Sebbene al giorno d’oggi ci sentiamo più che mai iperconnessi grazie ai nostri smartphone, non va dimenticato che, anche nelle nazioni più tecnologicamente sviluppate, esistono ancora diverse zone dove il segnale non c’è. Si tratta generalmente di aree remote e scarsamente popolare, dove costruire l’infrastruttura necessaria sarebbe più difficile e dispendioso, in molti casi persino antieconomico in rapporto all’utenza da servire.
L’assenza di segnale in queste zone viene spesso accettata come fosse un effetto collaterale tutto sommato accettabile, ma se si verificasse un’emergenza in una zona di questo tipo, coordinare e svolgere in modo efficace le operazioni di ricerca e soccorso diventerebbe inevitabilmente un problema serio. Per questo motivo, come riporta la BBC, in Galles stanno pensando di usare dei droni appositamente equipaggiati con delle antenne 4G o 5G da far decollare in caso di bisogno per portare la rete mobile nelle zone in cui non arriva. In questo modo chiunque avesse bisogno di contattare il numero unico per le emergenze (il 999) sarebbe in grado di farlo, ricevendo assistenza per se stesso o aiutando le squadre di emergenza.
Per far sì che questo avvenga, ovviamente il drone dovrebbe essere abbastanza vicino affinché il segnale della sua antenna venga captato dal dispositivo mobile dell’interessato, ma non è detto che la rete mobile generata dai droni sia in grado di reggere il carico di tutti i dispositivi presenti, perciò, a seconda del loro numero, il servizio potrebbe essere limitato solo a una parte di essi, ad esempio a quelli delle sole squadre di intervento.
Naturalmente poter contare o meno su una tecnologia così utile come la connessione di rete mobile può fare tutta la differenza del mondo in termini di percentuali di successo nel salvare vite in caso di incidenti, catastrofi o altre emergenza.
Jeremy Howitt, consulente presso lo Snowdonia Aerospace Centre (dove si lavora a questo progetto), ha fatto sapere che lo sviluppo va avanti da 18 mesi e che la speranza è di iniziare i test durante la primavera del prossimo anno. Al momento, il prototipo è in grado di restare in volo ed offrire il servizio di rete mobile per circa 3 ore, ma l’obiettivo è quello di riuscire ad estendere notevolmente la durata, grazie anche alla partnership con l’azienda di telefonia mobile inglese Virgin Media O2, tra i principali finanziatori del progetto (che ha finora richiesto 500mila sterline per sviluppare l’idea e che richiede altrettanti fondi per passare alla fase successiva).




