DJI il produttore di droni consumer, prosumer e professionali, ha recentemente annunciato di avere una lista di 7 droni approvati dalla Federal Aviation Administration statunitense per l’emissione della identificazione remota (Remote Broadcast ID).
Come previsto tra l’altro dal regolamento europeo, anche negli Stati Uniti il cui spazio aereo è gestito dalla FAA, i droni prossimamente dovranno emettere un segnale aperto e decodificabile da chiunque, con l’identificazione remota del drone.
Una specie di “targhino elettronico” univoco che permette a chi si trovi nei paraggi di sapere per l’appunto quale sia questo numero unico.
Un sistema semplice con una emissione di radiofrequenza nella banda del WiFi, quindi facilmente accessibile da smartphone e tablet, oltre che da computer portatili o fissi, che i droni DJI trasmetteranno con modalità ben precise, al fine di farsi riconoscere.
La lista dei 7 droni prodotti da DJI incorpora questi modelli:
- Mini 3 Pro
- Avata
- Aria 2S
- Mavic 3
- Mavic 3 Cinema
- M30
- M30T
Compatibilità garantiti con futuri aggiornamenti
Attualmente non tutti i droni sopra elencati sono conformi a requisiti per la Identificazione Remota richiesta dalla Federal Aviation Administration, ma gli operatori dei droni in oggetto, potranno abilitarla semplicemente aggiornando i firmware via via che saranno disponibili.
La lista dei droni DJI compatibili con il Remote Broadcast ID sarà pubblicata sul portale della FAA.
La data ultima per incorporare questo sistema di riconoscimento remoto per gli Stati Uniti è stabilita nel 16 settembre 2023. [Saranno comunque ammesse altre modalità di volo. Approfondire l’argomento su questa pagina]

Identificazione remota dei droni: FAA in leggero vantaggio, EASA seguirà a breve
La questione Remote Broadcast ID interessa ovviamente anche il vecchio continente, perlomeno i Paesi aderenti ad EASA, dato che il regolamento europeo prevede che i droni in volo dovranno essere dotati di Identificazione remota.
DJI da diverso tempo ha introdotto la possibilità di emettere questo identificativo e molti piloti di droni avranno visto apparire o sparire tale voce nelle impostazioni delle applicazioni di controllo.
Scriviamo apparire e sparire perché di fatto, a seconda degli aggiornamenti del software delle applicazioni, era possibile attivare o disattivare l’Identificazione Remota dei droni più recenti.
E’ opinione comune che il Remote Broadcast ID, sarà un piccolo passo in avanti per la Sicurezza Aerea, dotando quindi i piccoli voli civili, di un sistema che ne permetta l’identificazione e scoraggi i comportamenti irresponsabili alle volte compiuti per mera disinformazione, da parte di molti piloti.



