La questione riguarda le moltissime aziende che vorrebbero usare i droni a lungo raggio, fuori dalla vista del pilota: tecnicamente si chiama BVLOS, Beyond visual line of sight, e prevede che i droni – per esempio quelli da usare per le consegne, ma anche per il soccorso alle persone in difficoltà – possano viaggiare anche dove il pilota non li vede più, con l’ausilio di telecamere di bordo che in tempo reale mostrano al pilota quel che vede il drone e software sofisticato.
Tale affascinante possibilità è prevista dai regolamenti europei per la categoria Specific, addirittura c’è uno scenario standard europeo, STS-02, dedicato solo a queste categorie di operazioni. Ma ci sono alcuni problemi tecnici e burocratici al momento insormontabili, e non solo in Italia ma in tutta Europa:
- Non esistono droni che siano certificati per queste operazioni, per lo meno in Scenario Standard, cioè che abbiano il marchio di classe C6;
- Non esistono corsi per poter prendere l’abilitazione al volo BVLOS;
- Ancora non si possono dichiarare operazioni in Scenario Standard BVLOS, e non lo si potrà fare fino al 1 gennaio 2024.
Al Tavolo Tecnico del 26 gennaio 2023, ENAC si dichiara ottimista, prevedendo che almeno per il secondo punto, la mancanza di corsi e relativi esami per il BVLOS, potrebbe essere superata entro la primavera, con la stesura dei syllabus specifici, per consentire alle scuole di volo (RE, Recognized Entities) di offrire i corsi già nel secondo semestre di quest’anno, utilizzando (esclusivamente per la didattica e per null’altro) droni non marcati C6 ma per il resto sostanzialmente aderenti alla classe C6.
E questo pur sapendo che le operazioni commerciali, cioè quelle che non sono esclusivamente didattica, in scenario standard europeo non potranno cominciare prima del gennaio 2024, ma intanto se l’ottimismo di ENAC sarà giustificato, già quest’anno i piloti potranno cominciare l’addestramento.
Ma per le scuole (RE) che vogliono farsi trovare preparate per l’inizio dei corsi il carico di lavoro è notevole. Per poter iniziare l’addestramento dovranno sviluppare documentazione aeronautica piuttosto voluminosa, lo scenario didattico dovrà essere coperto da PDRA S02, che è il più simile alle operazioni in scenario standard europeo.
E sul lato tecnico, il drone simil-C6 usato dalle scuole dovrà avere il terminatore conforme a MOC Light UAS.2511-01.
Robustezza media per ERP e operazioni

Non bastasse, a seguito di alcune novità interpretative in sede EASA, Le scuole dovranno modificare i manuali operativi, sia per quanto riguarda l’ERP, cioè il piano di risposta alle emergenze (quello che scatta dopo che il danno è fatto) sia le procedure operative, tutte quante: procedure normali, di emergenza e di contingenza, che come l‘ERP dovranno essere di livello di robustezza Medio secondo gli standard SORA.
Per quanto riguarda l’ERP, va notato che il suo compito fondamentale è la transizione tra operazione normale, emergenza e rientro nelle operazioni normali a danno già avvenuto. Ovviamente è improbabile che il rientro nelle operazioni normali possa riguardare il drone incidentato, ma si parla di rientro alla normalità del sito dell’incidente. In particolare, alla luce delle nuove disposizioni EASA, deve essere identificato un ERM – Manager della risposta all’emergenza, che ha la responsabilità di dispiegare il piano di risposta quando è necessario e un ERT-Team di risposta alle emergenze che deve metterlo in atto concretamente. Il piano EPP va testato, non basta dichiararlo nel manuale, e il team deve avere bene in mente quando applicarlo e come applicarlo, quindi deve essere creato un syllabus di addestramento con tutte le indicazioni per il personale coinvolto.
A proposito di incidenti, ricordiamo che in Specific vanno segnalate a ANSV tutte le occorrenze, anche un elica rotta, mentre in open solo gli incidenti
DOP
Anche per consentire a ENAC di fare i suoi controlli, quando finalmente si faranno operazioni BVLOS, occorrerà dichiarare su D-Flight data, ora e luogo dove si svolge l’operazione Specific, una specie di piano di volo per droni che di chiama DOP (Drone OPeration). Una nuova seccatura, dirà qualcuno, ma ma almeno in molti casi si eviterà di dover compilare un NOTAM. Il problema chiaramente è che al momento il portale D-Flight non consente di dichiarare i DOP.
ENAC ci informa di essere in contatto con D-Flight di aprire i DOP a breve, solo per le scuole di volo, che altrimenti dovranno comunque chiedere un NOTAM, che costa ma soprattutto dura al massimo 90 giorni, anche se prorogabili in una certa misura. Per tutti gli altri, l’apertura prevista per il DOP è il 1 gennaio 2024, quando si potranno dichiarare gli scenari standard europei.




