Si è appena conclusa l’edizione di febbraio del #dronezinecontest2024, il contest di fotografia aerea con drone che si svolge ogni mese con un tema diverso sul gruppo Facebook “Comunità Italiana Droni”.
Dopo l’esordio di inizio anno con il tema “Neve”, che ha visto trionfare Marco Novello, il tema assegnato ai partecipanti nel mese di febbraio è stato “Opere d’ingegneria” (quindi ponti e altre infrastrutture), una seconda edizione un po’ più “di nicchia” che ha visto invece protagonista la foto di Jonathan Filippi, che vedete come immagine di copertina di questo articolo).
Vediamo allora non solo di scoprire qualcosa di più sullo scatto, ma anche e soprattutto di conoscere meglio il suo autore, attraverso una piccola intervista.
1) Ciao Jonathan! Puoi presentarti brevemente spiegando cosa fai nella vita?
Ho 41 anni, vivo e lavoro in Toscana come ricercatore ambito chimico presso L’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici. Oltre questo sono appassionato di fotografia e videomaking in tutte le sue forme, quindi non limitata solamente alla foto aerea ma anche alla ritrattistica, in particolare legata al fantastico mondo del cosplay. Oltre a questo sono quello che si può definire un “nerd”, appassionato di tecnologia, intelligenza artificiale ed elettronica, cosa che mi ha aperto le porte anche per un altro interessantissimo aspetto del volo: l’FPV.
2) Puoi dirci qualcosa di più sullo scatto dal punto di vista tecnico e raccontarci magari qualcosa sulla giornata in cui hai volato?
Inizio prima con la parte noiosa, cioè con la realizzazione dal punto di vista tecnico: si tratta di uno scatto realizzato con il Mini 2 in modalità AEB (3 scatti separati da 2/3 di stop di esposizione tra uno scatto e il successivo) poi uniti in un unico scatto con maggiore gamma dinamica usando le maschere di luminosità e poi post-producendo bilanciando ombre, luci e colori. È un tipo di post-produzione che faccio molto spesso.
Questo scatto risale a più di un anno e mezzo fa, fatto poco lontano da dove abito; spesso anche i posti che conosciamo bene possono presentarsi in una veste accattivante e diversa dal solito, anche grazie all’enorme potere compositivo che la terza dimensione spaziale permette di ottenere. Questo scatto è per me un modo per fissare il pensiero che si può sempre fare qualcosa di differente e non banale in condizioni differenti o con luci differenti, e che la bellezza del nostro mondo merita di essere vista e condivisa.
3) Di cosa ti occupi e quali sono i tuoi hobby oltre al volo coi droni?
Come accennato prima, sono un ricercatore chimico impiegato nella ricerca pubblica sul settore delle energie rinnovabili e alternative, sostanzialmente quello che si può definire uno scienziato, in un istituto CNR nell’area di ricerca di Firenze. Sono appassionatissimo di fotografia, non solo paesaggistica ma anche ritrattistica, soprattutto relativo al mondo del Cosplay, attività che pratico in prima persona quando non sono in veste di fotografo!
Oltre questo sono videomaker, anche se si può considerare sempre fotografia in un certo senso, e da sempre appassionato di costruzione elettronica nel mio piccolo laboratorio casalingo. Tutte queste passioni sono sostanzialmente interconnesse dato che il mondo dei droni è intrinsecamente multidisciplinare e spazia dell’espressione artistica, alla tecnologia, alla fotografia, all’aerodinamica e all’elettronica e soprattutto al piacere del volo. Tutto ciò trova una sintesi perfetta nella disciplina dell’FPV, la più sfidante e divertente nel mondo dei droni!
4) Come è sbocciato l’amore con i droni?
Sono sempre stato appassionato di volo, anni prima di conoscere il mondo dei droni volavo già diversi tipi di aquiloni “pilotabili” a due e quattro cavi, definiti acrobatici, partecipando anche a diverse gare nazionali e ottenendo piazzamenti, l’ultimo dei quali un inaspettato 5° posto all’Europeo a Frejus in Costa Azzurra!
