Con il drone nel cratere delle Corvette

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I tecnici del tribunale usano droni per scoprire le cause del terribile cratere che si è aperto il 12 febbraio scorso sotto al National Corvette Museum del Kentucky, inghiottendo otto auto rarissime.
“Il drone ha dimostrato che la causa era una caverna sotterranea sconosciuta, un fenomeno di carsismo” ha detto la portavoce del museo, Katie Frassinelli.

Il drone della Western Kentucky University è entrato in azione il giorno stesso dell’incidente, che non ha causato vittime ma solo danni ingentissimi. Il museo, costruito vent’anni fa e costato 10 milioni di dollari, è stato ampliato nel 2009 per un importo di altri 10 milioni. Il cratere ha circa 13 metri di diametro de è profondo ben 10 metri.

Tra le auto distrutte si conta una ZR1 Spyder del 1993 e una ZR1 del 2009, una ‘Vette classica del ’62 e la milionesima Corvette prodotta del 1992. “Non è raro che si aprano voragini nel Kentucky” dice Frassinelli. “Ma è davvero inusuale che ci sprofondi dentro un museo”.

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