Negli ultimi tempi e soprattutto quest’estate abbiamo assistito a diversi casi in cui i droni hanno svolto un ruolo determinante nell’aiutare le forze dell’ordine a scovare attività illecite che mettevano a rischio l’ambiente. Le notizie più eclatanti sono state senza dubbio quelle relative alla lotta agli incendi, argomento sempre prioritario soprattutto in estate, alla quale i droni hanno contribuito persino individuando dei piromani (qui l’articolo sul piromane scoperto e poi arrestato in Calabria ad agosto).
Purtroppo però non sono solo gli incendi (in questi casi dolosi) a mettere a repentaglio l’ambiente e in generale la sicurezza del territorio e la salute di chi lo abita. E infatti i droni, adottati in modo sempre più diffuso dalle forze dell’ordine locali in tutta Italia, portano alla luce anche moltissimi casi di inquinamento illegale, spesso riconducibili a discariche abusive. Mesi fa vi avevamo segnalato un caso avvenuto nel bresciano, mentre questa volta la notizia, dei giorni scorsi, arriva dalla Sardegna e più precisamente da Capoterra, comune in provincia di Cagliari.
In questo caso, come riporta il sito LaNuovaSardegna, l’indagine operata dal Nucleo investigativo di Cagliari del Corpo Forestale ha permesso, grazie al drone, di scovare una discarica abusiva coperta da una rete oscurante e situata all’interno di una proprietà agricola, in località Sa Musciuriglia.
Nel dettaglio, si tratta di un terreno di 5.000 metri quadrati sul quale le forze dell’ordine hanno registrato la presenza di circa 180 metri cubi di rifiuti di vario genere, come ad esempio oli esausti, eternit, detriti di demolizioni, arredi vecchi, resti di giardinaggio e carcasse di auto. Non solo, perché gli investigatori hanno anche constatato la presenza di tracce indicanti l’attività periodica di combustione dei rifiuti sulla superficie del terreno. Un serio danno ambientale, insomma, tant’è che l’area è stata sequestrata e il titolare del terreno, un agricoltore locale, è stato denunciato per il reato di discarica abusiva.
Il Corpo Forestale ha così commentato “Il reato contestato prevede una pena dell’arresto da uno a tre anni e dell’ammenda da 5.200 a 52.000 euro, oltre ovviamente alla bonifica dell’area. Le discariche abusive costituiscono un reato di grave danno all’ambiente per gli effetti nel suolo e nelle, nonché di deturpamento del paesaggio. Il caso accertato è emblematico trattandosi di un azienda agricola trasformata per realizzare la discarica”.




