Effettuare riprese emozionanti con un drone nel contesto di Civita di Bagnoregio, un borgo mozzafiato in provincia di Viterbo. E’ possibile farlo legalmente senza infrangere alcun regolamento, ma occorre seguire una certa procedura.
Tutto questo perché dopo aver consultato la cartografia digitale presente sul portale www.d-flight.it consultabile gratuitamente previa registrazione, la situazione per la zona in oggetto è quella definita come Zona Rossa. In sostanza compare un disclaimer che avvisa che le operazioni con gli UAS, nuovo termine giuridico per identificare i droni, non sono consentite.
Zona Rossa ovvero Operazioni UAS non consentite, alias divieto di sorvolo con i droni, ma con qualche eccezione
Prima di addentrarci nei dettagli tecnici o meglio nelle procedure burocratiche da seguire che ci illustrerà Michele Caffagni che ha eseguito il sorvolo, dobbiamo spiegare che la terminologia “Zona Rossa”, ovvero divieto di sorvolo per i droni e usata frequentemente dagli addetti al settore, in realtà non è corretta.

Le Zone Geografiche sono certamente una novità introdotta dai regolamenti aeronautici europei suggeriti da EASA, ma che in realtà la nostrana ENAC aveva introdotto già nel “lontano” 2019.
Esistono fondamentalmente due tipi di Zona Rossa.
Quelle vicine agli aeroporti, che su D-flight.it sono indicate con altezza 0 metri. Per l’appunto furono definite dall’Ente Nazionale Aviazione Civile e che per brevità negano il sorvolo dei droni utilizzati nella categoria Open, dal momento che non è nemmeno possibile effettuare una richiesta di autorizzazione.
Domanda che invece è possibile inoltrare se le l’operazione è svolta nel contesto della categoria Specific, presentando opportuna documentazione di calcolo dei rischi e altre mitigazioni del rischio che non sono lo scopo di questo articolo.

Le altre Zone Rosse, che invece sono l’anima di questo scritto, sono quelle per lo più istituite da Enti governativi, civili o militari che abbiano espressamente richiesto una segregazione dello spazio aereo.
Ad esempio le Prefetture di molte grandi città italiane, hanno istituito della “Zone Rosse”, entro le quali per poter volare, occorre ottenere un esplicito consenso da parte delle stesse per motivi di tutela della pubblica sicurezza.
Un altro esempio, come nel caso di Civita di Bagnoregio, di cui parleremo in questo articolo, consiste nella richiesta di segregazione richiesta dalla Aeronautica Militare per esercitazioni aeree.
La Circolare ATM-09A che limita il sorvolo dei droni UAS e viene riportata su D-Flight.it
Per completezza di informazioni, nella circolare ATM-09A sono indicate altre limitazioni di altezza per il sorvolo con gli UAS (droni) che sono puntualmente riportate nella cartografia mostrata su D-flight.it e che hanno colorazioni e limiti diversi che partono da:
Zona ROSSA 0 metri
Zona ARANCIO: 25 metri
Zona GIALLA: 45 metri
Zona AZZURRA 60 metri
Zona BIANCA 120 metri. Altezza massima consentita da tutti i droni. Salvo richieste ulteriori per operare nella categoria Specific.
Maggiori informazioni sulla circolare ATM-09A e le zone geografiche di tipo: P= Proibita, R= Regolamentata o D=Pericolosa, sono ottenibili consultando questo nostro articolo.
Entrando nel vivo dell’argomento lasciamo la parola a Michele Caffagni, trentunenne padovano trasferito a Roma, che ha realizzato le belle riprese fruibili nel video in testa a questo articolo che ci spiegherà quale sia stato il suo iter per conseguire gli opportuni permessi e quali consigli voglia elargire ai nostri lettori.
Articolo di Michele Caffagni
Prima di tutto, vorrei fare una piccola premessa, sono operatore e pilota di droni e posso dire che è un lavoro molto impegnativo.
La normativa di riferimento non è molta ma bisogna saperla alla perfezione per potersi muovere in questo settore. Alcuni hobbysti sostengono che sia più facile per un professionista organizzarsi con le tempistiche imposte, ma spesso si perdono molti clienti per i permessi o per la burocrazia, sempre confusa in cui ognuno difende il proprio “orticello”.
Per ovviare a molti problemi in merito si rende necessario molto studio ed è obbligatorio un costante aggiornamento sulle novità del settore, unito ad una precisione ed organizzazione molto rigide.
