AeCi pubblica regolamento italiano gare in FPV con i droni

0

Spunta un po’ in sordina un documento ufficiale  sul sito del Aero Club d’Italia che , senza emissione di comunicati stampa, di fatto regola le gare di droni in modalità FPV sul territorio italiano.

Droni che saranno solo multitorotori, come verrà spiegato al suo interno e che per gareggiare dovranno rispettare parecchie regole – forse troppe – ma che comunque lasciano il via libera a questo tipo di manifestazioni aero modellistiche.

Il regolamento del Aero Club d’Italia sui droni FPV racer, che per comodità verrà d seguito definito come AeCi, nella sua prima edizione approvata con ordinanza 96/2016 entra subito nel merito dell’argomento riprendendo dal regolamento ENAC alcuni termini e definizioni importanti e da non sottovalutare.

Aeromodello:
dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente
per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo
autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza
l’ausilio di aiuti visivi. I DRONI, pertanto, qualora rispondenti a detta definizione son
o, a tutti gli effetti, aeromodelli;

La prima parte della definizione era nota da tempo, la secondo, che di fatto compara  i droni che rispettino le caratteristiche di cui sopra a comuni aero modelli, era sotto intesa, ma mai ufficialmente promulgata se non da parte di EASA che nella sua proposta di regolamento europeo, addirittura considera tutti gli aero modelli come droni – orrore ndr !

Altro passo importante viene definito e approvato il pilotaggio in FPV, solo ed esclusivamente per i multirotori da corsa, cioè coloro che faranno le gare secondo le specifiche del AeCi, tutti gli altri velivoli a pilotaggio remoto pilotati in FPV o da coloro che non faranno gare, sono tuttora non autorizzati stando al precedente regolamento ENAC seconda edizione e relativi emendamenti tuttora in vigore.

FPV – First Person View (specificatamente riferito ai droni multirotore) Guida del drone attraverso l’uso di una telecamera installata a bordo. Le immagini riprese dalla telecamera, trasmesse al pilota con un collegamento wireless su uno schermo o su appositi occhiali, consentono al pilota di pilotare il drone.
F3U – GARE MULTIROTORE FPV
La gara è svolta da diversi modelli multi-rotore che volano insieme dentro un circuito chiuso.
Ogni modello è gestito da un pilota dotato di una apparecchiatura atta a guidare il modello in tempo reale attraverso una telecamera installata a bordo. Ogni pilota è assistito da un aiutante.

All’interno del documento si può leggere la circolare proveniente da ENAC in seguito a una specifica richiesta di AeCi, relativa alla deroga richiesta per lo svolgimento delle gare di droni multirotori in FPV sul suolo italiano e del quale riportiamo qualche punto.

DEROGA ENAC FPV
Per consentire lo svolgimento di gare “F3U – RC Multi-rotor FPV”, l’ENAC con la lettera indicata al precedente punto 1.d che si riporta integralmente di seguito, ha concesso l’uso di questi modelli in deroga alle vigenti normative che vietano il volo radiocomandato non a vista. “Con riferimento alla Vs. nota prot. 0000337 3 del 10.2.2016, si consideri quanto segue per quanto riguarda la compatibilità dei disposti del Regolamento
Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto con l’attività aeromodellistica agonistica in First Person View (FPV) ed il relativo allenamento. Considerato che gli aspetti peculiari rispetto alle altre manifestazioni agonistiche di aeromodellismo possono essere identificati nella specificità del dispositivo FPV di pilotaggio e dal fatto di mitigare eventuali rischi con un pilota “helper” che consenta di terminare il volo nel caso di avaria del FPV, il responsabile della manifestazione e, durante gli allenamenti, il pilota titolare ed il pilota “helper” dovranno garantire quanto segue.

