FrSKY Taranis: Abbiamo intervistato uno dei creatori del radiocomando del secolo

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DroneZine Intervista Romolo Manfredini, lo sviluppatore italiano che ha contribuito a creare la più attesa trasmittente modellistica del secolo. “Una radio di gran marca mi ha distrutto un modello che amavo. La Taranis è la mia vendetta” ci confida.

AGGIORNATO il 1/7/13

Pensa a una radio a 16 canali, che possono diventare 32, completamente programmabile con un software open source sviluppato dalla comunità degli aeromodellisti per gli aeromodellisti. Pensa a una telemetria che dice la quota del tuo drone, in italiano, con la precisione di 10 centimetri. Pensa a una ricevente s-bus che ti permette di usare un solo cavetto per gestire pan, tilt e comandi della telecamera di bordo connettendo un solo cavetto. Pensa a un sistema di failsafe che in caso di perdita di segnale riattiva automaticamente il retrurn to home. Pensa di avere potenziometri cuscinettati di altissima qualità, sviluppati dalla stessa azienda che produce per Futaba, ma con specifiche leggermente superiori a quelli dell’ammiraglia giapponese T14 MZ. E adesso apri gli occhi, e guarda il prezzo: meno di 200 euro. Un terzo di quello che costa una radio paragonabile. Sempre che se ne trovi una davvero paragonabile.

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Romolo Manfredini al Monte Cucco

Una radio cinese dunque, ma con un cervello europeo, anzi, italiano: gran parte del lavoro di sviluppo del software open source è stato sviluppato da un gruppo di esperti internazionali, tra cui Romolo Manfredini, appassionato aeromodellista e genio dell’elettronica. Che ha curato parte del software della radio, Opentx, e in particolare l’interfaccia col pc: il software companion9x, l’applicazione che consente di programmare e testare un modello direttamente sul computer. Così quando tutti i movimenti simulati dei servi , le fasi, le miscelazioni eccetera eccetera ci convincono possiamo trasferirli alla radio. E possiamo fare anche l’inverso, cioè fare il backup di un modello in memoria della Taranis sul computer di casa, così possiamo farci una libreria infinita di tutti i modelli possibili e immaginabili e caricare sulla radio solo quelli che ci vogliamo portare al campo.

Abbiamo incontrato Manfredini al Monte Cucco, dove raccoglieva sguardi di ammirazione e malcelata invidia dal fior fiore degli aliantisti RC richiamati dall’annuale raduno Fiam, che ascoltavano stupiti e ammirati la sua radio che ogni cinque secondi pronunciava in perfetto italiano la quota del suo aliante. E all’occorrenza, con un clic su uno switch, passava ai classici toni acuti/gravi del variometro, che con precisione impressionante gli diceva se il modello saliva o scendeva a seconda dell’ondivagare di dinamiche e termiche.

Romolo, sarai diventato ricco sviluppando il software di una radio che sta diventando rapidamente un oscuro oggetto del desiderio.

“Vedi che non capisci niente?” sospira lui. “Il software è open source. Vuol dire che è mosso dalla passione e dal volontariato”.

Ma davvero i cinesi di FrSKY non ti hanno dato una lira?

“Dei perfetti sconosciuti mi hanno mandato sovvenzioni per un migliaio di euro su PayPal. Gente abituata a riconoscere il valore dell’open source e dello shareware. Ma da FrSKY non mi aspettavo, e non ho ricevuto, nulla”.

E allora, scusa, ma chi te l’ha fatto fare di farti un mazzo simile?

“Da ragazzo ho avuto una sola radio blasonata, di una nota marca giapponese. Costava come due mesi di stipendio di mio padre, che me l’ha regalata conoscendo la mia passione per il modellismo. E per colpa di quella radio ho perso un modello a cui tenevo tantissimo, un pulsoreattore che mi era costato un anno di lavoro. La Taranis è la mia vendetta”.

Quindi è per questo che costa poco? Perché il software è open source e a te non viene in tasca nulla?