Quali documenti ho prodotto e dove mi sono documentato per volare in zona rossa a Civita
Civita di Bagnoregio si trova nel territorio del Comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.
In genere pianifico sempre i miei voli secondo una scaletta precisa e sempre con 10/15 giorni di preavviso, dati dalle tempistiche previste ma anche per avere modo di gestire gli imprevisti dell’ultimo minuto.
- Per prima cosa, come prevede la normativa, sono andato a verificare la cartografia di D-Flight che ovviamente riporta zona rossa. La zona di riferimento è la R53/D – Viterbo, di competenza dell’aeroporto militare dell’Aeronautica.
- Appena verificato il nome della zona, sempre come riportato su d-flight, ho verificato la cartografia aeronautica su AIP, presente sito di libera consultazione di ENAV.
Qui ho trovato le indicazioni: (per poter visualizzare gratuitamente la cartografia AIP occorre essere utenti registrati)
In termini più semplici, significa che la zona è permeabile (sorvolabile) sabato pomeriggio e domenica per tutto il giorno. - Infine, ho controllato la presenza di Notam, [Leggi la Guida su come reperire e leggere i Notam] che non risultavano presenti per la data prevista.
- Essendo io molto attendo alla sicurezza aeronautica e consapevole che a volte, senza preventive comunicazioni, possono sussistere problematiche di ordine e sicurezza pubblico (es. gen. Manifestazioni) ho deciso di chiamare telefonicamente la prefettura di Viterbo.
Dopo aver parlato con il funzionario, mi è stato confermato che non ci fossero problemi di ordine pubblico ma mi hanno invitato a sentire comunque l’aeroporto militare per ulteriori conferme.
Ed ecco che, dopo una breve ricerca su internet, mi sono trovato a parlare con la torre di controllo dell’aeroporto e con la centrale operativa delle missioni aeree.
Entrambi si sono dimostrati molto cortesi e collaborativi e hanno molto apprezzato la chiamata, sottolineandone l’importanza dal punto di vista aeronautico. - In aggiunta a tutto questo, su AIP risultava scaduta la zona su Civita con data 31/12/2021.
Per avere una conferma ufficiale della scadenza, ho contattato telefonicamente la direzione aeroportuale Lazio che, verificata la situazione e l’assenza di Notam in merito, ha confermato che la zona non è più attiva e che, anche se risulta presente su d-flight e secondo ATM 03C, risulta permeabile. - A questo punto ho stilato una breve, ma dettagliata analisi del rischio, indicando: orari, droni utilizzati, assicurazioni, dispositivi di protezione, dispositivi di sicurezza (cassetta di pronto soccorso ed estintore) e,unitamente ai miei documenti, agli attestati e ai documenti relativi ai droni.
- Ho inviato tutto alla prefettura, al comune di Bagnoregio e, in copia per conoscenza, ad ENAC, mettendo tutti a conoscenza della situazione.Qualche giorno più tardi ricevo una telefonata dalla prefettura che voleva accertarsi che avessi tutto in regola, che fossi a conoscenza delle problematiche di pubblica sicurezza e per informarmi, ovviamente, di non volare su assembramenti. Rassicurati che fossi a conoscenza delle procedure, mi hanno confermato che, anche se non necessario, erano contenti di essere stati informati e che la documentazione inviata fosse dettagliata e adeguata allo scopo.

Purtroppo qui iniziano le prime complicazioni:
Ho ricevuto una PEC dal comune di Bagnoregio che mi informava della presenza di un’ordinanza che vieta il sorvolo con drone, per motivi di sicurezza. (Avevo indicato come orario indicativo anche il pomeriggio)
Dato che Civita è una meta molto turistica, come è immaginabile, riceve molti visitatori e i droni possono costituire un potenziale pericolo, specialmente per lo stretto passaggio che collega Civita al resto di Bagnoregio.
Mi è stato consigliato di volare in settimana, quando il flusso di turisti è sicuramente minore.
Ho dovuto rifiutare perché avendo verificato le AIP [Clicca qui per approfondire e imparare “Come leggere la cartografia AIP“] e conoscendo la normativa, avrei dovuto chiedere un Notam per la presenza dell’aeroporto, con un notevole aumento dei costi e un protrarsi quasi infinito dei tempi, come previsto dalla ATM 09A in questi casi.
