Usa: Il matrimonio con il drone finisce male, ospiti ferite chiedono i danni allo sposo

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Fare le riprese matrimoniali con il drone richiede professionalità, attenzione e ferreo rispetto delle regole, soprattutto quelle sui buffer e le distanze di sicurezza necessari perché l’operazione sia non critica. Ci vuole un fotografo professionista con attestato di pilota di droni. A improvvisare col fai da te si rischia grosso, come ha scoperto a sue spese uno sposo americano

ssCome rovinarsi la festa con un drone e passare guai a non finire. Pessima avventura per lo sposo americano Barry Billcliff, che invece di dedicare le sue attenzioni alla sposina ha pensato bene di immortalare con un drone il giorno più bello della sua vita, che è diventato presto un giorno da dimenticare. Ma andiamo con ordine.



Barry e signora  avevano scelto una location molto esclusiva, lo Searles Castle, un “castello” falso come una moneta da tre euro visto che è una riproduzione di un castello di epoca Tudor costruito nel 1915, ma molto “in” per i matrimoni kitsch, quelli che di un drone che passa sulla crapa degli invitati non possono proprio fare a meno. E secondo l’accusa sulla testa degli ospiti ha deciso di volare lo sposo, solo che ha perso il controllo del mezzo andando a sbattere violentemente contro due signore invitate alla cerimonia. Causando loro danni non da poco: commozione cerebrale, fratture al naso e all’osso orbitale per una invitata, Kelly Eaton, e 20 punti di sutura e altra commozione cerebrale per la seconda vittima, Kneena Ellis.

Lo sciagurato volo è avvenuto in agosto, ma solo ora il caso è finito in tribunale. Dove sia lo sposo sia il gestore del “castello” sono stati accusati di “negligenza”, oltre a dover rispondere dei danni in sede civile: una accusa che assomiglia per molti versi al delitto di “lesioni colpose” del nostro ordinamento. Lo sposo per aver volato, il castello per non aver impedito che lo sposo facesse sciocchezze. In effetti secondo quanto si è appreso il vicepresidente della società che gestisce il castello, Scott C. Robb, ha detto allo sposo che non avrebbe potuto volare con il drone sugli invitati, in quanto illegale, ma lo sposo non gli avrebbe dato ascolto.

Ancora più curiosa la testimonianza dello sposo, che sostiene di non essere stato ai comandi del drone quando è successo il pasticcio, ma di essere i mezzo agli invitati. Che il castello americano finto abbia anche un fantasma di plastica che si diverte a volare sulla gente? Uh, a proposito, in inglese “fantasma” si dice Phantom. Sarà un caso?

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