Durante le operazioni SAR (sigla che sta per “Search And Rescue”, ossia Ricerca e Soccorso), ogni secondo è prezioso per trarre in salvo le persone disperse. Ma tutto il procedimento parte dalla loro individuazione, un’operazione che deve essere il più veloce e precisa possibile in modo da mettere le squadre di recupero nella giusta direzione nel più breve tempo possibile.
Purtroppo ci sono dei casi in cui individuare la posizione dei dispersi è molto complicato per via del fatto che, ad esempio, si trovano sotto dei detriti (pensiamo alle conseguenze di un terremoto o di un altro disastro ambientale che ha determinato il crollo di alcune costruzioni) oppure sono finiti nascosti nel folto della vegetazione dopo una caduta in montagna. In tutti questi casi, si può riuscire a geolocalizzare la posizione dei dispersi utilizzando dei dispositivi che rilevano la presenza dei loro telefoni cellulari, così è possibile non solo individuarli, ma se le condizioni lo permettono anche mettersi in contatto diretto con loro inviando SMS (anche di massa nel caso di più vittime).
Echo SAR è un nuovo payload per droni SAR equipaggiato con ARTEMIS, sistema di rilevamento cellulari sviluppato dalla società inglese di tecnologica mobile Smith Myers. Grazie a questa tecnologia, Echo SAR è in grado di trasformare ogni apparecchio cellulare in un segnalatore di posizione, anche nei casi di assenza di rete mobile. Gli operatori in questo modo possono velocemente trovare, mappare ed interagire con il dispositivo cellulare delle vittime, migliorando notevolmente le possibilità di successo delle squadre di pronto intervento.
Parliamo di una tecnologia che non è nuova, ma col payload Echo SAR le potenzialità di questo modulo sono ora alla portata di droni di dimensioni più piccole, come anche diversi modelli di quadricottero, velivoli meno complessi e più facilmente utilizzabili rispetto a quelli ad ala fissa.




