Giorni fa, Legambiente Venezia, con il sostegno di due associazioni a sfondo ambientalista come Venice calls e Venice Tap Water, ha formalizzato al Comune di Venezia una proposta che vuole trasformare la tradizionale Festa del Redentore in un modello di sostenibilità, attraverso la sostituzione dei consueti fuochi d’artificio con uno spettacolo luminoso di droni.
Lo riporta, tra le varie fonti, il sito di notizie locali GenteVeneta.it, sottolineando la già pesante situazione che nella città lagunare affligge la qualità dell’aria, visto che già dal 30 gennaio scorso Venezia è stata investita da una persistente allerta rossa per alte concentrazioni di polveri sottili, PM10 e PM2.5, che, come cita l’Agenzia europea per l’ambiente, sono responsabili ogni anno in Italia di oltre 46.000 morti premature.
Secondo il report “Mal’aria” di Legambiente, Venezia è quarta tra le undici città più inquinate d’Italia e ha superato i limiti consentiti di PM10 per 62 giorni continui, a fronte del limite dei 35 permessi.
I limiti dei fuochi artificiali
I fuochi d’artificio che accompagnano la festa del Redentore, pur essendo un elemento di grande spettacolo e di tradizione, certamente rilasciano nell’aria sostanze chimiche nocive, come ad esempio residui di perclorato, e in questo modo contribuiscono, sebbene in misura estremamente marginale, al deterioramento della qualità dell’aria. A questo aspetto va inoltre ad aggiungersi il notevole stress che il rumore delle esplosioni causa agli animali domestici e alla fauna selvatica, soprattutto agli uccelli, il che rappresenta una questione non così di poco conto di fronte all’importanza ornitologica della laguna di Venezia, classificata come area di maggiore estensione e rilevanza per le specie aviarie da preservare in Italia.
I vantaggi dei “drone show”
Ecco allora che la proposta di sostituire i fuochi con spettacoli di droni non solo rappresenta una scelta eco-compatibile ma rappresenta anche l’impegno verso la protezione della salute pubblica, del patrimonio ambientale e della biodiversità che caratterizza Venezia. Da sottolineare che, ovviamente, rispetto alle questioni affrontate, la scelta di un drone show al posto dei fuochi d’artificio ha un valore quasi esclusivamente simbolico, con benefici concreti davvero minimi, ma forse proprio per questo vale la pena che Venezia prenda in considerazione di dare un segnale del genere.
Ne è ben conscia Legambiente Venezia, che nella sua proposta scrive che “non pretende di risolvere completamente le problematiche legate all’inquinamento atmosferico della città, ma ambisce a rappresentare un significativo passo avanti verso una direzione più sostenibile e innovativa, posizionando Venezia come un esempio di avanguardia e responsabilità ambientale a livello nazionale e globale”.
D’altra parte gli spettacoli luminosi coi droni sono ormai un trend che va affermandosi in molte delle più moderne città del mondo, e li abbiamo visti anche in Italia, come ad esempio sul finire dello scorso anno a Bologna.