Dopo aver più volte parlato con il comandante dei vigili urbani, sono venuto a conoscenza di molteplici e spiacevoli avvenimenti relativi ai droni, come un atterraggio di un drone (probabilmente un Phantom) davanti alla biglietteria in pieno giorno o di sorvoli selvaggi dal bellissimo belvedere sulle persone che vanno e vengono da Civita.
Spiegando che non è mia intenzione provocare incidenti e sottolineando più volte l’evidenza che, avendo ottenuto il CRO presso un centro di addestramento, sono sicuramente in grado di condurre i droni in “operazioni critiche” (anche se come sappiamo non esiste più questa differenza) e che ho voluto comunicare le mie intenzioni proprio perché non ho nulla da nascondere ma anzi, desidero operare nel pieno della collaborazione e della comprensione delle difficoltà del luogo.
Ci siamo accordati sull’orario su mia insistenza e ribadendo che l’ordinanza, sebbene giustificata da evidenze sulla sicurezza, non risulta compatibile con quanto espresso da ENAC.
Sentito il parere del sindaco, mi è stato così concesso il volo ma solo dalle ore 07.00 alle ore 09.00.
Arrivati sul posto, come da accordi preventivi, ho subito telefonato alla centrale operativa dell’aeroporto militare comunicando l’inizio delle operazioni di volo e rassicurando che, come da cartografia, l’altezza massima prevista risulta 120m AGL.
Mi sono recato a Civita con Mark, pilota di FPV, a cui ho fatto da osservatore come previsto dal regolamento.
Dopo aver fatto le prime riprese dal belvedere della zona della biglietteria e della camminata, tutto a vista in VLOS, ci siamo avvicinati a Civita a piedi.
Ci siamo trovati in una situazione perfetta per la sicurezza ma anche molto particolare: Civita era deserta.
Questo ha permesso il volo in sicurezza per le vie del paese, sempre segnalando la nostra presenza e sempre con volo VLOS regalandoci quindi delle riprese mozzafiato.
Conclusa la sessione dei voli, ho chiamato di nuovo la centrale operativa per comunicare il termine dell’operazione e, dopo avermi ringraziato, hanno confermato la presenza di altri velivoli che erano stati informati della mia presenza e quindi invitati a tenere quote più alte.
Infine, raggiunta la mia auto, si è accostata anche una pattuglia della polizia locale che, vista l’attrezzatura, mi ha chiesto: “siete i ragazzi che hanno chiamato per il drone?”
Sorridendo e ringraziando ho confermato e salutando ho avvisato che avevo appena finito tutto, rispettando così gli orari richiesti.
Alcune conclusioni finali, sono ora d’obbligo
Sottolineo che l’organizzazione, la conoscenza delle normative e la buona comunicazione con gli enti, specialmente in casi particolari come questo, sono fondamentali sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista della riuscita dell’operazione.
Essere un professionista nel settore serve per dare un valore aggiunto alla sicurezza ma anche per un hobbysta che rispetti tutte le prescrizioni normative, è possibile volare a Civita.
L’orario è stato perfetto sia dal punto di vista della operazioni di volo che dal punto di vista dell’afflusso dei turisti: dato che non c’era nessuno è stato possibile effettuare delle riprese particolari e senza costituire un pericolo per nessuno.
Alla fine, capito che ho voluto fare tutto in modo trasparente, anche la polizia si è dimostrata collaborativa e interessata, anzi ci ha tenuto a spiegare il motivo delle molte preoccupazioni (incidenti nelle vie strette, ferimenti, sorvolo su assembramenti sul camminamento, atterraggi sconsiderati con relativo abbandono del mezzo, etc…) e quindi, non sapendo come fare, hanno pensato di ricorrere allo strumento più logico per un comune. Non per vietare il volo, ma per mettere un freno alla moltitudine di “ piloti “ selvaggi ed abusivi. (Oltre che sconsiderati)
In sostanza e per concludere, suggerisco di informarsi bene sulla presenza di eventuali divieti o limitazioni al volo con i droni. Abbondare con le comunicazioni (anche telefoniche) con gli Enti preposti al controllo al fine di scongiurare il pericolo di incrociare altre attività non previste o meno apparenti.
E in ultimo, una vola che si sia controllato che ci sono tutti i presupposti per poter volare in sicurezza, insistere per far valere i propri diritti.




