Operazioni Specific, più di 1 drone in volo contemporaneamente

“Forse non tutti sanno che“, potremmo iniziare con una frase molto comune questo articolo che parla di volo simultaneo di UAS o droni.
Infatti in molti non sapranno che nelle operazioni condotte con i droni nella categoria Specific nel contesto degli Scenari Standard nazionali, un solo drone può effettuare una missione nello area geografica da lui impegnata
.
Ce ne parla Simone Dall’Asta di DL Droni che a Drones Beyond 2022, in collaborazione sinergica con DroneBase, ha eseguito una dimostrazione di volo con più UAS nello stesso spazio aereo operativo.

“La normativa vieta la presenza di ulteriori droni oltre al primo durante l’esecuzione di una missione in scenario standard. – ci scrive Dall’Asta“In rispondenza alle regolamentazioni vigenti abbiamo predisposto le richieste di autorizzazione operativa ad ENAC allegando relativa analisi del rischio SORA per ogni UAS, collaborando con Eurousc Italia Srl

Come operatore abbiamo garantito la corretta separazione degli UAS durante la multi-missione.”

DZ – La gestione della area di missione, chiamiamola in questo modo chi la deve fare?

Dovrebbe occuparsene D-Flight della separazione degli UAS”, – prosegue il responsabile di DL Droni – “ma al momento non è in grado di farlo. Quindi deve essere l’operatore a garantire la separazione dei droni in volo.”

DZ – A vostro avviso, pur trattandosi, da quello che si sembra di capire, che sia stata un missione o una dimostrazione abbastanza semplice, perché la ritenete tanto importante?

“E’ stata la prima volta in Italia, tant’è che ci hanno seguito sia il colonnello Elio Volpari di ENAC, sia i responsabili di D-Flight, installando un tracker (Pollicino), con il quale hanno monitorato la posizione dello UAS gestendoci verso lo spazio esterno ovvero eventuali  aeromobili manned.
Noi ci siamo gestiti nello spazio interno, gestendo le telemetrie dei droni e la separazione tra gli stessi, evitando accuratamente ipotetiche collisioni.”

immagine di flotta droni specifi

DZ – E dal punto di vista autorizzativo, quali documentazioni avete presentato?

“Grazie alla collaborazione con l’ingegner Marco Ducci di EUROUSC abbiamo presentato un documento con una analisi  SORA per ogni drone. Inoltre era presente un link radio alternativo, per ogni terminatori di volo installato su ogni UAS, in sostanza prendendoci completamente la responsabilità della separazione dei droni nello spazio aereo impegnato da entrambi.”

Questo il video della dimostrazione a partire dal time code 6:17:27

Sempre nel contesto dell’evento pugliese Drone Beyoind 2022 svoltosi a Bari gli scorsi 17 e 18 novembre, organizzato da Distretto Tecnologico Aerospaziale scarl, è stato possibile osservare una demo di delivery di merci con i droni a cura di Dronebase.

Fabio de Matteis, ceo di Dronebase, racconta di come affrontino le missioni di delivery, ovvero di consegna di merci con gli UAS. Non si tratta naturalmente di consegna di pacchi all’utente finale provenienti da shop online, ma principalmente del trasporto di beni di prima necessità o medicinali urgenti, magari in zone impervie e difficilmente raggiungibili.

I mezzi utilizzati per queste missioni, oltre ai classici droni multirotori, sono anche e soprattutto, specialmente per missioni a lungo raggio aerei ad ala fissa a decollo e atterraggio verticale; che in gergo tecnico sono definiti come VTOL.
immagine di uas vtol dronebase

De Matteis spiega anche come il loro sistema di Drone in a box, permetta di controllare grazie ad un centrale remota, una flotta variegata di droni, sparsi sul territorio e connessi tra di loro, con missioni completamente autonome.
“L’ultimo che abbiamo posizionato, ora lavora sulla Marmolada, dove c’è stata la slavina a luglio, per monitorare il fronte della montagna. A quota 3200 metri è stata una bella scommessa, riuscendo ad adeguare il sistema a quell’ambiente operativo.

immagine di cabina regia foltte di droni

 

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