“Costa quel che costa perché quello è il suo valore. Il costo industriale di ogni Taranis è 90 dollari. I potenziometri, uno dei fiori all’occhiello che tutti le invidiano, sono fatti dalla stessa azienda che produce per Futaba. Solo che le specifiche di Taranis sono leggermente superiori a quelle richieste per la T14 MZ, che qualche critica l’hanno ricevuta. Provali”. Romolo mi passa la radio in mano. Io preferisco molle più dure, ma non ho dubbi che si possano regolare. Preferenze personali a parte, sono impressionanti, fluidi e morbidi che piano muoversi sul velluto. “Prova a dire quanto costano a FrSKY questi potenziometri” mi sfida. Balbetto qualcosa. “Cinque dollari” sorride lui togliendomi dall’impiccio di sparare cifre a caso. “Cinque dollari” ripete, tanto per essere sicuro che io abbia capito bene. Ho capito benissimo. La Taranis non è molto sexy, ha un’estetica anonima e molto datata. Ma in mano è leggera come una piuma, ha un display retroilluminato di ottima qualità, e i potenziometri sono una bomba. Un po’ di più si poteva fare per levette, slider, interruttori e soprattutto pulsanti e pod, che sono piuttosto cheap. Ma le innovazioni stanno dentro la scatola, non certo fuori.

Ma la radio di serie (che comprende anche valigetta di alluminio e ricevente) ha già questa magia di raccontarti a che quota viaggia il tuo modello, se sale o se scende eccetera eccetera?

Romolo scuote la testa con aria di compatimento e toglie dalla valigetta un coso grande più o meno come una chiavetta USB. “Ci vuole il sensore. Questo FrSKY costa venti euro”.

Capisco perché la vogliano in tanti. Certo che vi siete fatti pregare, della Taranis si parla da un anno e solo ora stano cominciando ad arrivare nei negozi. Col contagocce, oltretutto.

Romolo sorride come quello che la sa lunga, e prende in mano la ricevente. Una bella ricevente nera, compatta, con lunghe antenne a 2.4 GHz. “Questa è stata la causa del ritardo” dice.

La ricevente?

“No, le antenne. I prototipi avevano antennine corte. Molto belle, ma impossibili da tirare fuori dalle fusoliere in carbonio. Le abbiamo volute lunghe e abbiamo anche cambiato le specifiche dei connettori, per scongiurare l’eventualità di falsi contatti. Tra rifarle e certificarle, sono passati i mesi.

E’ stato difficile far nascere la Taranis? Qual’è la cosa che ti ha fatto più disperare?

“Alla fine la Taranis è un port del sistema operativo open source per radiocomandi opentx su un hardware differente (infatti equipaggia anche la “piccolina” di casa Turningy, la 9x). La cosa più difficile è stata cercare di fare un insieme di funzioni coerenti e che avessero una logica di programmazione comune. Ma lavorando insieme a persone del calibro di Frank Aguerre e cercando di ascoltare e filtrare i suggerimenti/lamentele di tutti i modellisti non è stato poi così difficile.

Cos’è che ti piace di più della Taranis?
“Beh,  ogni scarraffone è bello a mammate soia… comunque di opentx la cosa che mi piace di più è la programmazione a mix liberi. A un primo approccio sembra complicare la vita al modellista. Ma una volta entrati nella logica, è splendida. In pendio ho aggiunto il controllo degli alettoni a mo di flap e diruttori in due secondi usando solo l’interfaccia della la radio, non il pc. Per quello che riguarda l’hardware, mi piacciono tantissimo sia gli stick sia il display, sempre ben  visibile anche sotto il sole del pendio e la sera al ristorante grazie ad un ottima retroilluminazione.

Ci sarà pure qualcosa che non ti piace, neh?

“Avrei voluto un rotary encoder e qualche trim in più. Ma non si può avere tutto”.

Dovessi definire la taranis con una sola parola?

Semplicissimo! “la RADIO”

(il maiuscolo è suo, io mi dissocio. Firmato: il redattore)

Senti, ma con tutti i bei nomi che ci sono al mondo, perché l’avete chiamata proprio Taranis?

“Taranis era il di del tuono dei Celti. E stai certo che farà un bel rumore”.

CeLto. ne sono convinto.


Caratteristiche salienti:

9 fasi di volo
64 mix liberi attivabili su fasi multiple
differenziali ed esponenziali o curve applicabili ad ogni mix
ritardi e rallentamenti applicabili ad ogni mix.
24 dual rate exponenziali e curve associabili a fasi multiple.
32 switch logici
32 funzioni programmabili
Totalmente telemetrica
Sintesi vocale e variometro incorporati nel software
Log dei dati telemetrici.
60 modelli in memoria, infiniti utilizzando la SD
Nessuna bocchetta per il caffè (purtroppo)


Il team che ha sviluppato la Taranis:

Bertrand Songis (opentx)
Mike Bradford (hw guru)
Andre Bernet (hw test)
Romolo Manfredini (companion9x, opentx)

Technical writing:
Federico Crivellaro  (manuale in italiano)

 

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