Sono inoltre definiti con notevole precisioni, le dimensioni, il peso massimo non superiore a 1Kg, il numero di motori minimo per essere considerati multirotori equivalente a 3 e il passo massimo delle eliche corrispondente a 6 pollici.
Queste caratteristiche ben precise, si sono molto probabilmente rese necessarie per rientrare nei calcoli balistici, altrettanto precisi, che comprendendo tempi di risposta del  helper e relativa terminazione del volo, per proteggere i piloti e il pubblico partecipante alle gare, siano esse  in aperto i indoor.

vincitori-italy-done-nationals

Pilotii classificati campionato ERSA Italy Drone Nationals, svoltosi a Mendrisio in Svizzera

Sono anche previste da questo regolamento AeCi, oltre che le manifestazioni all’aria aperta o quelle al chiuso con o senza protezioni totali. Questo paragrafo ci sembra molto importante perché mette al sicuro e in progressione il pilota di multirotori, il pubblico, il direttore di gara, AeCi e ENAC. In sostanza le reti o altri dispositivi svolgono un effetto de responsabilizzante e di sicurezza intrinseca non indifferente. Scelta logica coerente e ampiamente condivisa.

Viene anche definito cosa debba essere il terminatore di volo, accessorio tanto apprezzato in viale Castro Pretorio 118  a Roma – sede ENAC ndr – e che in sostanza si riduce a una impostazione della radio che in campo modellistico è conosciuta da anni, ovvero il Fail Safe.

Questa osservazione è stata più colte sottolineata da questa rivista e in particolare dall’autore di questo articolo in quanto in effetti, i terminatore di volo, installato su mezzi che sono pilotati senza alcun ausilio di centraline di volo autonome e assistite dal GPS, tenuti in aria solo da esperti piloti, era un accessorio quantomeno inutile.

Ribadiamo che il concetto di Helper, ovvero un assistente in grado di comprendere oltre che osservare tutto ciò che avviene sul campo di gara è molto importante. Forse sarebbe più importante negli allenamenti, ammesso che si potessero svolgere all’aperto e senza reti in luoghi opportunamente selezionati e non solo nei campi federati AeCi.

Di fatto se le gare vengono svolte all’interno di gabbie di protezione, con reti addirittura sulla parte alta, un eventuale avaria di un drone impazzito e fuori controllo potrebbe al massimo finire contro una rete di protezione, contro un altro drone o per terra. L’intervento del Helper e sopratutto la sua necessità decade parecchio.

Sui droni da corsa sono richieste le marche di identificazione in pieno stile aeronautico.

Marche di identificazione  Su ogni modello deve essere presente e visibile la sigla che ne identifica la nazionalità seguita dal numero della licenza FAI. Le lettere ed i numeri de vono avere un’altezza di  almeno 10 mm ed apparire almeno una volta su ogni modello.

Sempre all’interno del documento sono ripresi importanti punti che definiscono puntualmente come si devono svolgere le gare, i cronometraggi, le dimensioni dei circuiti, il personale necessario. Insomma un documento molto circostanziato che dipanerà molti dubbi.

Gli unici punti interrogativi che ci sentiamo di sollevare:

  • questione dell’Helper obbligatorio anche per i circuiti dove i droni sono inseriti all’interno di una gabbia
  • chiarita la funzione del terminatore di volo – grazie AeCi ndr –
  • possibilità di allenamento  anche in  campi non espressamente autorizzati AeCi,
  • costi annuali pro capite per singolo pilota troppo alti
  • obbligatorietà del attestato di modellista, peculiarità tutta italiana del resto.

Ci piacerebbe in un mondo immaginario che a questa disciplina modellistica del drone FPV racing, si avvicinassero un gran numero di giovani, ragazzi per i quali 200 annuali euro possono essere un problema, cifra a cui bisogna aggiungere i costi per le eventuali trasferte, iscrizione alle gare e a tutto il resto.

Diciamo che in questa prima fase, sia ENAC e di conseguenza AeCi hanno voluto entrare in questo mondo, come si suol dire con i piedi i piombo, la cosa potrebbe anche andare bene, se nel corso dei mesi e speriamo non anni, la situazione verrà riconsiderata con un giusto occhi critico, lasciando spazio alle competizioni internazionali e permettendo ai piloti italiani di competere sullo stesso livello degli straniere. Nella speranza per l’appunto che questi piedi di piombo non affossino questo settore sportivo rendendoci gli zimbelli del drone fpv racer.

Il regolamento integrale di Aero Club d’Italia su droni da FPV racing è visualizzabile da qui.

1867 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: