppo tecnologico che ha dato al vita a nuovi tipi di armi.

Con “Eye in the sky”, questo il nome originale della pellicola, il regista Gavin Hood porta al cinema non solo gli ormai famosi e controversi droni militari dell’esercito americano, pilotati a migliaia di chilometri di distanza da personale militare (e a volte persino civile) che sembra essere di fronte ad un avanzatissimo videogioco, ma anche avanzatissimi e piccolissimi droni-spia, in grado di volare nelle vesti di insetti all’interno degli edifici dove sospetti terroristi potrebbero pianificare nuovi attacchi.

Il paradosso dei nostri tempi, sottolineato dal film, è rappresentato tuttavia dal fatto che sebbene si abbiano a disposizione armi così sofisticate, la guerra resta una cosa molto complicata, intrecciata così com’è con la politica, la morale e non ultima la facilità di comunicazione, figlia dello stesso sviluppo tecnologico che ha dato i natali ai droni, con cui le vittime dei “danni collaterali” di azioni militari possono ad esempio filmare in diretta le conseguenze impreviste di un attacco in teoria ben pianificato, influenzando l’opinione pubblica attraverso i social network e costringendo anche il più potente dei governi ad agire con molta attenzione.

Ecco il trailer del film “Il diritto di uccidere”:

Nel cast del film “Il diritto di uccidere” Helen Mirren, Aaron Paul e il compianto Alan Rickman.

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