Probabile ban per l’uso dei droni DJI negli Stati Uniti

Non è la prima volta che su queste pagine parliamo del ban dei droni DJI negli Stati Uniti e sino a che la situazione e i rapporti sino-americani non si saranno stabilizzati, forse non sarà nemmeno l’ultima.

Dopo l’ultimatum in cui si lasciano 9 mesi di tempo al social network TikTok per vendere l’azienda e per poter essere utilizzato ancora negli Stati Uniti d’America; nel prossimo futuro potrebbe essere la volta del produttore asiatico DJI che gli appassionati e professionisti che usano i droni ben conoscono.

Ora, il governo statunitense parrebbe avere nel suo mirino proprio il leader mondiale produttore di droni, con sede a Shenzen in Cina, ma con filiali in tutto il mondo.
La questione dipende dalla FCC e se il Countering CCP Drones Act venisse approvato.

Ne da notizia, nei giorni scorsi il New York Times che ha condiviso l’atto presentato dal Comitato per l’energia e il commercio della Camera. In caso di accoglimento positivo i droni DJI verrebbero aggiunti all’elenco delle apparecchiature FCC coperte dal Secure and Trusted Communications Networks Act del 2019.

Nel Secure and Trusted Communications Networks Act, sostanzialmente si afferma che qualsiasi apparecchiatura o servizio di comunicazione ritenuto “rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale” non può essere eseguito sulle reti statunitensi. Il Countering CCP Drones Act aggiungerebbe DJI a tale elenco, impedendo così a qualsiasi drone dell’azienda di operare all’interno del paese.

Pertanto DJI si andrebbe ad aggiungere alla lista nera a cui appartengono già ​​ZTE e  Huawei.

In Europa non ci sono per il momento voci o movimenti che possano indicare un divieto di commercializzazione di droni del noto marchio asiatico, ma il ban statunitense, avrebbe grosse ripercussioni commerciali su DJI che per inciso nega qualsiasi coinvolgimento relativo alle accuse di spionaggio e uso illecito dei dati degli utenti.

 

 

 

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