La passione per i droni si è sviluppata parallelamente a questo, mano a mano che la tecnologia ha iniziato a svilupparsi ed essere sempre più disponibile. Il mio primo drone è stato un Phantom 1 che ho iniziato molto presto a modificare aggiungendo un gimbal e una action cam. Ricordo ancora l’emozione del primo decollo! Adesso, ad anni di distanza, l’emozione non si è assopita ma anzi si è arricchita sempre di nuove esperienze e ha costellato molto momenti belli della mia vita!
Un ulteriore passo in avanti nella passione l’ho fatto durante l’evento recente che ha condizionato pesantemente per anni la nostra vita: la pandemia del 2020. È durante questo periodo che ho iniziato ad appassionarmi al volo con i droni FPV, partendo da un semplice tinyhawk da 2 pollici, con il quale mi divertivo nel giardino di casa, diventato improvvisamente una prigione… Ho trovato uno sfogo iniziando a studiare come costruire i droni, selezionare le componenti, come collegarle e come interagiscono tra loro, seppur ne conoscessi già il funzionamento; termini come DSHOT, BLHELI, Betaflight, Uart, in poche settimane non avevano più segreti per me.
A quattro anni di distanza la mia flotta di droni FPV si compone di più di 8 droni, di cui solo due possono considerarsi non autocostruiti, anche se hanno subito modifiche sostanziali come sostituzioni di FC RX e altro. Ho iniziato con l’analogico ma il grande salto è stato per me il digitale, sensazione che sostanzialmente si può paragonare ad aver indossato per la prima volta gli occhiali da vista, e che mi ha permesso di conquistare tantissimi posti, specialmente nella regione che più adoro in assoluto, cioè la Sardegna! Negli anni ci siamo creati un folto e affiatato gruppo di smanettoni e appassionati, che scherzosamente chiamiamo “I rindronati”!
5) Come ti regoli in generale per volare a norma?
Mangio a colazione fette biscottate e ansia!
No, ovviamente scherzo, perdonate la boutade! La parola d ‘ordine nel mio caso è una e una sola: pianificazione!
Non riguarda unicamente l’aspetto legale ma è legato anche alla sicurezza sia degli utenti dell’aria, che a terra, e chiaramente le due cose sono strettamente legate!
Generalmente procedo rispondendo ad una domanda: “cosa voglio fare e dove?”.
Una volta capito questo, la prima cosa è consultare le mappe aeronautiche (d-Flight in Italia) per capire se una zona è o meno volabile o se sono richieste autorizzazioni di qualche tipo, quali regolamenti si applicano, e quali pericoli e limitazioni sono presenti in loco, integrando eventualmente con “notaminfo” e AIP in Italia. Fatto questo questo cerco di capire dal punto di vista sia meteorologico che di sicurezza (dislivelli etc.) quali possano essere gli eventuali pericoli che posso rischiare o causare (es vento, temperature, ostacoli ma soprattutto presenza di persone) e quale drone impiegare per lo scenario previsto in modo da rispettare le prescrizioni e lo scenario operativo. Non ultimo, cerco di capire che illuminazione aspettarmi per le mie foto/riprese e quali accessori portarmi (ad esempio filtri ND), per massimizzare la qualità dei contenuti che mi aspetto di ottenere, perché se al denominatore c’è il rischio, al numeratore c’è la voglia di portare a casa qualcosa di bello!
Riguardo all’aspetto legale, ovviamente sono in possesso di tutti gli attestati “open category” oltre che l’attestato di volo ricreativo statunitense e sono regolarmente iscritto all’autorità aeronautica portoghese necessaria per volare sul suo territorio nazionale (sì, sto sognando Madeira!). Oltre a questo cerco sempre di volare con qualcuno accanto, specialmente in FPV che, oltre ad essere obbligatorio ai sensi dei regolamenti EASA e UAS-IT, dà una certa sicurezza e consapevolezza dei rischi che si possono correre mentre si è “ciechi” e sostanzialmente indifesi.
NB: Potete seguire Jonathan e le sue opere attraverso il suo profilo Instagram o la sua pagina Pixieset.




