Essendo sulla lista nera del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, il gigante di Shenzen non ha potuto partecipare al CES, il più importante evento al mondo per l’elettronica di consumo. E i competitor ne approfittano.
Dal lontano 1967, il CES (Consumer Electronics Show), gestito dalla Consumer Technology Association (CTA) americana è di gran lunga la più importante fiera al mondo dedicata all’elettronica di consumo: qui nel 1970 Philips ha presentato il primo videoregistratore a cassette, che costava “appena” 900 dollari di allora, e insieme a Sony nel 1981 ha svelato il primo CD-Rom. Nel 1979 un giovanotto di belle speranze di nome Bill Gates ha presentato qui il primo compilatore BASIC per Apple (!) al mondo, per poi tornarci nel 2001 a presentare la console Xbox e infine nel 2008 per annunciare il suo ritiro a vita privata.

Sempre al CES nel 1984 ha debuttato il Commodore 64. Persino il gioco Tetris, popolarissimo in quegli hanni ha debuttato al CES del 1988.
L’elenco potrebbe continuare, ma per quello che ci riguarda da vicino ricordiamo che qui Parrot ha presentato il prototipo del suo AR-Drone (era il 2010, ma sembra passato un secolo) e nel 2014 DJI ha presentato al CES diversi prodotti, tra cui l’Inspire 1.

Ma quest’anno DJI non ha potuto rinnovare l’appuntamento, essendo nella lista nera del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. E ne approfittano i competitor, compresi quelli cinesi, a cominciare da Autel che ha calato subito l’asso, presentando il suo drone termico Autel EVO Max 4T.
Gli indiani di Skye Air hanno invece scelto il CES per presentare la loro piattaforma di gestione del traffico per aeromobili senza pilota Skye UTM, una delle più avanzate al mondo, nata per minimizzare i rischi a terra affidando al sistema automatico la gestione del volo, e non manca chi, come ASKA, si porta avanti nel mondo ancora largamente inesplorato dei droni passeggeri, affermando anche che i preordini sono già aperti, a circa 800 mila dollari per esemplare.

Un po’ più con i piedi per terra, senza voli pindarici ma solidi voli con le eliche, al CES 2003 stand pieni di piloti e semplici curiosi per il debutto dell’attesissimo Sony Airpeak S1, che per circa 9 mila dollari promette di essere il drone più piccolo al mondo in grado di portare in volo una fotocamera α con obiettivo intercambiabile mirrorless full frame.
Invece Skydio ha incantato il pubblico con il suo Skydio 2+, che punta su batterie e autonomia migliorata, senza dimenticare quello che l’ha resa grande: l’intelligenza artificiale, che consente ai fotografi di impostare una traiettoria di volo che Skydio chiama KeyFrame. Fatto ciò, il software AI di Skydio prende il progetto e crea un percorso continuo della telecamera tra i punti definiti dal pilota. E una volta impostati i fotogrammi chiave è possinbile riprodurli in avanti o all’indietro, con la frequenza che si preferisce. Si può anche regolare la velocità di volo in base alle necessità, anche durante il volo. Il bello è che il sistema non usa il GPS ma solo le telecamere di bordo, consentendo il volo automatico anche dove non c’è segnale.
«Il nostro obiettivo durante lo sviluppo di KeyFrame era consentire a qualsiasi pilota, indipendentemente dal suo livello di abilità, di catturare movimenti complessi della telecamera in stile hollywoodiano che sarebbero impossibili in qualsiasi altro modo» hanno detto i rappresentanti dell’azienda americana durante il keynote, «KeyFrame non sostituisce la creatività o la composizione umana, ma consente a un pilota di sbloccare scatti incredibili con pochi tocchi».
And the winner is…
Diverse tecnologie per droni hanno vinto i prestigiosi CES 2023 Innovation Awards:
DROW 4D Lapse: una applicazione basata sul Web che consente a qualsiasi drone di scattare foto di oggetti o edifici per la mappatura 3D, la gestione delle strutture o l’ispezione. Invece di impostare manualmente i waypoint, la traiettoria di volo del drone è automatizzata utilizzando l’intelligenza artificiale.
Skydio Scout: la tecnologia del produttore californiano che consente all’operatore di volare a una determinata distanza e altezza dallo Skydio Enterprise Controller o dallo Skydio Beacon mentre è in movimento, il tutto senza dover azionare manualmente il drone.
SkySafe Cloud: secondo i giudici, potrebbe essere un punto di svolta per capire dove volano i droni. SkySafe Cloud utilizza reti di sensori che possono coprire una intera città città per fornire alle organizzazioni i dati per rilevare, identificare, tracciare e analizzare i droni nel loro spazio aereo, senza la necessità di acquisire, installare o mantenere hardware costoso.




