USA: Sceriffo cowboy nei guai per aver usato il drone della contea per radunare il bestiame

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Curiosa disavventura legale per lo sceriffo di Ogden, paesino di 2 mila anime nello Iowa. Un vicino gli aveva chiesto aiuto per recuperare 24 vacche scappate per le sconfinate praterie che caratterizzano lo Stato che ha dato i natali a John Wayne. Lo sceriffo ha pensato bene di usare il drone della contea per correre dietro alle mucche. E il drone ha svolto egregiamente il suo lavoro, recuperando 19 ruminanti su 24, prima di finire su un albero riportando danni per 300 dollari. Un “favore” che ora può costare caro allo sceriffo, ma a cui era difficile dire di no, visto che il vicino, un certo Chet Hollingshead, è un notabile della contea (un County Supervisor, un funzionario pubblico che fa le pulci agli organi del governo degli Stati Uniti nelle contee dello Iowa, ufficio dello sceriffo compreso, e da qui si capisce bene che rispondergli “no Chet, te lo scordi” sarebbe stato poco igienico per il povero sceriffo) e aveva chiesto l’intervento aereo per “ragioni di sicurezza pubblica“.

Sia mai che 24 mucche a spasso per la prateria possano diventare un rischio enorme, magari un rischio fin peggiore di un drone tra le mani dello sceriffo, più avvezzo al lazo e alla Colt che non agi stick.

Ma la sfortuna si è accanita sul povero sceriffo emulo del più famoso conterraneo John Waine, che mentre litigava con l’albero per tirare giù il drone, si è visto sfilare sotto il naso tre ragazzini scappati dalla cella in cui erano in custodia: chi ha visto almeno un film western in vita sua, sa benissimo che tra i compiti dello sceriffo c’è quello di vigilare sui detenuti nella cella dell’ufficio, tenendo sul tavolo ben in vista gli stivaloni con lo sperone d’argento e roteando le chiavi di ferro della cella. Mentre non si è mai visto uno sceriffo a caccia di bovini con il drone, in effetti.

John Wayne, lui sì che era uno sceriffo serio, whisky e colt, altro che drone e radio

John Wayne, lui sì che era un cowboy come si deve, lazo, non radio

Invece che finire a tarallucci e whisky nel saloon, la vicenda è finita sl tavolo del procuratore della contea, Daniel Kolacia, che ha stigmatizzato duramente l’operato dello sceriffo. Che ora rischia sanzioni disciplinari più per l’uso privato del drone che non per la fuga dei ragazzini, di cui non sappiamo nulla, né i nomi né di cosa erano accusati (sarebbe divertente se i tre birbanti fossero dentro per aver fatto pasticci con un drone anche loro, ma appunto non sappiamo assolutamente cosa avessero combinato, probabilmente nulla di grave se erano al fresco nella piccola cella dello sceriffo invece che al riformatorio).

Lo sceriffo si difende sostenendo che l’Operazione Vacche rientra nei suoi compiti di pubblico ufficiale. Ma un po’ a coscienza sporca ce la deve avere, visto che ha promesso di non usare più il drone d’ordinanza per ragioni bovine e anche di pagare di tasca sua i 300 dollari di ciano e pazienza che serviranno a rimettere in volo l’aeronautica della Contea. Insomma, non possiamo che chiudere con una celebre battuta di John Wayne: “La vita è dura. Ed è ancora più dura se sei stupido.”

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